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Il ritorno dell’acchiapparatti di Tilos

francesco-barbiAlmeno per questa volta lasciatemi gongolare.

Lasciatemi gongolare perché la notizia che vengo a presentarvi compare (molto probabilmente) per la prima volta proprio qua su Infiniti Sentieri, ma anche perché è una di quelle notizie che mi rendono particolarmente felice, cosa alquanto rara in questo periodo nero.

Se leggendo il titolo del topic avete pensato all’annuncio del seguito del romanzo d’esordio di Francesco Barbi, siete sulla strada sbagliata. La notizia è un’altra. La Baldini Castoldi Dalai ha infatti firmato un contratto con lo scrittore toscano per la pubblicazione de L’acchiapparatti di Tilos sotto il suo marchio. Non si tratterà tuttavia di una semplice ristampa, bensì di una vera e propria nuova edizione (avete studiato la lezioncina a casa, vero? ^_^), un po’ come successo con Riccardo Coltri e la sua Zeferina. Barbi è infatti al lavoro per limare i difetti della prima versione, tra cui la correzione dei due piccoli blooper riscontrati a suo tempo dal sottoscritto. Nel mio piccolo, dietro richiesta dell’autore, vedrò di dare il mio contributo per il miglioramento di un paio di questioni. È tuttavia molto probabile che entro breve lo stesso Barbi apra una discussione apposita all’interno di aNobii. Vi terrò aggiornati al riguardo. (EDIT: potete raggiungere la discussione cliccando QUI)

È giusto ricordare che L’acchiapparatti di Tilos ha ricevuto consensi pressoché unanimi da parte di coloro che hanno avuto il piacere di recensirlo, tanto che persino Gamberetta ne ha parlato positivamente, e questo nonostante il romanzo appartenga a un genere a lei poco congeniale, quello del Fantasy Classico, anche se forse sarebbe più corretto definirlo Low Fantasy, visto l’approccio votato più al realismo dell’ambientazione che alla presenza di elementi sovrannaturali (che comunque non mancano).

Dicevo all’inizio che questa è buona notizia, e lo è per vari motivi. Non solo per gli auspicati miglioramenti a livello stilistico, quanto anche perché è la dimostrazione che la buona letteratura in Italia può ancora far sentire la sua voce e che il Fantasy nostrano non è composto solo da romanzetti fondati su stereotipi e turbe adolescenziali come quelli di Troisi, Strazzulla, Ghirardi e compagnia bella, ma anche da opere decisamente più mature come quelle di Dimitri, Altieri, Evangelisti e, appunto, Barbi. Senza contare che il canale distributivo della BCD permetterà all’acchiapparatti di raggiungere una fetta di pubblico decisamente più ampia rispetto a quanto era nelle possibilità della piccola Campanila, la quale comunque, a livello di produzione materiale del libro, aveva compiuto un lavoro encomiabile (a tal proposito, spero vivamente che l’impostazione grafica originale rimanga inalterata, visto che era pressoché perfetta).

Prima di poter mettere le mani sopra la nuova versione de L’acchiapparatti di Tilos occorrerà però aspettare qualche mese. La data d’uscita non è stata infatti ancora fissata, anche se si dovrebbe aggirare intorno ai primi mesi del 2010. Nel frattempo, chi volesse farsi un’idea del romanzo di Barbi, può leggersi la mia recensione qui su Infiniti Sentieri, tenendo però presente quanto detto in questo articolo in merito ai futuri accorgimenti. La trovate QUI.

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Okamis

Padrone di casa di Infiniti Sentieri, Alessandro "Okamis" Canella è sostanzialmente un nerd (ma per alcuni anche un pezzo di nerd). Appassionato di narrativa fantastica in ogni sua forma, ma con una particolare predilezione verso il New Weird, non sopporta solo tre cose: l'ipocrisia, gli scrittorucoli da strapazzo che giustificano qualsiasi boiata con la scusa della magia e gli editori a pagamento.

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26 Commenti a “Il ritorno dell’acchiapparatti di Tilos”

  • Diego:

    Io ero tra coloro che avevano storto il naso sui brani che avevo letto, ma questa non solo è una splendida notizia. E’ anche e soprattutto un segnale importante: significa dunque che approdare a un grosso editore non è solo questione di un mero colpo di fortuna. I miei più sentiti complimenti a Francesco Barbi!

  • Francesco Barbi:

    @Alessandro: A dir la verità, la firma con BCD non è così recente… Se avessi saputo di suscitare questo entusiasmo, ti avrei dato la notizia prima. Grazie mille, la tua reazione (e il fatto stesso che tu gli abbia dedicato spazio) mi fa un gran piacere.

