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	<title>Commenti a: Recensione: Arthur e lo stregone nero</title>
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		<title>Di: mariateresa</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2009/01/11/recensione-arthur-e-lo-stregone-ner/comment-page-1/#comment-206</link>
		<dc:creator>mariateresa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 12:35:48 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo su tutto, soprattutto sull&#039;ultimo punto. Un libro narra di cambiamenti, di viaggi di formazione. Una storia fa questo, è questo. Il racconto degli eventi che accadono in un determinato momento/periodo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_206"><p>Concordo su tutto, soprattutto sull&#8217;ultimo punto. Un libro narra di cambiamenti, di viaggi di formazione. Una storia fa questo, è questo. Il racconto degli eventi che accadono in un determinato momento/periodo.</p>
</span><div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('206','mariateresa'); return false;">Rispondi</a>  |  <a href="#comment" onclick="CF_Quote('206','mariateresa'); return false;">Quota</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Di: Okamis</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2009/01/11/recensione-arthur-e-lo-stregone-ner/comment-page-1/#comment-204</link>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 14:42:56 +0000</pubDate>
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		<description>Riprendo i punti da te indicati, ma procedendo al contrario ;)

1) INFODUMP
Come scritto nella recensione, sotto questo punto di vista il romanzo di Tassitano si salva, visto che sono veramente pochi e comunque bravi. Paradossalmente, a mancare è proprio una una descrizione di Empyrea degna di questo nome. Si tratta di un&#039;ambientazione colma di potenziale, ma dove la stragrande maggioranza degli elementi è lasciata nella nebbia. Un vero peccato.

2) GLI STEREOTIPI
L&#039;esempio da te fatto va benissimo. Frodo, già ai tempi della sua &quot;nascita&quot; era un personaggio stereotipato nelle sue caratteristiche di base (eroe di umili origini destinato però a compiere la più epica delle imprese). Tuttavia, come hai sottolineato anche te, ci sono due fattori che lo elevano al rango di personaggio a tutto tondo: la prima è che è un personaggio che si mette continuamente in discussione; la seconda è che compie un percorso, tanto che il Frodo che incontriamo a pagina 1200 non è lo stesso Frodo di pagina 10. In Arthur e lo stregone nero così non succede. Nessun personaggio modifica di una H la sua struttura psicologica, come se tutte le avventure vissute non li avessero minimamente scalfiti.
Su tale punto ho avuto anche un piacevole scambio di e-mail con lo stesso Tassitano, il quale mi ha chiesto se secondo me, visto che il suo è solo il primo capitolo di una serie, fosse davvero necessario creare dei personaggi che evolvono in maniera netta durante la storia. La mia risposta è sì, e per una serie di motivi. Innazitutto perché non si può rimandare a volumi successivi ciò di cui si ha bisogno ORA. La seconda è che una totale assenza di evoluzione dei personaggi è quanto mai inverosimile, soprattutto considerando alcuni traumi (scusa se rimango sul generico, ma non vorrei spoilerare troppo). Anche perché, non mi stancherò mai di ripeterlo, a muovere la trama deve sempre essere il conflitto (inteso in senso lato) e il conflitto genere sempre un&#039;evoluzione (nel senso di mutamento) della trama, la quale a sua volta comporta un mutamento dei personaggi che hanno causato tale conflitto. Come vedi è un giro virtuoso dove tutto combacia alla perfezione. E questo non lo dico io, ma decine di scrittori come King o persino Brooks (che non sarà un genio della narrativa, ma almeno conosce bene la teoria).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_204"><p>Riprendo i punti da te indicati, ma procedendo al contrario <img src='http://infinitisentieri.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>1) INFODUMP<br />
Come scritto nella recensione, sotto questo punto di vista il romanzo di Tassitano si salva, visto che sono veramente pochi e comunque bravi. Paradossalmente, a mancare è proprio una una descrizione di Empyrea degna di questo nome. Si tratta di un&#8217;ambientazione colma di potenziale, ma dove la stragrande maggioranza degli elementi è lasciata nella nebbia. Un vero peccato.</p>
<p>2) GLI STEREOTIPI<br />
L&#8217;esempio da te fatto va benissimo. Frodo, già ai tempi della sua &#8220;nascita&#8221; era un personaggio stereotipato nelle sue caratteristiche di base (eroe di umili origini destinato però a compiere la più epica delle imprese). Tuttavia, come hai sottolineato anche te, ci sono due fattori che lo elevano al rango di personaggio a tutto tondo: la prima è che è un personaggio che si mette continuamente in discussione; la seconda è che compie un percorso, tanto che il Frodo che incontriamo a pagina 1200 non è lo stesso Frodo di pagina 10. In Arthur e lo stregone nero così non succede. Nessun personaggio modifica di una H la sua struttura psicologica, come se tutte le avventure vissute non li avessero minimamente scalfiti.<br />
