Progetto segreto n° 1: La Fine e l’Inizio (più qualche coniglio ^_^)
Nelle ultime settimane – ahimè – ho un po’ latitato sul blog, e questo non perché abbia deciso di abbandonarlo, ma per una serie d’impegni accavallatisi, alcuni dei quali riguardano proprio Infiniti Sentieri. È giunto però il momento di cominciare a svelarne qualcuno.
Il primo progetto riguarda un romanzo che sto scrivendo; e preciso subito: no, non si tratta de L’impero dei corvi. Il titolo (provvisorio) di questo progetto parallelo, finora rimasto nell’ombra, è La Fine e l’Inizio. In verità dire che lo “sto scrivendo” è improprio, visto che si tratta di un’opera a più mani. Ma andiamo con ordine.
Circa sette mesi fa su questi lidi ho pubblicato un romanzo dal titolo Le nozze d’Inverno. Si trattava di un progetto nato come gioco letterario e che prevedeva di scrivere la prima bozza di un romanzo completo nell’arco di un mese, il tutto aiutato da una serie di buontemponi. Le modalità furono le seguenti: a turno, ognuno di noi elaborava un capitolo; capitolo da scrivere rigorosamente in prima persona (ogni autore, infatti, interpretava un personaggio diverso). Il tutto senza una trama prestabilita, se non in alcuni dettagli generici.
Il risultato finale non fu, a ben vedere, dei migliori. A fronte, infatti, di una prima parte fresca e con parecchi spunti originali, faceva da contraltare una sezione finale un po’ troppo “D&Desca”. Non rimpiango tuttavia quell’esperienza, anzi. Innanzitutto perché mi sono divertito, il che non è un dettaglio da sottovalutare, e in secondo luogo perché proprio quegli errori mi hanno permesso d’imparare molto riguardo le strutture narrative.
Oggi, a distanza di un anno, ci riproviamo, anche se la squadra è mutata. Dei dieci autori originari ne sono sopravvissuti cinque, ai quali si sono aggiunte due new entry. La procedura di lavoro è rimasta pressoché invariata. A cambiare è invece l’approccio. Se infatti Le nozze d’Inverno era un romanzo che si prendeva molto sul serio (pur non mancando momenti comici come la parodia della canzone dei Loacker cantata nel Valhalla), così non sarà per La Fine e l’Inizio, e questo perché nostro obiettivo non è solo divertirci tra di noi, ma anche e soprattutto divertire i futuri lettori. Abbiamo quindi deciso di abbandonare del tutto qualsiasi ambientazione simil fantasy classico, a favore di una più urban e bizzarra. Teatro dell’azione sarà una Amsterdam del futuro corrotta e abitata da ogni sorta di bizzarria della natura.
Diversa anche la tipologia di personaggi. Niente più sentinelle e valchirie armate di spada, sacerdotesse e sciamani pazzi o eteree divinità. No, questa volta il libro annovererà veri e propri fenomeni da baraccone come bambole voodoo dotate di vita propria, donne che in verità sono licantropi che in verità sono zombie, nerd con la faccia del fratello che gli spunta da sotto l’ascella o “comuni” uomini d’affari afflitti però da uno strano morbo che un giorno causa loro forti “perdite nasali”, l’altro gli fa perdere tutta la pelle per strada.
Sulla trama, come è ovvio, non posso ancora scendere nei particolari, visto che è in continuo divenire. Per il momento posso solo affermare che, giunti alla fine della seconda parte, la trovo decisamente più accattivante di quella de Le nozze d’Inverno.
Rimane a questo punto un solo quesito a cui rispondere: a quando la pubblicazione? Innanzitutto va detto che il termine che ci siamo dati per la conclusione dei lavori della bozza iniziale è il 31 Gennaio 2010, a cui seguiranno almeno tre mesi di attenta rilettura e impaginazione. Ora come ora, la data di rilascio dell’e-book (ovviamente gratuito) è il 6 Giugno 2010, ma faremo il possibile per anticipare il più possibile tale data.
Nel frattempo, giusto per dare un assaggio delle stramberie che La Fine e l’Inizio offrirà ai suoi lettori, vi propongo uno stralcio. La scelta è stata dura, ma alla fine, in onore del buon Duca, ho optato a una scena in cui compaiono alcuni deliziosi coniglietti desiderosi d’affetto ^_^ Buona lettura. Ci si rivede il giorno di Natale con un articolo molto “kattivo” per smorzare un po’ il clima da paresi facciale.
