Repubblica colpisce ancora
Ricordate il video-delirio passato da Repubblica TV nel mese di Marzo? Ma sì, dai, quello in cui venivano sbandierati dati sulla vendita della narrativa fantastica in Italia falsi come Berl… ehm, come un mafioso a un processo ^_^ Ne avevo parlato in QUESTO articolo.
Bene, a distanza di 3 mesi circa, il canale telematico del famoso quotidiano italiano ha deciso di lasciare spazio alla legittima erede di Licia Troisi: Chiara Strazzulla. E lo ha fatto addirittura in due forme: prima un articolo dedicato tutto a lei (QUESTO) e poi addirittura con un video dove “Chiava pvopone un vomanzo da leggeve sotto l’ombvellone” (QUESTO).
Che dire dell’articolo? Oh, beh, ci sarebbe tanto da dire, ma preferisco partire dal dato più eclatante: le presunte 40000 (quarantamila!) copie vendute de Gli eroi del crepuscolo. Non so voi, ma questo dato mi puzza tremendamente di marchetta in vista dell’uscita del nuovo romanzo della Strazzulla. Non fosse che Repubblica si è già dimostrata avvezza a gonfiare i numeri (vedi quanto detto sopra) potrei anche credere nella loro buona fede, ma l’esperienza mi ha insegnato a dubitare di simili dati. E poi non scordiamoci alcuni particolari:
- Gli eroi del crepuscolo è quel famoso libro venduto in versione incelofanata e di cui in molte librerie era impedita la lettura dei capitoli (alla Feltrinelli di Milano mi fu esplicitamente detto che il rivestimento non poteva essere scartato).
- Alcune persone di mia conoscenza che lavorano in librerie dell’area milanese (librerie anche belle grosse, non parlo di locali a gestione familiare) mi hanno detto che il libro della Strazzulla si è rivelato un flop (le copie rimaste nei magazzini superavano di gran lunga quelle vendute). Non che i pochi librai che conosco possano ergersi a rappresentanti dell’intero suolo italiano, ma è comunque un dato indicativo.
- In un anno di vendite su Internet, a differenza di altri romanzi come quello di Ghirardi (15ooo copie vendute a detta dell’autore), de Gli eroi del crepuscolo se ne è sentito parlare veramente poco, e quel poco era per la maggior parte dai toni negativi.
Fatte queste premesse, quanto possono corrispondere al vero le parole di quell’articolo? A mio avviso veramente poco.
Ma passiamo avanti. Altro momento esilarante è quello sul poco amore della scrittrice siciliana verso il romanticismo. “Temo di essere poco romantica”, ha scritto. Allora perché cazzo hai incentrato il tuo romanzo d’esordio su una pseudo storia d’amore, dico io?
Ma il passaggio più delirante è a mio avviso quello che riporta le parole di Severino Cesari, responsabile assieme a Paolo Repetti della collana Einaudi Stile Libero:
Chiara è arrivata da noi al momento giusto. Volevamo aprirci ai fantasy per young adults e lo vogliamo ancora: l’anno prossimo cominceremo a pubblicare la trilogia Leviathan dell’americano Scott Westerfeld. Ci interessa seguire questo genere in continua evoluzione, che suscita dibattiti in rete e crea tendenze. Optammo subito per la Strazzulla riconoscendo un vero talento narrativo e anche per la sua cifra originale nel delineare le categorie di Bene e Male: negli Eroi del crepuscolo i vincenti erano una “sporca dozzina”. Non gli Eterni, immortali e prediletti dagli dei, ma gli ibridi e i mezzosangue. Non la stirpe degli alti e biondi, ma i neri.