    @Diego: Ti ringrazio per i complimenti. I cambiamenti del testo non riguarderanno trama e personaggi, ma soprattutto forma linguistica e stile… Concentrato su certi elementi, riconosco di aver storto il naso più volte anch’io nella rilettura a distanza di due anni. Spero proprio che la nuova edizione soddisfi pienamente anche coloro che non si lasciano catturare dalla storia se disturbati da qualche sbavatura stilistica.

    Se vi interessa, ho aperto una discussione su aNobii nella quale chiedo consigli ed entro un po’ nei dettagli di quelli che saranno i miei interventi sul romanzo. Ecco il link:

    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=56416#new_thread

  • Diego:

    @ Francesco Barbi: ho letto il tuo intervento su anobii, Francesco. Da quello che ho visto, mi pare che tu abbia centrato in pieno la questione. Mi riferisco a quelle che avevo visto come gli errori nei pezzi che avevo letto, ossia le sbavature stilistiche. Quindi sono sicuro che ne uscirà un buon lavoro, i presupposti ci sono tutti. E poi che dire… un autore già edito che comunque è disposto a mettere in discussione il proprio lavoro come fai tu ha tutta la mia ammirazione.
    Volevo chiederti, per una curiosità personale, come sei approdato a BCD. Sono stati loro a contattarti o hai proposto tu il tuo lavoro?

  • Ringrazio intanto Francesco per l’intervento e informo che ho provveduto a correggere le due imprecisioni segnalate ^_^

  • Diego:

    @ Francesco Barbi: tra l’altro su anobii ho visto che leggi Lansdale… grande! ^__^

  • il Fantasy nostrano non è composto solo da romanzetti fondati su stereotipi e turbe adolescenziali come quelli di Troisi, Strazzulla, Ghirardi e compagnia bella, ma anche da opere decisamente più mature come quelle di Dimitri, Altieri, Evangelisti e, appunto, Barbi.

    Ma!
    Altieri ed Evangelisti ci sono da una vita. Ben prima di Licia e non credo che possano fare categoria.
    Mentre i romanzetti che elenchi, lettore dopo lettore, hanno spianato la strada ai Coltri e ai Barbi.
    Quello che mi stupisce sempre è l’astio rivolto agli scrittori come Licia che, pur non avendo realizzato romanzi per lettori hardcore, hanno permesso al genere di crescere e svilupparsi in Italia.

  • Non è che il Fantasy nostrano non esistesse prima della Troisi. Al massimo a far da traino sono stati i film basati su ISDA e Harry Potter. E’ poi indubbio che il lettore di riferimento tra i due gruppi sia completamente diverso. Comunque, le “turbe adolescenziali” si rivolge ovviamente a Ghirardi. Troisi e Strazzulla si “limitano” a proporre i soliti cliché triti e ritriti, quindi non è che li metta proprio sullo stesso piano (mille volte meglio una Nihal a caso che un Bryan, per intenderci). Sulla crescita del genere non sono d’accordo. A parte rare e belle eccezioni (Dimitri, Barbi e pochi altri tra le nuove leve) vedo il Fantasy italiano arrancare come non mai a livello qualitativo. E poi, scusa, ma non capisco il discorso dell’accanimento. Quando parlo di bei libri mi capita spesso di citare sempre gli stessi nomi (Mieville e Carey in primis) e nessuno mi dice niente. Perché quando si parla invece di cattiva letteratura (almeno per quanto riguarda i gusti personali) si tira fuori sta storia dell’accanimento?

  • Francesco Barbi:

    @Alessandro: Mi sono ascoltato la versione audio dell’articolo con grande sollazzo (tra l’altro, è proprio ben scritto).

    @Diego: Circa l’ammirazione di cui parli, sono lusingato, ma sento di dover fare qualche precisazione. Ho deciso di tornare sopra al testo, e non poco, perché sono sicuro che ne valga la pena. Non mi pare che questo sia chissà che merito… E voglio essere sincero fino in fondo: non è soltanto l’umiltà che mi guida nel riconoscere i limiti del testo, bensì la convinzione che l’acchiapparatti abbia qualità per quel che riguarda trama e personaggi. Mi sembrerebbe un peccato mortale non sfruttare questa occasione per migliorarlo.

    Circa Lansdale, avrei potuto scommettere che tu fossi un suo estimatore… un maestro, soprattutto nei dialoghi.