ESTRATTO DALLA SECONDA PARTE DE “LA FINE E L’INIZIO”
Gli specchi lungo le pareti cominciano a tintinnare, riempiendosi di sottili crepe. Impassibile, Rebecca si gira ed esce dalla stanza, seguita dalla sua corte di nanerottoli.
Mi volto verso Adam e lo prendo per le spalle. Sembra imbambolato. «Dobbiamo andarcene!»
«E i soldi?»
«Fanculo i soldi!»
Non mi va di lasciarci le pelle per quello stronzo di Adam. Lo afferro per un braccio e lo trascino verso l’uscita del salone, seguito a ruota dal colletto bianco. Ma non facciamo in tempo a raggiungere la porta che questa si chiude da sola.
«Nessuno esce di qua!» grida la zingara alle nostre spalle.
Tutti e tre ci voltiamo, ma la nostra attenzione si concentra sulla cameriera, immobile in un angolo. La vediamo sfilarsi uno spillone dai capelli e piantarselo nel petto, all’altezza del cuore. Dalla sua bocca non esce però nessun urlo; sorride, anzi.
A imprecare è invece lo Ierofante, la coscia sinistra divelta dal corpo, il collo squartato e il torace contratto in uno spasmo innaturale.
«Ferma!»
Attorno alla zingara prende a vorticare una luce sanguigna. Ci mancava solo la strega in versione Super Sayan. Come se non bastasse, dal suo ventre fuoriesce una braccio scheletrico che affonda nel petto della cameriera, sollevandola come se niente fosse. Il corpo della giovane colpisce con violenza il soffitto, provocando una pioggia di schegge di vetro, per poi precipitare sul pavimento priva di sensi. Senza mollare la presa, la zingara fa per avvicinarsi alla vittima, ma proprio in quel momento la lupa le salta addosso, atterrandola.
«Credo sia il caso di approfittarne per scappare» dico ad Adam e al colletto bianco.
«Aspetta» fa quest’ultimo, correndo verso la cameriera e caricandosela sulle spalle. «Non possiamo lasciarla qui.»
Lancio qualche bestemmia a un paio di divinità a caso e lo vado ad aiutare. Poi, tutti insieme usciamo di corsa dal salone, ripercorrendo il corridoio erboso al contrario.
«A proposito, io mi chiamo Arthur» si presenta il colletto bianco.
«Claus, e lui è mio fratello Adam.» Non so nemmeno perché gli rispondo. Ormai il mio corpo reagisce da solo agli stimoli.
Raggiungiamo l’uscita senza che nessuno tenti di seguirci, ma qui troviamo qualcuno ad aspettarci. Disposti in fila uno di fianco all’altro, i conigli ci guardano, agitando le loro codine e i baffetti.
«E ora questi che cazzo vogliono?» domanda Adam.
Come a volergli rispondere, i conigli si mettono a ringhiare, mostrando una serie di dentini degni di un piranha. Il dubbio se i conigli possano ringhiare mi passa per la testa, ma alla fine giungo alla conclusione che logica e buon senso non sono di queste parti.
Proprio in quel momento un batuffolo bianco balza in avanti a fauci spalancate, andandomi a mordere a una coscia.
Lancio un urlo e aiutato da Adam strappo via il bastardo e lo scaglio contro il muro al grido di: «Figlio di puttana!»
I coniglietti girano tutti insieme la testolina verso il compagno, per poi tornare a rivolgersi a noi e avanzare a balzelli in perfetto sincrono.
«Lasciate fare a me» dice Arthur, passandomi il corpo della cameriera. «Ah, vi conviene starmi ai lati.»
L’uomo – uomo? – si mette a grattarsi la punta del naso. Il petto comincia ad avere piccoli spasmi e la bocca a sbuffare. Il tempo che i coniglietti abbiano fatto altri tre balzi e un poderoso starnuto fa decollare Arthur all’indietro, mentre dalle sue narici fuoriesce un getto di muco verdastro che inonda i coniglietti-piranha, impiastricciandoli contro il pavimento e le pareti.
Con un sorriso orgoglioso, Arthur si rialza. «Visto? Che vi avevo detto?»
«Tu lo sai di avere dei problemi, vero?» gli dico mentre mi passa di fianco. «Ma problemi belli grossi.»