La prima frase è la conferma che all’Einaudi, così come in molte case editrici, della qualità se ne fregano. L’importante per loro era trovare qualcuno da sbattere nel mercato il più in fretta possibile. Il resto lo avrebbero fatto i beoti, pardon, i lettori. Torna poi ‘sta storia della compagnia formata da mentecatti. Signor Cesari, ma l’ha letto il libro o apre la bocca solo per passatempo? Tranne Lyannen (che poi ha solo i capelli scuri, mica è nero), tutti gli altri sono di nobili origini, e tutti, e sottolineo TUTTI (Lyannen compreso), sono immortali. Senza contare che Lyannen se la fa con la figlia del re ed è il figlio del più grande condottiero del popolo degli Eterni. E questa sarebbe la sua concezione di “sporca dozzina”? Ma mi faccia il piacere e prenda per il culo qualcun altro. Oppure legga il libro, cosa che temo non abbia fatto. Se invece l’ha fatto, significa che non ha capito una sega di quelle pagine.
Sul video non mi dilungherò (anche se per tutta la durata mi sono chiesto: ma cosa sta guardando, Chiara?). Dico solo che lo rivedrei all’infinito. Non so voi, ma a me la R moscia fa letteralmente impazzire. Sarà che mi ricorda gli eterni Monty Python?


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Sei vevamente pestifevo, Okamis. ^__^
Comunque, sulle vendite, dovresti considerare i lettori casuali che non bazzicano per Fantasy Magazine o dalla Gambera. Insomma, mi rendo conto che i lettori hardcore non amino la Strazzulla per la sua estrema aderenza ai canoni del genere. Tuttavia, ci sono tanti lettorini meno scafati, per i quali questi topoi sono tutta roba nuova, perchè non li hanno mai letti.
Hanno diritto anche loro, no?
Torno a scrivere “Romani andate a casa” sui muri del quartiere.
Arvzze
La questione è un po’ più complessa, a mio modo di vedere. Personalmente passo spesso sul sito Ibuk, il quale raccoglie le classifiche ufficiali dei libri più venduti in Italia, e non ho mai visto Gli eroi del crepuscolo tra i primi posti. Com’è possibile allora che abbia venduto 40000 copie, numero spropositato in Italia? Credo sia un dubbio legittimo.
Su tutto il resto si è già discusso (polemizzato?) in altre sedi, però la domanda “se non sei romantica, perchè hai incentrato il tuo romanzo d’esordio su una storia d’amore?” me la sono posta anch’io.
E mi sono risposta: evidentemente la pulzella ADESSO dice di non essere romantica, perchè la sua love story è appassionante quanto la ventimillesima replica delle Winx. Vorrà sostituire l’amore con l’avventura epico-roboante che il prologo del suo nuovo libro lascia intendere.
Io passo. Anche perchè la persona che mi ha regalato gli Eroi del Crepuscolo deve ancora uscire dalla terapia intensiva *sgrunt*
Credo che per risolvere la questione sia determinante sapere in che modo raccolgano i dati. Hai notizie al riguardo?
OT
Aggiungo tutto il mio rispetto per le Winx citate da promethe.
Non riesco a guardare nemmeno una puntata. Tuttavia è davvero uno dei migliori progetti su target partoriti in Italia negli ultimi anni.
Praticamente l’invenzione dell’acqua calda prima di doversi fare una doccia…
Come scrivevo anche su FM, esistono varie fonti da cui poter controllare che i dati elargiti da una casa editrice corrispondano o meno al vero. Uno è il database di Ibuk, il quale purtroppo non è accessibile ai comuni mortali, ma lo è per gli addetti nel campo dell’editoria. Un altra fonte è poi la Doxa, la quale annualmente stila un documento con i dati di vendita e uscita dei libri in Italia. Tale documento, di cui è sempre possibile leggere il riassunto sul sito del Governo Italiano, risulta quanto mai utile. Purtroppo, già in passato il sito di Repubblica, pur sfruttandolo come fonte, ne gonfiò a dismisura i numeri (addirittura i libri Fantasy usciti nel 2008 risultavano superiori alla somma di TUTTI libri usciti nello stesso anno, LOL). Quindi, se si vuole scoprire l’attendibilità o meno di un numero, un giornalista ci può riuscire in soli cinque minuti di ricerche. Dopotutto dovrebbe essere il loro lavoro verificare le fonti, o no?
