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Sanctuary, ultimo atto

In questi giorni sono impegnato negli ultimi ritocchi al racconto con il quale ho intenzione di partecipare al concorso Sanctuary. Per quei pochi che non sapessero di cosa sto parlando, li informo che si tratta di un progetto organizzato dalla casa editrice Asengard che prevede la pubblicazione nei primi mesi del 2009 di una raccolti di racconti ad ambientazione Urban Fantasy. La particolarità è che a fianco di opere di autori professionisti (sui cui nomi nelle ultime settimane c’è stato un piccolo balletto) sarà pubblicato il racconto di un esordiente.

A dirla tutta, come ricordai un paio di mesi fa nel primo articolo su Sanctuary, la struttura del concorso non è poi così originale. O almeno non lo è all’estero. Ma si sa: noi italiani arriviamo sempre dopo. Va detto però che a rendere il tutto più interessante è la presenza all’interno del progetto delle figure di Alan D. Altieri e Valerio Evengelisti, anche se sul loro peso all’interno del progetto si sa ben poco (il primo dovrebbe occuparsi dell’introduzione all’opera, il secondo… boh). È comunque significativo che due tra i maggiori (ma soprattutto migliori) rappresentanti della narrativa fantastica italiana siano, seppur in maniera minima, interessati al progetto, i cui ricavati, è sempre bene ricordarlo, saranno devoluti in beneficenza.

Ora siamo agli sgoccioli. Il 31 di questo mese scadranno i termini per spedire il proprio racconto e, come al solito, il sottoscritto si trova a dover ancora finire il lavoro di rifinitura. Già decidere quale storia presentare è stata una piccola impresa.

All’inizio avevo pensato di proporre una versione “ridotta” di un romanzo breve Steam Punk mai scritto, ma il cui soggetto gira da anni nella mia testolina: tale Il trono degli dei, trasformatosi per l’occasione in La città di sangue e acciaio. L’idea di dover però ridurre le (ipotizzate) duecento pagine dell’originale in meno di venti fogli mi ha fatto desistere. Troppi i tagli che avrei dovuto apportare alla trama, la cui componente d’azione avrebbe finito per prevaricare sulle tematiche sociali e filosofiche (omosessualità, impossibilità di sfuggire al proprio destino e così via). Così, alla prima rilettura mi sono reso conto che quella non era la via da seguire.

Ho così deciso di estrapolare dall’ambientazione originaria un singolo evento, o meglio tema, e attorno ad esso sviluppare una storia più omogenea. Il risultato finale è Identità, titolo per il momento provvisorio di un racconto di cui già sento di poter andare fiero. La principale differenza rispetto al precedente racconto sta nell’universo descritto, molto più intimo e raccolto.

Perché tale scelta? Diciamo da una riflessione. La struttura di Sanctuary (intesa come raccolta e non come la città dove è ambientata la storia) prevede un prologo e un epilogo. Ergo le storie che presenterà dovranno, nei limiti del possibile, seguire un andamento più o meno coerente con quella che è la trama (o forse lo spirito) ideato dai responsabili della Asengard, o chi per loro. Il problema è che La città di sangue e pietra prevedeva un finale di stampo apocalittico che, molto probabilmente, avrebbe cozzato contro l’epilogo dell’opera. Insomma, alla fine la storia che avevo in mente si è palesata per quello che effettivamente era: la trama di un romanzo e non di un racconto da inserire in una raccolta a più mani. Al contrario, Identità non prevede al suo interno alcun tipo di finale a sorpresa, facendo invece leva sui dialoghi e sull’atmosfera. Non lo nascondo: Identità non è un’opera che punta tutto sulla spettacolarità delle scene, tanto che potrebbe benissimo essere ambientato (fatte le dovute modifiche) nell’Europa del Nazismo e del Fascimo. Ma allo stesso tempo è un racconto più ordinato, omogeneo. Insomma, scrivendo quest’opera ho dovuta fare delle scelte, ponendo gli accenti della mia narrazione su alcuni punti specifici. Mi auguro solo che siano quelli giusti…

PS: Questa settimana ho ricevuto un paio di racconti da leggere, entrambi di partecipanti a Sanctuary. Al fine di non venire influenzato dalle opere altrui, ho deciso di commentare (ovviamente in maniera privata) tali scritti solo dopo aver spedito il mio. Inoltre, a mo’ di scambio “culturale” a queste due persone permetterò di leggere in anteprima il mio racconto. Inutile dire che Identità non verrà mai pubblicato su questo sito per via del regolamento del concorso Sanctuary, a meno ovviamente che venga scartato dalla giuria.

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Media dei voti: 10.0/10 (1 voto)
Sanctuary, ultimo atto, 10.0 out of 10 based on 1 rating
Okamis

Padrone di casa di Infiniti Sentieri, Alessandro "Okamis" Canella è sostanzialmente un nerd (ma per alcuni anche un pezzo di nerd). Appassionato di narrativa fantastica in ogni sua forma, ma con una particolare predilezione verso il New Weird, non sopporta solo tre cose: l'ipocrisia, gli scrittorucoli da strapazzo che giustificano qualsiasi boiata con la scusa della magia e gli editori a pagamento.

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