    Infine, circa il contatto con BCD, mi ha telefonato Cristina Dalai dopo aver letto l’acchiapparatti, passatole da un collaboratore.

  • Diego:

    @Francesco Barbi: capisco perfettamente di cosa parli, anch’io mi sono trovato a lavorare su un testo scritto un paio di anni fa, che aveva ottime potenzialità ma una stesura assai claudicante. Comunque non sottovalutare questo genere di dote, non è così comune. Noto la tendenza generale a ‘difendere’ il proprio lavoro, piuttosto che a criticarlo. A questo punto non mi resta che leggere questo ‘Acchiapparatti’… chissà se nella vecchia versione o in quella nuova… mumble mumble ^__^
    Grazie a te come sempre per la cortesia, e di nuovo i migliori auguri. Ehi, proprio in questi giorni ho sul comodino Mucho Mojo. !!!Grandioso!!!

  • Perché quando si parla invece di cattiva letteratura (almeno per quanto riguarda i gusti personali) si tira fuori sta storia dell’accanimento?

    Perchè di solito si focalizza su pochi nomi e quasi sempre quelli.
    Il fantasy sta benissimo in Italia. E si appresta a stare sempre meglio.
    ISDA e Potter hanno incoraggiato i grossi editori ad investire negli autori nostrani. Alimentando un circolo che continua tutt’ora e che sta facendo emergere materiale nuovo, anche per lettori hardcore.

    E’ così duro ammettere che Licia Troisi ha dato nuova linfa e nuovi lettori al genere? ;)

  • Licia o la Mondadori? Non confondiamo lanciatore e pallina, giusto per riprendere una forma cara a un mio vecchio docente ;)

    Senza contare che questa nuova linfa io sinceramente non la vedo. Leggevo narrativa fantastica già da molto tempo prima dei sopracitati filme e libri. Oggi, per un buon 90% della produzione italiana vedo solo la solita solfa: la solita eroina (o eroe) predestinata a salvare il mondo, le solite creature, i soliti oggetti magici… Tutte cose che all’estero sono state scritte decine di anni fa e in molti casi in maniera anche migliore. E tu questa la chiami nuova linfa? Io la chiamo cliché, luogo comune, banalità. Anche la collana Harmony ha permesso la pubblicazione in tutto il mondo di romanzi rosa. Ma possiamo anche dire che ha portato nuova linfa al genere? Non credo proprio. Ecco, io quando leggo le trame di molti autori di Fantasy italiano, mi sembra di trovarmi proprio di fronte a un Harmony: letto uno li hai letti tutti.
    Perdona la domanda, priva di qualsiasi ironia o polemica, sia chiaro, ma quali sarebbero le novità portate dai romanzi della Troisi nel panorama della letteratura fantastica? Preciso che prendo lei perché A) è quella che attualmente ha pubblicato di più e B) è anche quella che ha venduto di più.

  • Ha portato un mercato e nuovi lettori.
    Ha convinto altri editori a pubblicare altri autori. Ed è una cosa che si sta modificando, perchè tutti gli editori, Mondadori inclusa, si sono resi conto che ci sono anche lettori hardcore, su cui puntare e non solo fantasy young adult.

    Il processo è in corso. Cosa sarà il fantasy italiano tra tre o quattro anni? Sei certo che resterà a livello Harmony?

    Per altro scindere Licia da Mondadori in questo caso non ha senso. E’ il team a questo punto quello che conta. Ma senza i suoi romanzi come base, non sarebbero riusciti a realizzare il risultato.

  • Ehm, io intendevo cosa ha portato dal punto di vista artistico, tanto che avevo parlato del suo apporto alla narrativa fantastica, non al mercato italiano ;) Comunque, in merito a quello che hai scritto, condivido in parte il pensiero, a prescindere dal fatto che non è quello che avevo chiesto ^_^
    Permettimi però un paio di obiezioni. Sui nuovi lettori, posso darti ragione, sul mercato no, visto che prima di lei era già scoppiato il fenomeno HP. Se c’è una serie di libri che per primi hanno ampliato il mercato, anche in Italia, sono quelli della Rowling, non certo della Troisi.
    Riguardo l’aver convinto altri editori a pubblicare altri autori, invece non credo proprio, in parte per quanto detto sopra, in parte per via delle tempistiche troppo ridotte. Una strategia di mercato non s’improvvisa in pochi mesi. Quindi l’uscita di volumi simili nei mesi successivi alle Cronache era stata progettata già da molto prima della pubblicazione della Troisi. Lei è semplicemente stata la prima, ma non si può certo dire che sia stata lei a influenzare le strategie di mercato altrui.