Per quanto ci è possibile, attraversiamo gli ultimi metri che ci dividono dall’uscita cercando di non mettere i piedi sopra il viscidume lasciato dal super starnuto.
«State tranquilli. Con me al vostro fianco non avete nulla di che temere» ride Arthur, spalancando la porta sulla massa di scherzi della natura che circonda il palazzo.
I mostri ci guardano. Noi guardiamo i mostri. E per alcuni secondi nessuno dice niente.
Arthur si volta verso di me. Il suo sorriso si è trasformato in una smorfia non proprio rassicurante. «Beh, forse ora un po’ nella merda lo siamo.»


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Direi che l’estratto da La Fine e l’Inizio non è male, Arthur è piuttosto pittoresco! ^_^’
Buon lavoro!
L’estratto non è uno dei migliori del libro (soprattutto la parte finale la voglio rivedere per bene). Però i conigli sono pur sempre conigli ^_^
Arthur è molto più che pittoresco. Infatti ero incerto se postare o meno un estratto in cui è lui a parlare in prima persona.
La marcia in più di questo libro rispetto al precedente è proprio il fatto che ci prendiamo meno sul serio, a favore di un sano divertimento sia per gli autori che per i futuri lettori. Nel primo romanzo a volte invece sembrava più una gara a chi scriveva meglio, e così trama e personaggi hanno perso un po’ di mordente sul finale.
Come i conigli veri (veri “veri”, non veri “spacciati dai media come tali”)!
La notizia di un romanzo urban-fantasy demente e conigliesco è senz’altro buona. E le locandine “orgogliosamente 2d” sono stupende!
Certo, se poi “qualcuno” volesse postare “un certo primo capitolo su un certo libro che ha nel titolo dei certi volatili” sarebbe una cosa ottima. Vabbuò, Maudh passa e chiude, Buon Natale!
P.S. Certo che per un urban-fantasy trash, Amsterdam è perfetta! Se non sbaglio anche O.S.Card ci aveva ambientato un libro, sempre sui generis “città sporca e immorale, magazzino della feccia della federazione internazionale”.
Spero sia così anche in questo caso…
@ Carraronan:
L’ironia di quel passaggio voleva far riferimento proprio al fatto che i conigli mordono davvero, anche se quella frase va di certo rivista (è proprio il passaggio a cui mi riferivo nel precedente messaggio). Questa non vuole ovviamente essere una giustificazione
@ Maudh:
Sono il primo al mondo che vorrebbe trovare il tempo da dedicare all’impero dei corvi, e il continuare a rinviarne la pubblicazione delle prime pagine fa incavolare me per primo. Purtroppo già con l’ex guanto d’argento ho fatto la cazzata di pubblicare un primo capitolo terribilmente acerbo, e non voglio fare il medesimo errore. Vedrò comunque di approfittare delle ferie di questi giorni per portare avanti tutti i lavori lasciati in sospeso.
I conigli sono DAVVERO come piranha. Non scherzo. Bisogna stare attenti a cosa si mette loro in bocca. Non l’ho sempre avuto così corto…
Vabbuò, l’importante è che sia un BEL capitolo
.
Farò del mio meglio ^_^
(non) per romperei maroni, ma l’impero dei corvi e il progetto Apnea? Almeno del primo non potrebbe uscire una simpatica anteprima
Apnea è agli sgoccioli. Gli sto dando letteralmente gli ultimi ritocchi. All’Impero dei Corvi dei corvi mi dedicherò a (quasi)* piene forze subito dopo. L’idea è di pubblicare i primi due capitoli insieme, visto che entrambi funzionerebbero bene come introduzione, tanto da essere dubbioso se conservare o meno quello attualmente in prima posizione. Faccio del mio meglio, ma purtroppo gl’impegni lavorativi e di fine studio mi stanno fagocitando le giornate.
* Ho scritto “quasi” visto il progetto parallelo descritto in questo articolo.
I conigli tornano anche più avanti nel racconto. E sono ancora più terribili. Conigliofili (o conigliofobi, vedete un po’ voi) di tutto il mondo leggete “Amsterdamnation” ovverosia “La fine e l’Inizio”. A breve su questo pluripremiato sito.
[...] Seppur con un ritardo di circa un mese, poche ore fa è stata conclusa la prima stesura de La fine e l’inizio. Per tutti coloro che non hanno la più pallida idea di cosa stia parlando, rimando a QUESTO ARTICOLO. [...]