A Natale siamo tutti più buoni… ma anche no

Se il calendario non m’inganna oggi è quel giorno dell’anno dove la gente, per effetto di una misteriosa malattia (secondo alcuni creata in laboratorio dalla Coca Cola), subisce la paresi di buona parte del volto ed è costretta, tra le altre cose, a sperperare quei quattro spiccioli messi da parte durante l’anno. Sebbene il vaccino sia ancora lungi dall’essere scoperto, alcuni monaci tibetani pare abbiano scoperto un rimedio per alleviare quantomeno gli effetti più devastanti di tale morbo: secondo quanto da loro sostenuto, basterebbe liberarsi di tutti i vestiti e correndo per strada come mamma ci ha fatti gridare “Ahfafaiofafja gnagnäkka” per centododici volte, il tutto con un cappello di carta stagnola in testa e stando attenti a non sbagliare gli accenti (e oserei aggiungere senza incappare in una volante della polizia), pena la sosta in prigione senza passare dal VIA. Se si seguono questi semplici consigli, come risultato si dovrebbe acquisire una superiore visione della realtà umana, con annessa scomparsa di qualsiasi addobbo, lucina, barbone vestito di rosso e albero radioattivo.

Ora, io non so questo metodo funzioni davvero, visto che la mia (non) religione mi ha reso immune a tale morbo (sempre sia lodato il sommo Cthulhu); ciononostante, voglio proporvi un metodo alternativo da me ideato e forse di più facile applicazione: fregarsene del clima da “volemosse bbbene” e continuare a essere stronzi come in qualsiasi altro giorno dell’anno ^_^

E visto che dall’alto della mia magnanimità voglio venirvi incontro, vi propongo un esempio pratico. Trattandosi di un esercizio rivolto all’apprendimento, tratterò di un argomento (credo) noto a tutti e che va anche a braccetto con il clima da fine anno: la mia personale classifica delle tre più grandi delusioni videoludiche del 2009 (ne consegue che non tratterò solo di prodotti usciti negli ultimi dodici mesi). E sottolineo delusioni, che è diverso da “brutti giochi” (anche se uno di questi lo reputo proprio un obbrobrio, e non credo avrete difficoltà a capire a quale dei tre mi riferisco). Si tratta quindi di prodotti che presentano magari più di un lato positivo, ma che o non mantengono quanto promesso oppure ingiustamente elevati dalla “stampa specializzata” a capolavori del genere. Cominciamo…

3° POSTO: S.T.A.L.K.E.R.

S.T.A.L.K.E.R. appartiene a quella serie di videogiochi attesi per anni e che al momento dell’uscita, come quasi sempre accade, si rivelano già vecchi sia dal punto di vista tecnico che del gameplay. In questo caso la situazione è ancor più grottesca se si pensa che i programmatori non hanno rispettato praticamente nessuna delle promesse fatte in fase di preview. Si parlava di totale libertà per il giocatore: parzialmente falso, visto che agiremo sempre in grossi livelli collegati tra loro e pieni di zone irraggiungibili. Ci erano state mostrate immagini in cui il personaggio si muoveva a bordo di vari mezzi di trasporto: tale opzione è stata tolta. Sembrava si potessero pure uccidere gli uccelli per poi mangiarli: ma quando mai (e dire che ne ho fatte di sventagliate di mitra in cielo cercando di abbattere almeno un pennuto, ma niente). Era stata proclamata una struttura di crescita del personaggio simil GDR: abbandonata pure lei, mantenendo soltanto l’inventario. Si vociferava della possibilità di entrare a far parte di diverse fazioni: tolta pure questa possibilità, nonostante le fazioni siano sopravvissute (ma LOL!). E così via. Insomma, per cinque anni siamo stati presi per il culo, ritrovandoci alla fine tra le mani un normalissimo FPS dalla trama insulsa e con uno dei peggiori doppiaggi di sempre (che si giochi la versione originale o quella italiana non cambia molto).