    Riguardo le domande che poni, è difficile dire come evolverà la situazione. Io però giudico il mercato come è ora e come è stato sino a oggi; e purtroppo non ci vedo molte opere di qualità.

  • Dr Jack:

    @ Fabrizio:
    Ciao :)

    Quello che mi stupisce sempre è l’astio rivolto agli scrittori come Licia che, pur non avendo realizzato romanzi per lettori hardcore, hanno permesso al genere di crescere e svilupparsi in Italia.

    - Sull’astio:
    L’astio è dovuto al sentirsi fregati, tutto qua. Più uno si sente fregato più ce l’ha con la persona che l’ha fregato (vedasi: Licia Troisi è una grandissimia scrittrice: vero o ci hanno fregato?)
    … be’ ognuno può valutarlo personalmente. Ma insomma, la risposta a me sembra chiara.

    - Su Licia che ha dato nuova linfa al fantasy.
    Non riesco a comprendere da quali dati trai queste conclusioni.
    Il genere fantasy è stato pesantemente sostenuto dal signore degli anelli e harry potter (come libri), inoltre altra linfa viene dagli RPG… e attualmente penso che la linfa più potente venga dai MMORPG (quelli tipo world of warcraft) e altri videogames.
    Facendo una ricerca in giro mi è sembrato che i fan (o la linfa) del genere fantasy arrivino da lì.
    Questa linfa è stata sfruttata dalla mondandori… e questa linfa è diminuita con Licia. Quantomeno il pubblico maturo è diminuito a seguito del Mondo Emerso.
    Leggendo i vari siti e girando un po’ la rete mi è sembrato di notare questo, ma non vorrei sbagliarmi.
    O forse ti ho capito male… io ho inteso che Licia ha “portato” o “aumentato” la passione del fantasy in Italia.
    Mi farebbe piacere se mi spiegassi dove hai trovato i dati per farti un’idea del genere.

    Un aggiunta che potrei essere stato un po’ pesante… take it easy, il discorso può essere duro, ma possiamo anche essere capaci di affrontarlo :).

  • @ il Canino Padrone di Casa, Detto Okamis:

    Ehm, io intendevo cosa ha portato dal punto di vista artistico
    Discorso spinoso. Non tanto per Licia, quanto per l’opinione mia di ciò che è arte e di ciò che potrebbe essere, a paragone letterario, design.
    Licia non si pone il problema di fare qualcosa di artistico. Almeno io non credo. Licia si pone il problema di divertire i suoi lettori, con il suo divertimento di immaginatrice.
    Mi sembra che l’onesto mestiere del narratore non sia da sottovalutare.

    Sui nuovi lettori, posso darti ragione, sul mercato no
    Nuovi lettori di Licia = nuovo mercato. Tanto che i lettori hardcore abituali del fantasy sono quelli che le danno maggiormente addosso.
    Con nuovo mercato intendo le ragazzine che sono passate dalle Winx al Mondo Emerso. O le adulte che tra un libro della Kinsella e l’altro, leggono le Cronache.
    Magari non verrebbero mai su Fantasy Magazine, ma ci sono. Per questo nuovo mercato.

    Riguardo l’aver convinto altri editori a pubblicare altri autori, invece non credo proprio, in parte per quanto detto sopra, in parte per via delle tempistiche troppo ridotte

    Ghirardi e Strazzula sono usciti ben dopo le Cronache. Per non parlare di D’Andrea e Lara Manni, per dire.

    @ Dr. Jack: appena riesco rispondo anche a te ;)

  • L’astio è dovuto al sentirsi fregati, tutto qua. Più uno si sente fregato più ce l’ha con la persona che l’ha fregato

    Ma che t’ha fatto Licia? Ti ha rigato la macchina? Ti ha ammazzato il cane? Ti ha fatto credere che gli hai staccato lo specchietto dell’auto? Sta rovinando il tuo paese natale a suon di ronde e puttane?
    Dai, l’astio mi sembra eccessivo. Uno può criticare i romanzi e gli autori, ma finisce lì. Ci sono un sacco di messaggi di odio ingiustificato per Licia nel web. E non solo per lei.
    Alla fine ci sono ebay, i book crossing, i regali riciclati. Un sacco di modi per sbarazzarsi di libri che non sono piaciuti, senza perderci un euro.

    Non riesco a comprendere da quali dati trai queste conclusioni.