Comunque, sul post “Death and Rebirth” ho proposto al signor Cesari di raccontarci la sua verità (non so perché abbia scritto lì e non su questo articolo). Spero vivamente che risponda al riguardo, non per amore di polemica, ma per mera e legittima curiosità di fronte a un numero talmente alto da sembrare esagerato.
OT: Ma le Winx non erano nate come brutta copia delle WITCH? O_o
le Winx non erano nate come brutta copia delle WITCH?
Ni.
Ai tempi Barbucci e Canepa idearono una serie favolosa per Disney, che in edicola vendette moltissimo. Ma nessuno osò pensare a costruire un prodotto di animazione con relativo merchandising.
Igino Staffi ebbe l’idea di inventare l’acqua calda quando le bambine sentivano l’esigenza di una doccia, che non passasse solo dalle edicole.
Superò in breve tempo il successo delle Wich, arrivando recentemente anche al cinema, mentre Disney si litigava i diritti con gli autori delle Witch.
Per dire il tempismo…
Per fare un confronto col fantasy e con i target scoperti, la casa editrice che saprà conquistare i gusti dei Gamberettiani, troverà una miniera d’oro…
Intervengo nell’OT su Winx e Witch, solo per dire una piccola cosa: non so se l’uno sia nato in risposta all’altro, non mi sono mai posta il problema fino in fondo, visto che ho amato entrambe le serie (anche se col tempo ho smesso di vedere l’uno e leggere l’altro). Per quanto riguarda le Witch devo dire che il cartone animato mi ha alquanto schifata, in quanto teneva conto del fumetto sporadicamente e questo mi ha fatto intendere che gli ideatori della serie animata l’abbiano letto a grandi linee e l’hanno trasposto non seguendo le storie che si susseguono nella versione cartacea (se è così correggetemi, vi prego).
Per quanto riguarda il resto (e ritornare IT), sono d’accordo su tutto, mi meraviglio che un libro del genere possa aver venduto una cifra così alta di copie, se poi non ne parla praticamente nessuno. O ha fatto davvero tanto schifo (ma qualcun altro oltre a “noi” e Gamberetta dovrebbe parlarne, no?) o c’è davvero qualcosa che non va.
I giornalisti ormai pensano di più al sentito dire (= gossip) che alla veridicità delle fonti, quindi ritengo sia più che normale che le cifre di un libro del genere vengano gonfiate, soprattutto da parte della casa editrice, che di sicuro non vorrà dar ragione a chi ha letto il libro e l’ha trovato deludente.
Ho letto il prologo del secondo libro e… lasciamo perdere che è meglio (ho già detto molto in altri luoghi).
Ma ho una domanda: è normale che i libri appena usciti sui siti di vendita on-line (IBS, libreriauniversitaria, ecc.) abbiano uno sconto del 10-15%? Sapevo che questa “pratica” si usava soprattutto per i libri ormai un po’ stagionati, non per quelli in uscita.
Perdonate i vari OT volontari e involontari^^
IBS (così come siti analoghi), saltando la filiera, può permettersi simili sconti sin da subito in maniera del tutto lecita, anche se ammetto di non conoscere tutti i dettagli dal punto di vista legale. La stessa cosa viene però fatta anche dalle stesse case editrici. Su molti dei loro siti, se compri un libro direttamente da loro anziché in libreria, vengono effettuati degli sconti, a volte anche vantaggiosi.
Grazie per la spiegazione^^ Una mia amica e io eravamo già pronte a pensare male XD
le presunte 40000 (quarantamila!) copie vendute de Gli eroi del crepuscolo. Non so voi, ma questo dato mi puzza tremendamente di marchetta in vista dell’uscita del nuovo romanzo della Strazzulla.
