Su Infiniti Sentieri si discute di narrativa fantastica in tutte le sue molteplici forme e senza buonismi di sorta. Non solo recensioni, quindi, ma anche e soprattutto strumenti con i quali farsi largo in questo universo multiforme. Qui troverete infatti la lista di tutti (o quasi) gli editori specializzati nel settore, guide sul corretto scrivere, informazioni approfondite sui film in uscita al cinema e sui più importanti concorsi letterari italiani... Insomma, buona permanenza.

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Recensione: L’acchiapparatti

TITOLO: L’acchiapparatti

AUTORE: Francesco Barbi

GENERE: Low Fantasy

EDITORE: Baldini Castoldi Dalai

PAGINE: 460

ANNO: 2010 (edizione originale: 2007)

PREZZO: 18,50€

ETÀ CONSIGLIATA: 16+

Innanzitutto una precisazione. A dispetto del titolo, il presente articolo non è una vera e propria recensione, quanto un compendio al quasi omonimo articolo di un anno fa circa (QUESTO). Se uso tale denominazione è soltanto per venire in aiuto dei motori di ricerca.

Altra precisazione che ritengo doverosa. Se ho deciso di non scrivere una nuova recensione, ciò dipende da due ragioni principali. La prima è che, nella sostanza, il mio giudizio sul romanzo d’esordio di Francesco Barbi non è mutato. La seconda è che in questa nuova edizione sono presenti alcune correzioni da me suggerite all’autore durante un fitto scambio di e-mail. Sia chiaro, con ciò non intendo arrogarmi alcun merito, visto che tali suggerimenti, ne sono certo, non sono giunti da me soltanto; solo non ritengo di disporre della necessaria oggettività per disquisire nuovamente e in maniera approfondita del libro.

Da qui la mia decisione di limitarmi ad elencare le principali differenze tra i due libri, così da rendere più semplice il compito a chiunque fosse incerto su quale edizione acquistare.

Aggiorna e riavvia il sistema

Rileggere a distanza di un anno o poco più L’acchiapparatti mi ha fatto una strana sensazione. Quando a fine 2008 venni contattato da Barbi, ero in piena fase di trasloco dal Fantasy classico a generi più weird. Oggi, che i miei gusti sono definitivamente migrati verso i lidi della Bizarro Fiction e dei vari “X-Punk”, L’acchiapparatti mi appare ancor più distante. Non solo: sapendo di trovarmi di fronte a un’edizione riveduta e corretta l’occhio si è fatto involontariamente più critico.

Eppure…

Specchio specchio delle mie brame, qual è la copertina più bella del reame?

Eppure L’acchiapparatti è riuscito per la seconda volta a stregarmi, con i suoi dialoghi surreali, i suoi folli personaggi e il suo misto di umorismo e malinconia. Per quanto i margini di miglioramento siano ancora ampi – ma esiste un’opera per cui non valga un simile discorso? – mi ha fatto grande piacere vedere come molte delle richieste dei lettori (quanto meno quelle più sensate) abbiano trovato soddisfazione. Vediamole nel dettaglio.