    Beh, dal fatto che Licia in Italia venda più di Martin? Dico Martin!
    Non voglio presumere che sia così significativo, ma qualcosa vorrà pure dire, no?
    Come dicevo prima, Licia ha portato nuovi lettori. diversi dai soliti fruitori di fantasy.

    attualmente penso che la linfa più potente venga dai MMORPG (quelli tipo world of warcraft) e altri videogames

    E’ sicuramente un buon bacino di lettori. Come i giocatori di magic. Come i lettori di fumetti.
    Ma questo vale per chi fruisce abitualmente di prodotti fantasy. Generalmente di sesso maschile, anche se WOW ha molte giocatrici.
    Ma tu prendi le casual reader di cui parlavo prima. Quelle sono lettrici extra, che magari si affacciano al fantasy con Licia. Poi si appassionano e possono scegliere anche altri titoli.
    Questo per me significa “allargare il mercato”. Aumentarlo in qualità e quantità.

    Questa linfa è stata sfruttata dalla mondandori… e questa linfa è diminuita con Licia. Quantomeno il pubblico maturo è diminuito a seguito del Mondo Emerso

    Stai dicendo che i lettori di fantasy hardcore, che già leggevano altro, hanno smesso di prendere libri fantasy per colpa di Licia?
    Una sorta di suicidio letterario? O__O

  • @ Fabrizio:

    Qua si sono toccati vari punti. Spero di non perdermi nulla strada facendo.
    Parto dalla questione del mercato. E’ vero che i libri della Troisi non si rivolgono ai lettori “hardcore”, ma soprattutto all’inizio sono stati presentati come frutto di un talento genuino. Ora, a casa mia quando si parla di talento, si parla di arte. Ma, come dici anche tu (e su questo punto mi trovo d’accordo) Licia molto probabilmente non si pone il problema dell’artisticità. Dopotutto se dopo almeno 7 romanzi il suo stile non è migliorato di una virgola, vorrà pur dire qualcosa, o no? (dico 7 perché mi sono fermato ai dannati di Malva , e comunque sfogliando i suoi nuovi libri non mi pare che ci siano stati miglioramenti di sorta, tanto che persino molti suoi fan sostengono che il ciclo della Ragazza Drago è brutto) E arriviamo al discorso del mercato. La domanda è: una scrittrice che non si pone problemi di artisticità, può arrivare a elaborare la creazione di un nuovo bacino d’utenza? Francamente lo ritengo alquanto improbabile, e non dico questo per offendere l’intelligenza della Troisi, quanto perché la questione dell’artisticità è collegata a quella dell’utenza: se vuoi raggiungere un determinato pubblico DEVI ragionare su quale stile adottare per attuare tale obiettivo. Tuttavia, se scrivi principalmente per una questione di piacere principale, allora tale questione viene lasciata in disparte. Per come la vedo io, è stata la Mondadori a ragionare per prima sulla possibilità di presentare il genere Fantasy (in particolare quello made in Italy) sotto una diversa luce, così da attirare una nuova tipologia di lettori (perché i lettori hardcore, avrebbero presto intuito la scarsa qualità dietro un simile progetto, come difatti poi è stato). Insomma, bisognava puntare a un nuovo lettore, proponendogli però qualcosa di vecchio e semplice, così che anche lui, a completo digiuno di Fantasy, potesse intuirne le caratteristiche base. Ecco quindi che la Troisi si è trovata a soddisfare tali richieste, ma per puro culo, non per veri meriti imprenditoriali. Ecco perché dicevo di non confondere il battitore con la pallina.
    Ma tale intuizione è di sicuro stata raggiunta anche dalle altre case editrici (e questo perché, come già scritto, prima ancora della Troisi, erano scoppiati i fenomeni ISDA e HP). La Mondadori ha semplicemente avuto la fortuna di beccare una scrittrice che rispondeva alle sue esigenze prima degli altri. Dopotutto non è stata la stessa Troisi a dire a più riprese di aver inviato il suo manoscritto SOLO alla Mondadori? Se non è puro culo questo… ;)