Su tale punto ho avuto anche un piacevole scambio di e-mail con lo stesso Tassitano, il quale mi ha chiesto se secondo me, visto che il suo è solo il primo capitolo di una serie, fosse davvero necessario creare dei personaggi che evolvono in maniera netta durante la storia. La mia risposta è sì, e per una serie di motivi. Innazitutto perché non si può rimandare a volumi successivi ciò di cui si ha bisogno ORA. La seconda è che una totale assenza di evoluzione dei personaggi è quanto mai inverosimile, soprattutto considerando alcuni traumi (scusa se rimango sul generico, ma non vorrei spoilerare troppo). Anche perché, non mi stancherò mai di ripeterlo, a muovere la trama deve sempre essere il conflitto (inteso in senso lato) e il conflitto genere sempre un&#8217;evoluzione (nel senso di mutamento) della trama, la quale a sua volta comporta un mutamento dei personaggi che hanno causato tale conflitto. Come vedi è un giro virtuoso dove tutto combacia alla perfezione. E questo non lo dico io, ma decine di scrittori come King o persino Brooks (che non sarà un genio della narrativa, ma almeno conosce bene la teoria).</p>
</span><div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('204','Okamis'); return false;">Rispondi</a>  |  <a href="#comment" onclick="CF_Quote('204','Okamis'); return false;">Quota</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Di: mariateresa</title>
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		<dc:creator>mariateresa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 13:53:13 +0000</pubDate>
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		<description>Cattivo Okamis, ora mi hai distrutto l&#039;ultima speranza che avevo di leggere un fantasy italiano decente! Vergogna!^^
Comunque ti ringrazio per l&#039;avviso su fm. Il mio parere è mutato. Non sono una che crede facilmente alle opinioni altrui, ma sei stato sufficientemente critico per convincermi a non comprare il libro. E pensare che l&#039;autore mi aveva fatto buona impressione, ci siamo pure scambiati mail! Spero di non sbagliare con le prossime letture. 
Vorrei soffermarmi su due punti da te evidenziati nella narrazione. Sono gli stereotipi e gli infodump. Sul deus ex machina non mi soffermo perchè hai già specificato che per essere valido un meccanismo simile deve avere una giustificazione plausibile, il che incontra tutto il mio favore.
Io sono la prima a bocciare gli stereotipi, ma non credo che alla loro base vi sia un&#039;immagine negativa. Sono modelli, radicati nella cultura di un popolo che narra storie da migliaia di anni. Ogni storia finisce con l&#039;assomigliarsi, lo diceva anche Umberto Eco in Il nome della Rosa, quando Adso pensa riguardo ai libri e al loro molteplice eppure simile contenuto. Non c&#039;è nulla di sbagliato nel ripoporre un eroe sul modello di Frodo ad esempio, o a presentare un mondo formato dalle razze tipiche del fantasy. Perchè l&#039;originalità nasce dalle basi comuni, dalla ricombinazioni di elementi preesistenti. Come dice Lavoiser, nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Io temo che l&#039;errore sia nella mancanza di trasformazione. Si prende il modello e lo si propone così com&#039;è, senza approfondirne i vari aspetti, senza svilupparlo. Nella convinzione, forse, che il mondo scorre tutto nello stesso verso e ogni cosa è uniforme. C&#039;è Nihal simbolo dell&#039;adolescente sognatrice, c&#039;è Lyannen simbolo del giovane emarginato, c&#039;è Bryan(del Ghirardi, non so se hai presente)l&#039;adolescente sessualmente disturbato. Anche i personaggi adulti cadono in questa rete. Il mago buono per partito preso, il mago cattivo per la gioia di esserlo(anche se non nego che, come motivazione secondaria, i veri cattivi godono nell&#039;infliggere il male), il re assetato di potere, la regina bellissima stile donna angelo. Queste basi, tutta via, possono essere espresse nei loro vari aspetti. Lo stesso Frodo, eroe umile per eccellenza, era tanto semplice quanto complesso. Tanto desideroso di salvare il mondo quanto riluttante a dipartirsi dalla Contea e da ciò che amava. Il rimedio a tutto questo è la cultura. La cultura è essenziale, come tu hai detto, nell&#039;ambientazione di un mondo. Perchè è un insieme di dettagli, e i dettagli forgiano i popoli e i personaggi. La cultura analizza il comportamento degli elfi, il modo di agire dell&#039;umano sempliciotto, e offre  più punti di vista. 
Riguardo gli infodump premetto che li odio a morte. Rallentano il ritmo e puzzano di falso, ed è la prima cosa che i manuali di scrittura bandiscono. Tuttavia ci sono volte in cui dare informazioni è utile ai fini della storia e perfettamente giustificabile. In Tolkien si trovano numerosi esempi di questo. Senza la parte introduttiva sugli Hobbit, nessuno avrebbe mai capito chi sono e ch ruolo hanno nel mondo. E quindi nessuno avrebbe mai capito da dove deriva l&#039;umiltà di Frodo e il suo essere un eroe altamente improbabile. Avrebbe potuto mostrarlo, certo. Ma avrebbe distolto l&#039;attenzione dal fulcro principale della vicenda, ovvero l&#039;unico anello, e la cosa sarebbe stata deleteria. Credo che questo sia il modo giusto per infrangere certe regole. 