  • IL PROLOGO: Se esiste una parte del libro originale che è stata criticata da quasi tutti, questa era proprio il prologo. I difetti risiedevano nella presenza di molti personaggi stereotipati (a partire dai classici briganti in cerca di bisboccia) e da uno stile forse un po’ acerbo rispetto al resto del volume. Detto, fatto. Invece di mandare a fanculo i criticoni e accusarli d’Invidia™, come avrebbero fatto buona parte degli italici “gegni”, Barbi si è tirato su le maniche e ha riscritto il capitolo praticamente da zero. Per quanto la situazione generale sia rimasta pressoché inalterata, a cambiare sono tanti piccoli dettagli, quali la psicologia dei briganti e l’evento scatenante la rissa. Il risultato è molto buono e, pur continuando a non brillare per originalità, risulta decisamente più accattivante della versione originale.
  • I PUNTI ESCLAMATIVI: Come aveva fatto notare Gamberetta nella SUA RECENSIONE, ne L’acchiapparatti di Tilos si aveva la sensazione che tutti i personaggi urlassero a causa dell’altissimo numero di punti esclamativi. Ora il loro numero è decisamente più basso, merito di una sana sezione di potatura.
  • L’USO DEL PRESENTE: Un’altra questione che aveva lasciato perplessi i più riguardava l’uso del presente al posto del passato remoto in buona parte delle scene d’azione. Il problema non risiedeva tanto nella tecnica in sé, quanto nel fatto che il passaggio tra i due tempi verbali avveniva all’improvviso, finendo così per confondere soltanto il lettore. Bene, nella nuova edizione Barbi ha optato per una soluzione più ordinata. Il presente continua sì a comparire, ma soltanto quando il POV è fisso sul Boia di Giloc, sottolineando ulteriormente il tutto con l’isolamento grafico di tali paragrafi. Una scelta felice, visto che l’effetto di straniamento viene pressoché azzerato, lasciando così l’attenzione del lettore fissa là dove deve stare: sul prosieguo della trama.
  • I BLOOPERS: Qui c’è poco da dire, se non che quelli che riscontrai un anno fa sono stati entrambi risolti.
  • I PERSONAGGI SECONDARI: Altra cosa fatta notare a più riprese da molti lettori del romanzo originale era la scomparsa improvvisa del personaggio di Isotta. Barbi ha così deciso di dedicarle un piccolo cameo nella parte finale del libro, per quanto la sua figura rimanga forse ancora un po’ troppo sullo sfondo, facendola apparire come forse l’unico “personaggio deus ex machina” del libro.
  • GLI INFODUMP: Per quanto gli infodump de L’acchiapparatti di Tilos non mi avessero dato particolare fastidio (anzi, li trovai persino ben strutturati per via delle scelte stilistiche insite in essi), questa nuova edizione mostra una loro netta diminuzione. Si può quasi dire che Barbi abbia acquisito il dono della sintesi, limitando le digressioni storico-culturali allo stretto necessario. Tra le poche eccezioni, il capitolo intitolato Il resoconto di Melzo, una sorta di grosso infodump dai toni però ironici, il quale è stato diviso in due parti, passando dalle 22 pagine originali alle attuali 24. La divisione del dialogo in due capitoli, oltre a un migliorato ritmo delle battute, rendono tuttavia il doppio capitolo ancora godibilissimo.
  • IL CAPITOLO BONUS: Dando un’occhiata all’indice, si nota subito come, rispetto all’edizione originale, sia presente un capitolo in più (o meglio, due capitoli in più, di cui uno nasce però dalla suddivisione del resoconto di Melzo di cui ho già parlato). Tale capitolo ci riporta alle spalle del Boia di Giloc, mostrandoci un altro dei suoi simpatici massacri. Ora, ammetto di essere un po’ combattuto su questo capitolo. Da una parte è vero che è posizionato in modo tale da far ricomparire un personaggio lasciato in disparte per troppe pagine. Dall’altra risulta però essere tra i meno originali, vista le fondamenta un po’ banalotte. Non un capitolo inutile, quindi, quanto decisamente sottotono rispetto agli altri in cui compare il Boia.
  • L’INDICE DEI PERSONAGGI: Una delle aggiunte più gradite della nuova edizione riguarda l’indice dei personaggi situato a fondo libro. Per quanto L’acchiapparatti non presenti un altissimo numero di personaggi, si tratta comunque di uno strumento utile. Peccato solo per l’adozione di un ordine basato sull’apparizione, anziché alfabetico, ma è un difetto di poco conto.

Edizione BCD a sinistra e Campanila a destra. Sulla qualità della rilegatura BCD vince a mani basse. Tra l’altro, anche se non si nota per via del flash, la carta usata per la nuova edizione è nettamente più chiara rispetto a quella vecchia.

Queste le note principali. Elencare infatti tutte le variazioni al testo sarebbe cosa ben più ardua, e comunque questo non è un articolo di filologia. Concludo dicendo che a livello generale lo stile del libro è decisamente migliorato. Soprattutto, appare più omogeneo, a differenza del volume originale, la cui prima parte risultava un filo peggiore della seconda. Certo, rimangono ancora quelli che reputo piccoli difetti, quali D eufoniche di troppo o personaggi che adottano formule verbali identiche tra loro, ma come opera prima L’acchiapparatti è e rimane uno dei migliori testi di narrativa fantastica italiana.

(non che ci voglia poi molto ^_^)

Carta canta

Come faccio sempre quando si tratta di parlare di libri, dedico un capitoletto a parte alla realizzazione materiale del medesimo. Va subito detto che la missione della Baldini Castoldi Dalai non era delle più facili. L’edizione Campanila è infatti di qualità eccellente sotto ogni punto di vista (pochi refusi, buoni materiali, bella grafica…). Ciononostante, la casa editrice milanese ha svolto un lavoro a mio avviso esemplare.