    Passo un attimo sul tuo secondo messaggio, Fabrizio.
    Sull’astio la vedo praticamente come te. E’ però bene tenere presente come molti scrittori (e anche la Troisi, all’inizio, ci è passata di mezzo) vengono presentati come dei veri geni della narrativa. Questo, converrai, fa un po’ girare le scatole, in quanto, come scrive Jack, significa prendere in giro il lettore. Tuttavia, per quanto mi riguardo, tale “incazzatura” non si rivolge agli autori, i quali non hanno fatto altro che proporre una loro opera in maniera legittima, quanto a coloro che si occupano di simili campagne basate sulla menzogna (lo so che tale discorso può essere applicato a qualsiasi campagna publicitaria, ma questo è un sito di narrativa fantastica, quindi evitiamo obiezioni simili ;) ). Perché allora ci si lancia contro alle singole opere, anziché alle case editrici? Perché permette di avere più chiaro a quale tipo di libri ci ri riferisce (dopotutto Mondadori, per fare un esempio, pubblica anche autori del calibro di Martin, i quali però non vengono nemmeno sfiorati dalle campagne in stile Troisi e d’Andrea).

    Ora, per tornare un attimo al discorso inerente questo articolo, perché l’acchiapparatti mi ha soddisfatto più delle cronache? Faccio alcune premesse. A me del Fantasy è sempre piaciuto il lato più assurdo delle invenzioni che lo caratterizzano. Detto questo, verrebbe da pensare che le cronache rispondono meglio a tali gusti, visto che propongono un universo decisamente più esotico delle Terre di Confine di Barbi. Però c’è un però. Il Mondo Emerso è si variegato, caciarone e tutto quello che vuoi, ma non sta in piedi nemmeno a volerlo per come è stato disegnato. Le Terre di Confine saranno sì terribilmente standard, ma sono anche credibili, tangibili, verosimili. Ecco perché il romanzo di Barbi, pur non essendo per nulla weird, mi è piaciuto veramente tanto: perché riesce a rimanere in piedi con le sue sole forze, senza che io, lettore, sia costretto a metterci ogni 5 minuti una pezza. Discorso analogo vale per i personaggi, tutti credibili e per la maggior parte ottimamente caratterizzati (e alcuni pure insoliti). Con Licia (e buona parte degli autori a lei succeduti) questo non accade. Sono tutti delle macchiette, eroi e antieroi che ho già incontrato centinaia di altre volte in libri ben più vecchiotti.

    @ Dr Jack:
    Sulla questione della diminuzione dei lettori hardcore, pure io rimango perplesso. La narrativa hardcore infatti continua a esistere e a dare ottimi risultati. Il problema, al massimo, è che tali libri vengono prodotti per il 99% all’estero. Ma di certo, anche se alcuni autori come Michael Swanwick o Andrzej Sapkowski noi li vedremo tra molto tempo se non addirittura mai, non possiamo dire di essere messi poi così male. Certo, guardando a paesi come Inghilterra o Germania sì, ma in altre parti sono messi molto peggio… tipo in Antartide XD

  • se dopo almeno 7 romanzi il suo stile non è migliorato di una virgola

    Ecco, io su questo non sono d’accordo. Trovo una bella differenza tra le Cronache, le Guerre e ora le Leggende. Tutte in crescendo, su qualità e gestione delle sottotrame.
    Ma è un parere mio. A me l’atmosfera del Mondo Emerso piace e la mia sospensione dell’incredulità non salta ad ogni pagina scritta da Licia.

    La Mondadori ha semplicemente avuto la fortuna di beccare una scrittrice che rispondeva alle sue esigenze prima degli altri

    Su questo sono d’accordo. Ma credo ci voglia anche l’occhio per poter riconoscere il romanzo giusto.

    Ma di certo, anche se alcuni autori come Michael Swanwick o Andrzej Sapkowski noi li vedremo tra molto tempo se non addirittura mai

    Ecco. Questo è un punto su cui Gamberettiani e non potrebbero trovare un accordo. Perchè io “Cuore d’Acciaio” sarei curioso di leggerlo e mi rompe particolarmente le palle doverlo scaricare.
    Mi chiedo se, tra lettori hardcore trasversali, non si possa fare un gruppo su FaceBook o una petizione online per convincere Feltrinelli ad una ristampa.
    Non è detto che la cosa funzioni. Ma facendo un po’ di casino magari si può catturare l’attenzione di qualche casa editrice.
    Mi pare una soluzione più interessante che lamentarsi della cucina Young Adults;)

  • La Mondadori ha semplicemente avuto la fortuna di beccare una scrittrice che rispondeva alle sue esigenze prima degli altri

    Su questo sono d’accordo. Ma credo ci voglia anche l’occhio per poter riconoscere il romanzo giusto.