Scusa per il commento chilometrico, ma anche io sto curando il mio mondo fantasy da 4 anni e credo che la cosa fondamentale sia la cura dettagliata dell&#039;ambientazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_202"><p>Cattivo Okamis, ora mi hai distrutto l&#8217;ultima speranza che avevo di leggere un fantasy italiano decente! Vergogna!^^<br />
Comunque ti ringrazio per l&#8217;avviso su fm. Il mio parere è mutato. Non sono una che crede facilmente alle opinioni altrui, ma sei stato sufficientemente critico per convincermi a non comprare il libro. E pensare che l&#8217;autore mi aveva fatto buona impressione, ci siamo pure scambiati mail! Spero di non sbagliare con le prossime letture.<br />
Vorrei soffermarmi su due punti da te evidenziati nella narrazione. Sono gli stereotipi e gli infodump. Sul deus ex machina non mi soffermo perchè hai già specificato che per essere valido un meccanismo simile deve avere una giustificazione plausibile, il che incontra tutto il mio favore.<br />
Io sono la prima a bocciare gli stereotipi, ma non credo che alla loro base vi sia un&#8217;immagine negativa. Sono modelli, radicati nella cultura di un popolo che narra storie da migliaia di anni. Ogni storia finisce con l&#8217;assomigliarsi, lo diceva anche Umberto Eco in Il nome della Rosa, quando Adso pensa riguardo ai libri e al loro molteplice eppure simile contenuto. Non c&#8217;è nulla di sbagliato nel ripoporre un eroe sul modello di Frodo ad esempio, o a presentare un mondo formato dalle razze tipiche del fantasy. Perchè l&#8217;originalità nasce dalle basi comuni, dalla ricombinazioni di elementi preesistenti. Come dice Lavoiser, nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Io temo che l&#8217;errore sia nella mancanza di trasformazione. Si prende il modello e lo si propone così com&#8217;è, senza approfondirne i vari aspetti, senza svilupparlo. Nella convinzione, forse, che il mondo scorre tutto nello stesso verso e ogni cosa è uniforme. C&#8217;è Nihal simbolo dell&#8217;adolescente sognatrice, c&#8217;è Lyannen simbolo del giovane emarginato, c&#8217;è Bryan(del Ghirardi, non so se hai presente)l&#8217;adolescente sessualmente disturbato. Anche i personaggi adulti cadono in questa rete. Il mago buono per partito preso, il mago cattivo per la gioia di esserlo(anche se non nego che, come motivazione secondaria, i veri cattivi godono nell&#8217;infliggere il male), il re assetato di potere, la regina bellissima stile donna angelo. Queste basi, tutta via, possono essere espresse nei loro vari aspetti. Lo stesso Frodo, eroe umile per eccellenza, era tanto semplice quanto complesso. Tanto desideroso di salvare il mondo quanto riluttante a dipartirsi dalla Contea e da ciò che amava. Il rimedio a tutto questo è la cultura. La cultura è essenziale, come tu hai detto, nell&#8217;ambientazione di un mondo. Perchè è un insieme di dettagli, e i dettagli forgiano i popoli e i personaggi. La cultura analizza il comportamento degli elfi, il modo di agire dell&#8217;umano sempliciotto, e offre  più punti di vista.<br />
Riguardo gli infodump premetto che li odio a morte. Rallentano il ritmo e puzzano di falso, ed è la prima cosa che i manuali di scrittura bandiscono. Tuttavia ci sono volte in cui dare informazioni è utile ai fini della storia e perfettamente giustificabile. In Tolkien si trovano numerosi esempi di questo. Senza la parte introduttiva sugli Hobbit, nessuno avrebbe mai capito chi sono e ch ruolo hanno nel mondo. E quindi nessuno avrebbe mai capito da dove deriva l&#8217;umiltà di Frodo e il suo essere un eroe altamente improbabile. Avrebbe potuto mostrarlo, certo. Ma avrebbe distolto l&#8217;attenzione dal fulcro principale della vicenda, ovvero l&#8217;unico anello, e la cosa sarebbe stata deleteria. Credo che questo sia il modo giusto per infrangere certe regole.<br />
Scusa per il commento chilometrico, ma anche io sto curando il mio mondo fantasy da 4 anni e credo che la cosa fondamentale sia la cura dettagliata dell&#8217;ambientazione.</p>
</span><div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('202','mariateresa'); return false;">Rispondi</a>  |  <a href="#comment" onclick="CF_Quote('202','mariateresa'); return false;">Quota</a></div>]]></content:encoded>
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