Partiamo dalla copertina. A dispetto del file JPEG mostrato qualche settimana addietro, la resa finale è decisamente migliorata, a partire dall’effetto “copia-incolla” del topo. Meno convincente è invece la silhouette di Ghescik, sia per via di un’illuminazione troppo marcata, che di un mancato rispetto delle proporzioni. In questo senso, la copertina originale mostrava un’attenzione ai dettagli decisamente superiore. Dove invece la BCD vince a mani basse è nella qualità dei materiali. Il rivestimento del libro è infatti passato dal tessuto (tipologia di materiale che si sporca come niente) a una protezione nero-plastificata e riflettente, apparentemente più povera, ma in verità più resistente e meno propensa a catturare le particelle di sporco, il tutto con tanto di titolo sul bordo, grossa mancanza dell’edizione Campanila.

Passando alla grafica interna, la situazione è di sostanziale parità. Se Campanila aveva mostrato una scelta dei font più originale, dall’altra BCD opta per caratteri più tradizionali ma dalla maggiore leggibilità. Scelte legittime e che denotano in entrambi i casi una grande attenzione anche per questo campo spesso bistrattato.

Unica nota dolente dell’edizione BCD è l’impaginazione dei dialoghi. Pur mantenendo inalterato l’uso delle virgolette uncinate, si nota infatti come a seconda dei capitoli venga adottato o meno l’uso della virgola durante le intromissioni del narratore, tanto da sospettare che ad occuparsi dell’impaginazione ci siano state più persone. Si tratta tuttavia del classico pelo nell’uovo, roba che viene colta solo dai malati di mente come il sottoscritto.

A livello generale, BCD ha svolto un ottimo lavoro, riuscendo a tenere testa all’edizione Campanila, per quanto forse la mia asticella del gusto personale tenda leggermente più verso quest’ultima.

Edizione Campanila…

…ed edizione Baldini Castoldi Dalai

Conclusioni

Come già scritto in fase introduttiva, il mio giudizio sul romanzo d’esordio di Francesco Barbi non è mutato. L’acchiapparatti difficilmente sarà uno di quei libri che vi cambierà per sempre la vita, e nemmeno penso voglia esserlo. Si tratta tuttavia di un buon libro, dalla trama interessante e priva di punti morti, ma soprattutto con personaggi veri, non le solite macchiette che – ahimé – ammorbano buona parte della narrativa fantastica italiana e non solo. È un romanzo che, pur privo di elementi innovativi, riesce a divertire quanto basta e a distinguersi dalla concorrenza. Barbi ha il merito di essere uno dei pochi scrittori italiani ad aver capito che non ha senso creare realtà alternative che scimmiottano Tolkien, quando poi storia e personaggi sono profondi quanto una pozzanghera. È proprio questo il paradosso che sta dietro a L’acchiapparatti: risultare originale all’interno del mercato italiano pur tralasciando gli “effetti speciali”, ma soffermandosi invece su quegli aspetti davvero importanti, quali caratterizzazione dei personaggi e brio nei dialoghi. Vista la scarsissima qualità del Fantasy nostrano, il libro di Barbi, pur con tutti i suoi nei, rappresenta una vera ventata d’aria fresca. La speranza, inutile dirlo, è che questo libro rappresenti un primo gradino. Ecco perché, tra tutti gli autori italiani, Barbi è tra quelli di cui attendo con maggiore curiosità la seconda prova.

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La fine è solo l’inizio

Infine ci siamo (o quasi).

Seppur con un ritardo di circa un mese, pochi minuti fa è stata conclusa la prima stesura de La fine e l’inizio. Per tutti coloro che non hanno la più pallida idea di cosa stia parlando, rimando a QUESTO ARTICOLO.

È tempo, dunque, di aggiornare la situazione. La prima notizia è che abbiamo trovato il titolo definitivo per il romanzo. La scelta è dipesa da una serie di ragioni. Volevamo infatti qualcosa che rispondesse a determinate caratteristiche:

  1. Dare subito un’idea generale di quanto trattato dal libro. Può sembrare una cosa banale, ma se guardate in libreria noterete che il 90% dei libri ha titoli assurdi e che non c’entrano una beneamata mazza con trama o essenza del medesimo.
  2. Attirare l’attenzione, con una formula breve e d’impatto.
  3. Essere fondamentalmente “weird”, ovvero che rispecchiasse l’anima del libro.

La ricerca è sembrata non portare a nulla per alcune settimane, fino a quando una delle autrici, Cinzia Bettineschi, ha avuto un’illuminazione: Amsterdamnation. Ed è stato amore a prima vista. Il lettore viene infatti subito a contatto con l’ambientazione, ma anche con il fatto che quella con cui si troverà a che fare non è l’Amsterdam che si è soliti immaginare. Inoltre il titolo è breve, rimane impresso nella memoria con grande facilità ed è pressoché impossibile che venga confuso con un altro. Infine, cosa non meno importante, esso rispecchia alla perfezione la genesi del romanzo: così come il testo nasce dalla fusione di sette stili diversi, così fa lo stesso il titolo.

