Racconto: lezioni di anatomia
Questa settimana sarei voluto giungere alla pubblicazione de Le nozze d’Inverno. Ahimè, durante l’ultima rilettura ci si è accorti della presenza di ancora due magagne che mi auguro possano venire corrette nel più breve tempo possibile (un’incongruenza nelle sequenza degli eventi e una descrizione che va assolutamente modificata).
Per sopperire al “vuoto” lasciato dall’e-book, ho quindi deciso di caricare sul sito l’ultimo racconto da me scritto, Lezioni di anatomia (beh, a dire il vero, la prima stesura risale all’estate scorsa, ma viste le pesanti modifiche effettuate nelle ultime settimane lo si può quasi considerare un racconto nuovo). Ci tengo a precisare che, sebbene nella pagina dei racconti lo abbia etichettato come “storico”, in verità al suo interno tale matrice ricopre un’importanza relativa e per certi versi secondaria (scrivo ciò solo perché sul forum della XII mi è stata fatta notare questa sorta d’incongruenza). Non mi addentro nei particolari per il solito discorso del non svelare troppo della trama.
Assieme a Lezioni di anatomia, pubblico anche l’e-book che da ora in avanti raccoglierà tutti i racconti scritti sin ora, cosicché chiunque voglia leggersene più di uno potrà usufruire di un file unico di più rapido e comodo utilizzo. L’e-book prende il nome da uno dei prossimi racconti che ho intenzione di scrivere, ovvero Sono solo piccole gocce di sangue. Inutile dire che tale e-book è e rimarrà gratuito, oltre che aggiornato all’uscita di ogni nuovo racconto (e nell’ultimo periodo ho avuto parecchie idee su possibili futuri testi).
Approfitto infine di queste ultime righe per anticipare che molto probabilmente nei prossimi mesi (mi è quasi impossibile fare una stima precisa) Infiniti Sentieri vedrà cambiare la sua faccia e parte delle sue funzioni. Non anticipo troppo; mi limito solo a dire che, se il progetto che ho in mente dovesse andare in porto, se ne vedranno delle belle su questi lidi.
NOTE STORICHE SUL RACCONTO
ARCANGELO PICCOLOMINI (1525-1586) è stato uno dei più grandi, ma anche più sconosciuti, geni del secolo XVI. Più di ogni altro, riuscì a intuire la struttura del corpo umano e le funzioni dei suoi organi, con una particolare attenzione alla zona del cervello. Fu inoltre il primo a descrivere il diaframma dei muscoli addominali, di cui indicò l’inserzione, e a dare il nome di “linea alba” alla formazione aponeurotica. Studiò anche la terminazione dei nervi cranici e descrisse la comunicazione, nell’interno del fegato, tra i rami della porta con quelli della cava; annotò la maggiore ampiezza del bacino femminile e, nel cuore del feto, il canale arterioso, il foro ovale e la sua valvola. Il foro venne poi chiamato col nome di Botallo. Per primo osservò infine il funzionamento della valvola ileo-cecale. Tali studi furono però possibili soltanto grazie al dissezionamento di molti corpi all’interno degli ospedali vaticani, dove egli lavorò a lungo. Piccolomini rivestì infatti anche il ruolo di medico personale di Papa Sisto V. Tuttavia, a causa di tali studi fu accusato nel 1585 di eresia. Grazie al suo intenso rapporto con il Pontefice, a Piccolomini fu comunque fatta salva la vita e grazie a tale privilegio riuscì a pubblicare a Roma nel 1586 la sua opera di anatomia Praelectiones anatomicae in cui descrive alcune sue scoperte ed esamina meglio fatti già noti. Casualmente, poche settimane più tardi morì.


.png)
.png)
.png)
.png)
.png)
Finito adesso. Ti dirò, mi ha lasciato un po’ freddino. Non sono riuscito a capire quale fosse il nocciolo del racconto: per essere una storia interessante succede troppo poco. Non ho trovato abbastanza, in termini di situazioni, o personaggi, che mi stuzzicasse la curiosità. Il ragazzo apre la porta, assiste al processo e… puff, finito. Viceversa se volevi porre l’attenzione sul processo e sulla questione che viene dibattuta, allora la prima parte è un po’ troppo lunga e dettagliata, e il processo troppo stringato. Questo come valutazione complessiva. Scendendo nel dettaglio ho notato poi molte altre cose, da alcuni incisi dei dialoghi che non mi hanno convinto, alla scelta di alcune forme espressive, ma questo è un discorso un po’ più lungo. Se dovesse interessarti posso mandartelo via mail. Comunque seguirò volentieri i tuoi prossimi racconti.
Quanto da te scritto rappresenta la critica principale che il racconto ha ricevuto anche sul forum della XII, quindi non mi cogli impreparato. Anzi, alla fine devo ammettere che proprio il disequilibrio tra la prima e la seconda parte del testo ne rappresenta il difetto principale. Discorso stilistico a parte, temo che il problema risieda anche su altre due ragioni. La prima è che, come scritto nella presentazione, la versione originale di “Lezioni di anatomia” risale a un annetto circa fa, e come tale le sue fondamenta sono molto distanti dai miei attuali gusti in fatto di trame. La seconda è che comunque in questo periodo sento di voler sperimentare un po’ con tutti i generi letterari, a mo’ di esercizio. Ovviamente questo comporta che alcuni testi risultino meno efficaci di altri, ma ritengo ciò un esercizio doveroso per chiunque voglia migliorare nel campo della scrittura. Comunque, non farti problemi a segnalarmi tutti i dubbi riguardanti il testo
PS: ho aggiunto nell’articolo di presentazione una breve nota storica inerente Piccolomini.
Se riesco prima di sera ti mando via mail un resoconto più dettagliato. Magari ci trovi qualche spunto interessante. E non credere che sia ‘aggratis’: questa analisi è un esercizio utilissimo anche per me, quindi ho il mio tornaconto
E’ una collaborazione/discussione da cui non penso che si possa prescindere per migliorare. A dopo.
Ho applicato alcune modifiche (soprattutto tagli) al racconto, sfoltendolo, dietro suggerimento della e-mail di Diego di parecchie “foglie morte”. Grazie ancora ^_^