    Verissimo, ma a questo punto mi dai ragione quando dico che il merito va a Mondadori e ai suoi uomini anziché alla Troisi ;)

    Riguardo a Swanwick, non vorrei dire cavolate ma dovrebbe essere edito all’interno della collana Epix entro breve.
    Su Sapkowski, invece, temo che in Mondadori, Fanucci, Nord e compagnia bella non sappiano nemmeno chi sia, nonostante i suoi libri e i VG tratti da essi vendano a vagonate. Tra l’altro sono pure stati tratti un fumetto, un film e una serie televisiva. E intanto noi stiamo ad aspettare… -_- L’unica consolazione è che comunque anche il mercato anglosassone si è accorto tardi di questo autore (alcune sue opere sono state tradotte dopo circa 15 anni).

  • il merito va a Mondadori e ai suoi uomini anziché alla Troisi
    sono sostanzialmente due meriti diversi

    Su Sapkowski, invece, temo che in Mondadori, Fanucci, Nord e compagnia bella non sappiano nemmeno chi sia, nonostante i suoi libri e i VG tratti da essi vendano a vagonate. Tra l’altro sono pure stati tratti un fumetto, un film e una serie televisiva. E intanto noi stiamo ad aspettare…

    Per i fumetti ci sono case editrici potenzialmente ricettive come Edizioni BD. E’ anche vero che molti editori non sanno se esista o meno un mercato per determinati prodotti.
    Ergo, farsi sentire può facilitare le cose.

    Epix comunque sta facendo delle belle cose…

  • uriele:

    “Senza contare che questa nuova linfa io sinceramente non la vedo. Leggevo narrativa fantastica già da molto tempo prima dei sopracitati filme e libri. Oggi, per un buon 90% della produzione italiana vedo solo la solita solfa: la solita eroina (o eroe) predestinata a salvare il mondo, le solite creature, i soliti oggetti magici… Tutte cose che all’estero sono state scritte decine di anni fa e in molti casi in maniera anche migliore. E tu questa la chiami nuova linfa? Io la chiamo cliché, luogo comune, banalità”

    Tutti siamo passati da Caramon& Raistlin, da un Jade Shannara prima di arrivare a una Door, una Verity Jourdemaine o un Tyrion (e ce ne sono mille altri…). Le banalitá e i cliché sono tali solo perché conosci giá gli ingranaggi della macchina. Sono pochi gli innovatori che dissodano il terreno, gli altri posano solo il culo sui solchi lasciati.
    Sono d’accordo con te che le cronache/leggende/sciarade/briscolate del mondo emerso non aggiunga nulla e sia scritto senza nessun tocco di originalitá e classe, ma é un vettore: ottime illustrazioni di copertina, semplice da leggere, piú moderno della saga dei draghi o dei gemelli come stile e piú vicino a un cartone animato finto manga della rai (poveri bimbi cresciuti a pokemon e Bayblade invece che a robottoni e figherrime mini4WD). Come primo fantasy potrebbe anche andare bene e se il genere comincia a tirare, potrebbe diventare conveniente ristampare vecchi libri di qualitá cavalcando l’onda. La cosa preoccupante, al massimo, é la gran massa di adultominkia che difendono a spada tratta queste serie o la Meyer come fossero Ellison o la Bradley (e anche i detrattori sono dei discreti cacaminchia quando ci si mettono, ma almeno la maggior parte conosce il genere).

    Giusto per far travasere un po’di bile in damigiane a culo largo. Sono entrato in delle librerie francesi: in prima fila, appoggiati su un leggio con reverenza quasi religiosa, c’erano 3 volumi di “Les Chroniques du Monde émergé volume 2″ e un sacco di bimbiminkiá (rigorosamente con l’accento) tutti eccitati.

    Facciamocene una ragione: fantasy o fantascineza anche di merda che fa tendenza puó significare anche maggior visibilitá, ampliamento di una nicchia e traduzioni piú numerose e migliori: finché devo leggere un libro in inglese ok, ma se volessi leggere i Strugatski (le ultime edizioni di alcuni dei loro libri sono degli anni 60 e giá per trovare Scaramouche della Sonzogno ho fatto i salti mortali per 2 anni) o Sapkowski (non hanno ancora tradotto uno dei libri di the witcher in italiano) sono cazzi

  • uriele:

    @ Fabrizio: se ristampano Cuore D’Acciaio spero che stavolta ci mettano un traduttore competente e che questa volta i draghi smettano di andare a solvente invece che a benzina…