Ora però ci aspetta la parte più difficile: la revisione. Nella precedente “puntata” avevo indicato come possibile data di pubblicazione gli inizi di Giugno. Tre mesi non sono moltissimi per un romanzo di quasi duecentocinquanta pagine (quasi un quinto in più rispetto a Le nozze d’Inverno, dettaglio da non sottovalutare considerando che gli autori quest’anno sono di meno). Ciononostate faremo del nostro meglio per rispettare quella data, se non addirittura anticiparla.

Io per primo dovrò ritoccare parecchio i miei capitoli, visto che presentano molti alti e bassi (soprattutto il penultimo, eccessivamente infodumpato). Altra cosa che dovrò fare sarà rivedere la psicologia del mio “avatar”, Claus, il quale nei primi due capitoli presenta caratteristiche diverse rispetto a quelle successive. All’inizio infatti avevo adottato un tratteggio sostanzialmente realistico, molto vicino a quello delle Nozze. Tuttavia, con mia grande gioia, Amsterdamnation pagina dopo pagina ha assunto connotati sempre più weird e bizzarri, portandomi di conseguenza a rivedere la psicologia di Claus e di suo fratello Adam.

La difficoltà più grande, tuttavia, al di là di risolvere le piccole incongruenze tra i vari capitoli, riguarderà a mio avviso uno dei personaggi: Kristanna. La ragione è principalmente una. La sua autrice ha purtroppo dovuto abbandonare il progetto quasi subito, lasciandoci un personaggio che fino a quel momento non aveva praticamente compiuto alcuna azione significativa. La cosa purtroppo si nota, ma sono certo che una soluzione la si troverà.

Intanto, almeno per qualche giorno, ci godiamo un meritato riposo, prima di rimetterci sotto con la revisione. Seguiranno aggiornamenti.

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Segnalazione: concorso a tema Steampunk!

Intanto che in Italia stiamo ancora dietro a predestinati vari, elfi, draghetti e fatine, all’estero guadagnano visibilità sempre maggiore generi come New Weird, Bizarro Fiction e Steampunk (o Steam Punk, a seconda che si voglia o meno abbracciare la matrice politica), nei quali si assiste a un po’ di VERA fantasia (sempre ammesso che l’autore sia in gamba, ma questo è ovvio). Il rovescio della medaglia è l’affacciarsi di scrittorucoli che sperano di approfittare dell’onda per propinare le peggio cose. Ricordate ad esempio il caso di Steamed di Katie MacAlister, libro di prossima uscita salito agli onori della cronaca soprattutto per via del suo booktrailer ricavato da immagini letteralmente rubate senza pagare alcunché in diritti d’autore? Ecco, mi riferisco a gentaglia del genere.

(anche se comincio a sospettare che si sia trattato di una mossa per attirare l’attenzione su di un libro che altrimenti sarebbe passato quasi inosservato per via di una trama che non sembra brillare proprio di originalità; anche perché non avrebbe senso per un grafico professionista cadere in un errore talmente dilettantesco, soprattutto considerando che non è lui quello che sborsa i soldi per l’acquisto dei diritti; certo, c’è anche il caso Ferrario che dimostra come non ci sia limite alla stupidità umana)

Ora, lo ammetto in tutta sincerità: io sono uno a cui piace il clima da “club privè” che circonda qualsiasi meritevole novità non ancora finita tra le grinfie della massa. Ricordo ad esempio quando scoprii con mia gran soddisfazione Seven nation army dei White Stripes e cominciai a proporre l’album (Elephant) a tutti i miei amici rockettari, questo prima che MTV prendesse a far girare il video e soprattutto prima che Totti stuprasse il titolo in Pooo-po-po-po-po-pooo-pooo (sigh).

D’altro canto, è però anche giusto rendere noto al mondo l’esistenza di prodotti che si allontanano dalla cultura pop (che il più delle volte coincide con uno scarso livello qualitativo, ma questa è un’opinione meramente personale), sempre nella speranza che questi non vengano poi banalizzati come nell’esempio di cui sopra. Vana speranza? Probabilmente sì.