La cosa la si potrebbe accettare, per quanto di malumore, qualora almeno come FPS puro S.T.A.L.K.E.R. risultasse un prodotto decente, ma così non è. Il bilanciamento delle armi è infatti qualcosa di scandaloso, a partire dalle pistole, pressoché inutili visto che causano pochissimo danno. Discorso analogo vale per le armature: tra armatura leggera e armatura pesante la differenza è davvero minima. Aggiungiamoci una serie di missioni secondarie di una noiosità disarmante, un sistema economico pressoché inutile visto che troverete armi e munizioni un po’ dappertutto e un’intelligenza artificiale che fa acqua da tutti i fori e avrete un quadro completo sul perché S.T.A.L.K.E.R. è un prodotto fallimentare.

LE ALTERNATIVE

Half Life (serie)

Non credo ci sia bisogno di spiegazioni quando si parla di Half Life. Si tratta dopotutto della miglior serie di sparatutto di sempre. A caratterizzare la serie è la continua evoluzione del gameplay. Se il capostipite fu sostanzialmente il primo a proporre una trama degna di questo nome, il secondo ha letteralmente rivoluzionato il genere con un’implementazione della fisica che non fungesse da semplice orpello, oltre a una “recitazione” dei personaggi che ancora oggi non ha eguali. Unico difetto è l’estrema linearità dei livelli, i quali non prevedono quasi mai percorsi alternativi, ma vista l’estrema qualità del design non reputo ciò un difetto, quanto un valore aggiunto.

Deus Ex

Deus Ex (il primo, non quella schifezza di seguito) è senz’altro il miglior rappresentante degli ibridi FPS/GDR, e questo nonostante i suoi molti anni sulle spalle (parliamo di un prodotto del 2000). Sebbene la libertà d’azione non sia infinita, visto che agiremo sempre in delle grosse “arene” suddivise in tanti (forse troppi) micro livelli, in ogni location avremo davvero un sacco di cose da fare tra missioni secondarie e segreti vari. Uno dei giochi migliori (e ai tempi più sottovalutati) di sempre.

2° POSTO: Mass Effect

Se dovessi definire Mass Effect in poche parole, direi che è un gioco dalle mille contraddizioni. Non esiste infatti aspetto che non presenti sia un lato meraviglioso che un altro imbarazzante.

Partiamo dalla tanto decantata grafica. Se i volti e i corpi dei personaggi sono qualcosa di stupefacente per definizione (pur non raggiungendo le vette espressive di Half Life 2), così non è per i livelli esterni. Tutti i pianeti risultano infatti identici: fatta eccezione per il “pianeta tutorial”, scordatevi sugli altri di vedere un albero o anche solo un cespuglio. Che vi troviate sulla Luna (dove inspiegabilmente c’è la stessa gravità della Terra) o su un pianeta simile al nostro, non vedrete alcun tipo di vegetazione. Al massimo troverete un leggerissimo cambio di texture (pure in bassa definizione) per segnalare la presenza di erba.

Un’altra contraddizione è nel gameplay. Mass Effect è infatti principalmente un GDR più che un FPS. Ora, quando si pensa ai giochi di ruolo, la prima cosa che viene da pensare è libertà d’azione. Così non è per Mass Effect. I livelli sono tutti dei lunghissimi corridoi da percorrere dall’inizio alla fine con un numero ristretto di missioni secondarie, oltretutto terribilmente simili le une con le altre, ma che consiglio di fare, giusto per non arrivare al termine dell’avventura in meno di dieci ore, visto che pure la longevità non è proprio il massimo della vita.

Ciononostante Mass Effect rimane un buon gioco, senz’altro più divertente di S.T.A.L.K.E.R., quantomeno per il sottoscritto. La trama, pur non brillando per originalità, è discretamente interessante e le interazioni con i personaggi risultano una ventata d’aria fresca rispetto alla concorrenza, tanto che a un certo punto sarete pure costretti a decidere quale compagno sacrificare e quale salvare da morte certa.