Stai attento con le illazioni: Einaudi paga i suoi autori su base percentuale, per cui accusare di aver truccato i dati di vendita equivale a un’accusa di falso in bilancio che è perseguibile legalmente.
I miei dubbi inerenti quella cifra non riguardano tanto Einaudi, quanto Repubblica, la quale già in passato avevo gonfiato (e di molto) i dati di vendita della narrativa in Italia all’interno di un videoarticolo (cito il link a inizio post). E in quel caso le mie non erano illazioni, in quanto a favore della mia tesi mostravo i dati originali citati da Repubblica (disponibili sul sito del governo italiano), in completo disaccordo con quando sostenuto in quel videoarticolo.
Che 40000 copie vendute sia un numero a dir poco enorme, poi, non lo dico solo io, ma è stato ripetuto pressoché all’unanimità pure su Fantasy Magazine, e non solo dagli utenti, ma anche dai collaboratori della rivista. Non solo: il signor Severino Cesari è intervenuto su Infiniti Sentieri riguardo tale mio articolo (anche se nel post errato, “Death and Rebirth”) e della cosa lo ringrazio. Tuttavia, riguardo la questione delle copie vendute ha aggirato l’argomento. Le mie non vogliono essere accuse (e dei toni accesi da me usati mi sono già scusato nel post “Patti chiari, amicizia lunga”). Si tratta di semplici e legittimi dubbi.
Il dato effettivo sul numero delle vendite deve essere, in ogni caso, presente nel bilancio di Einaudi che la stessa deve pubblicare semestralmente (penso sia presente nel sito, in ogni caso è reperibile in forma cartacea), il che permetterà di fugare ogni dubbio.
Ho provato a cercare il bilancio su Internet, ma non l’ho trovato. Tra l’altro, non so se all’interno del bilancio di una casa editrice vengano distinti i vari volumi venduti per titolo e autore. Infatti la mia proposta su FM era stata di controllare i dati di Ibuk, i quali è vero che sono parziali (prendono in esame circa metà delle librerie del bel paese), ma quanto meno avrebbero permesso di avere una prima idea sulla verosimiglianza di tale dato. Peccato che tali dati non siano accessibili ai comuni cittadini… Detto questo, se si riuscisse davvero a reperire tali dati dal bilancio aziendale sarebbe un’ottima cosa. Proverò a informarmi ^_^
Possedere i dati relativi ai bilanci (vendite al dettaglio di tutti i loro prodotti in questo caso) di una società sarebbe dannatamente utile.
Ma mi sembra che siano dati piuttosto sensibili. Soprattutto dato che la società è privata e NON pubblica mi sembra strano che offra a tutti dati trasparenti (pubblicandoli perfino su internet) che possono tornare utili per definire una strategia di marketing concorrente.
In ogni caso se effettivamente trovate questi bilanci mi farebbe molto piacere dar loro un’occhiata. Sono molto interessato :).
Dunque, grazie a un utente di FM (Die) siamo riusciti a reperire i bilanci parziali (essendo il gruppo Mondadori quotato in borsa, tali dati devono essere resi pubblici per legge). Questi i link:
- http://www.mondadori.com/ame/bilancio/2008/it/relazionedelconsigliodiamministrazione/divisionelibri.html (bilancio 2008 approvato dal CDA)
- http://www.mondadori.it/ame/it/pdf/bilanci/resoconto_intermedio_gestione310309.pdf (resoconto del primo trimestre 2009)
Come pensavo, non vengono indicati i dati di vendita di ogni singolo libro, ma sono comunque presenti i volumi che hanno venduto di più… e il romanzo della Strazzulla non compare in nessuno dei due documenti. E’ bene però sottolineare che si tratta di documenti per così dire parziali. Le 40000 copie vendute citate da Repubblica fanno infatti riferimento al mese di Maggio/Giugno 2009. Quindi, è meglio prima aspettare il documento semestrale, il quale dovrebbe uscire a fine Luglio. Come si suol dire, la pazienza è la virtù dei forti ^_^