Ma sto divagando. Il senso di questo articolo è infatti molto più semplice. Una settimana addietro il buon duca Carraronan – sempre sia lodato! – ha svelato a noi comuni mortali il bando per un nuovo concorso letterario legato al suo sito, Baionette Librarie. Dopo essere passati, l’anno scorso, attraverso i meandri del racconto porno-fantasy, è tempo di tornare seri e di buttarci a capofitto tra valvole a pressione e tecnologie retrofuturistiche. In una parola: Steampunk (o Steam Punk a seconda che… che dite? l’ho già scritto? ah…). E c’è pure un premio! E che premio!

Trattandosi questo di un semplice articolo volto ad allargare la visibilità data di un concorso non da me creato, non mi dilungherò oltre, lasciando la lettura del bando in tutti i suoi dettagli su Baionette Librarie (che trovate QUI), nella speranza che così facendo il buon duca decida di ripagarmi condividendo le ricchezze del suoi possedimenti. Sapete com’è, la crisi… ^_^

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L’acchiapparatti comincia a svelarsi

Segnatevi questa data: 2 9 Marzo 2010.

A meno di (ulteriori) imprevisti, dovrebbe essere infatti questo il giorno in cui uscirà nelle librerie la nuova edizione de L’acchiapparatti di Tilos di Francesco Barbi, edito dalla Baldini Castoldi Dalai. Anzi, per essere precisi, bisognerebbe parlare de L’acchiapparatti e basta, visto che è questo il nuovo titolo dato all’opera. In attesa di mettere le mani sul libro, è intanto possibile dare una prima occhiata alla nuova copertina.

Qualcuno dirà: ma non sembra nemmeno la copertina di un Fantasy! E io rispondo: per fortuna!

Come scrissi a suo tempo nella recensione del volume edito da Campanila, L’acchiapparatti è sì un romanzo Fantasy, ma non di quelli che basano la loro forza sull’ormai logora idea di “Bene VS Male”, bensì sull’ottima alchimia tra i personaggi, in buona parte decisamente fuori dagli schemi. Ben venga, quindi, una copertina lontana dai soliti cliché, visto che il libro di Barbi non si rivolge soltanto agli amanti del fantastico, quanto a quelli della buona narrativa in generale.

Approfitto di questa occasione anche per anticipare un altro paio di notizie legate al libro. La prima è che, se riuscirò a fare in tempo, pubblicherò un compendio alla recensione di un anno fa con qualche giorno d’anticipo sulla data d’uscita, e questo grazie al fatto di poter disporre di una copia d’anteprima (a tal proposito, ringrazio Francesco per il regalo). La seconda è che si sta lavorando per l’organizzazione di alcuni incontri con l’autore, per i quali Barbi ha richiesto la mia presenza in qualità di moderatore. Tutto è però ancora da concordare, visto che ad occuparsi della cosa è principalmente l’ufficio stampa della BDC. In qualsiasi caso, vi terrò aggiornati.

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Ringraziamenti e saluti

Non mi perderò in lunghi discorsi e smancerie. Quelli, semmai, seguiranno in maniera privata, come è più giusto che sia. Dico solo questo: grazie di tutto. Ma soprattutto arrivederci, perché oggi quando si parla di narrativa fantastica non si può non pensare anche a te, e quando deciderai di tornare – e ho fiducia al riguardo – noi saremo lì ad aspettarti.

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3. Il sangue e il traditore
Jacqueline Carey (+2)

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5. Figlia del sangue
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8. Notte di piaceri
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Maggiori informazioni disponibili nella pagina Romanzi e racconti


ROMANZO IN CORSO D'OPERA


ROMANZO COMPLETO!


ANTOLOGIA DI RACCONTI LUNGHI


ANTOLOGIA DI RACCONTI BREVI


BEH, IL TITOLO DICE TUTTO ^_^

Ultimi aggiornamenti

03/10/2009: Restyling grafico del sito e aggiunta delle sezioni "Concorsi" e "Progetto Apnea".


31/08/2009: Creazione della sezione "Cine Sentieri".


04/08/2009: Correzione di alcuni passaggi nel racconto "La domanda".


26/07/2009: Inserito l'e-book "Marionette e marionettisti" nella sezione "Romanzi e racconti".


23/07/2009: Aggiornata la lista delle case editrici che pubblicano narrativa fantastica.


17/07/2009: Inserita la traduzione della "Evil Overlord list" in formato PDF nella sezione "Guide alla scrittura".


08/07/2009: Correzione di alcuni passaggi nel racconto "Identità".


16/05/2009: Inserito l'e-book "Giochi di guerra" nella sezione "Romanzi e racconti".


03/05/2009: Inserito l'e-book "Le nozze d'Inverno" nella sezione "Romanzi e racconti".


01/05/2009: Correzione di alcuni passaggi nel racconto "Lezioni di anatomia".

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