    Per quanto riguarda Sapkowski i libri li puoi trovare da un Feltrinelli international in inglese (sono editi dalla Gollancz). Io aspetto che arrivino in italiano, non amo tradurre una traduzione, anche se, purtroppo, sospetto che l’edizione che avremo in italia sará una traduzione di quella inglese (buoni traduttori inglesi ce ne sono, polacchi per un libro fantasy penso molti meno)

  • Dr Jack:

    @ Sull’astio :p
    Io personalmente non provo tutto questo astio nei suoi confronti… e neanche nei confronti delle case editrici (tranne quando gli editori hanno degli atteggiamenti ‘personali’ che mi fanno incazzare). Io dico solo che i lavori di Licia non sono belli a livello di fiction mentre lei viene spacciata come ‘bravissima’, tutto qua. Se qualche lettore si sente fregato e lo ritiene un motivo giusto per incazzarsi non sarò io a dirgli che fa male.
    Il lettore (cliente) ha sempre ragione.

    @ Sui dati di vendita non credo che sia perché è brava. Ho un’altra teoria, si basa su due concetti:
    1) concetto SIMPATIA descritto da Cialdini:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Cialdini
    In pratica un lettore italiano la preferisce perchè è italiana e quindi simile a lui.
    2) Budget di marketing molto più pesante. Mi è sembrato di notare che le spese fatte per sponsorizzarla siano vicine se non maggiori a quelle che hanno fatto per il codice da vinci (non conosco le cifre, mi baso sul numero di cartelloni e banner che ho visto in giro)

    @ Sul suicidio letterario:
    No, gli hard core sono gente dura :). Ma gli hard core stanno smettendo di leggere il fantasy italiano da quello che leggo in giro. Immagino che ci sia anche un numero oscuro di nuovi lettori che smettano di leggere fantasy in generale, ma non ho dati su questo (ma è normale, gli utenti iniziali se non colpiti se ne vanno e basta)

    @ Su Licia migliorata:
    Io ho letto solo i primi due libri, ma leggendo le recensioni in giro (soprattutto su anobii) mi pare di capire che sia peggiorata.

    @Su Swanwick
    Secondo me Swanwick si può leggere, carino (è vari livelli sopra a Licia), ma non mi è piaciuto così tanto: finale deludente e conflitto che si risolveva sempre a senso unico a volte sembra bambi contro gozzilla.
    Io di solito prendo i libri in biblioteca… se mi piacciono li compro.
    Dato che swanwik non si può comprare e non si può trovare trovo giusto scaricarlo e penso che sarebbe d’accordo anche l’autore.

    @ Su Barbi:
    Non lo so, leggendo il primo capitolo della vecchia edizione non mi ha convinto. Ma è probabile che la prossima edizione la comprerò :).

  • Benmot:

    ritorno da altre innumerevoli (dis)avventure.. con una domanda.. a parte che prendo nota della ri-edizione dell’Acchiapparatti di Tilos (finalmente!) Volevo chiedere appunto se Zeferina nella sua riedizione della Delos è più uscita..

  • Ma intendi la vecchia edizione o quella nuova? Quest’ultima è edita dalla Asengard, quella originale da Larcher (ma credo sia fuori produzione, anche se cercando in giro qualche copia magari la si trova ancora). Sinceramente sul fatto che anche Delos voglia pubblicare il romanzo di Coltri mi prendi in contropiede…

  • Benmot:

    mmh.. mi sa che ho detto una cacchiata.. comunque si edito da Asengard che è uscito a maggio.. non farci caso, non ho detto niente :P

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Fanta-Classifica

DAL 26 LUGLIO AL 1 AGOSTO 2010

1. La clessidra di Aldibah
Licia Troisi (=)

2. Guida galattica per autostoppisti
Douglas Adams (+3)

3. La lama dei sogni
Robert Jordan (=)

4. Il bacio nella tempesta
Laurell K. Hamilton (-1)

5. Harry Potter e i doni della morte
J.K. Rowling (+3)

6. Fahrenheit 451
Ray Bradbury (+1)

7. Flashforward: avanti nel tempo
Robert J. Sawyer (-1)

8. Solomon Kane
Robert E. Howard (N.E.)

9. Il guardiano degli innocenti
Andrzej Sapkowski (-5)

10. I fiumi della guerra
George R. Martin (N.E.)

Cosa scrivo?

Maggiori informazioni disponibili nella pagina Romanzi e racconti


ROMANZO IN FASE DI SCRITTURA


ROMANZO COMPLETO


ANTOLOGIA DI RACCONTI LUNGHI


ANTOLOGIA DI RACCONTI BREVI


BEH, IL TITOLO DICE TUTTO