Racconto: Come madre e figlio
Come promesso, ecco qua il primo dei racconti che, a cadenza irregolare, inserirò su questo sito. Prima di parlare del testo vorrei però ringraziare Ciroxs, admin di DualPC, grazie al cui aiuto sono stato in grado di creare il link al racconto. Senza di lui sarei ancora in alto mare.
Ma passiamo al testo.
Come madre e figlio è l’ultima delle mie opere. L’ho scritto giusto due settimane fa, anche se l’ultima modifica risale a ieri sera. Si tratta di un racconto del terrore per così dire “vecchio stile”. Non nascondo di dover molto, all’interno di questo testo, a vecchie serie come Ai confini della realtà, per le quali ho sempre avuto un debole. Non si cerchi quindi realismo in queste pagine, perché non se ne troverà. Anche i comportamenti e le caratterizzazioni dei personaggi, per quanto non campati in aria, sono estremi.
Stilisticamente Come madre e figlio ha rappresentato una piccola sfida. Chi conosce il mio modo di scrivere sa bene che prediligo i periodi lunghi e densi di particolari. Questa volta, però, ho preferito adottare uno stile secco ed essenziale, privo di qualsiasi descrizione che non fosse fondamentale allo svolgimento della trama (anzi, a dirla tutta, su 14 pagine di racconto ci sono soltanto due brevissime descrizioni). Di certo la recente lettura dei racconti di Richard Matheson mi ha influenzato non poco durante la scrittura. Si tratta quindi di un esperimento, almeno per me. Non nego che in alcuni punti, specie della parte centrale, il racconto vada ancora rivisto, ma devo dire che il risultato finale in buona parte mi soddisfa. Conoscendomi, comunque, ci ritornerò su ancora parecchie volte.
Per il momento, buona lettura.


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