Perché allora il secondo posto in questa infamante classifica? Perché S.T.A.L.K.E.R. non è stato presentato come un capolavoro assoluto, anzi i suoi difetti sono stati sottolineati sin da subito dalla stampa specializzata. Sapevo quindi che non mi sarei trovato di fronte a chissà quale prodotto rivoluzionario. Così non è stato con Mass Effect, rivelatosi alla fin fine nulla più di un gioco mediocre, terribilmente ripetitivo e poco accattivante. I germi per un ottimo seguito ci sono tutti, ma i programmatori dovranno scegliere da che parte stare: se da quella degli FPS o quella dei GDR, visto che ora come ora Mass Effect non è né carne né pesce.

LE ALTERNATIVE

The Witcher

Ovvero il miglior GDR realizzato negli ultimi anni. Nonostante pure qui ci si trovi all’interno di grossi livelli “semiliberi”, il gioco riesce a mantenere una più che discreta sensazione di libertà (paradossalmente più di Mass Effect, dove invece puoi esplorare buona parte della galassia quasi da subito). Il merito spetta a una delle più belle trame di sempre e a una lunga serie di momenti in cui saremo costretti a effettuare scelte drammatiche, le cui ripercussioni si faranno sentire sempre parecchio tempo dopo, impedendo di fatto il trucco del quickload.

Morrowind

Non sono un grandissimo fan dei giochi made in Bathesda, soprattutto a causa di alcune scelte di gameplay che trovo ridicole, come l’inventario basato solo sul peso degli oggetti e non sullo spazio da loro occupato o il fatto che puoi nuotare come se  niente fosse pur indossando un’armatura completa. Tuttavia Morrowind ha un pregio che lo rende un prodotto unico: una delle più grandi e attive comunità al mondo. Ancora oggi, a distanza di sette anni dal rilascio, c’è gente che crea caterve di mod tali da fargli tenere il passo con i tempi sia a livello grafico sia di gameplay. Ciò rende Morrowind forse l’unico GDR single player davvero infinito. Il difetto maggiore che mi sento d’imputargli (ma è una scelta stilistica che da sempre accompagna i prodotti di Bathesda) è che il proprio avatar non gode di una vera e proprio caratterizzazione psicologica, come invece sarebbe opportuno attendersi da un Gioco di Ruolo. In compenso vi sarà possibile fare quasi tutto quello che vorrete, dal diventare un liberatore di schiavi a un cacciatore di vampiri, dall’andare a pesca all’addomesticare animali selvaggi, dal costruirsi la casa dei propri sogni al diventare governatore di una città.

1° POSTO: Assassin’s Creed

Assassin’s Creed non è solo una delusione: è una cagata colossale, una schifezza senza paragoni, il videogioco più inutile e sopravvalutato della storia. E la cosa assume risvolti ancor più tragicomici se si pensa che moltissimi siti e riviste specializzati hanno tessuto lodi sperticate per questa “roba”, tanto da chiedermi se abbiano giocato allo stesso prodotto da me provato.

Partiamo dai difetti oggettivi. Il primo è senz’altro l’assenza dei sottotitoli. Può sembrare un dettaglio da poco, ma quando ti piace provare un prodotto in lingua originale, come per il sottoscritto, la presenza di sottotitoli può risultare molto utile, soprattutto se i personaggi parlano con accenti strani. E si dà il caso che in Assassin’s Creed il 99% dei personaggi parli con accento arabo. Vi dico: pur non essendo nulla di trascendentale dal punto di vista della complessità, la trama di Assassin’s Creed mi risulta in alcuni punti oscura, visto che a volte non riuscivo a capire che cavolo dicessero i personaggi. Un bel plauso al fancazzismo dei programmatori.

Ma il bello, pardon, il brutto arriva quando vuoi tornare sul desktop. In un qualsiasi gioco basterebbe cliccare su ESC e poi sul tasto di uscita. Con Assassin’s Creed no. Questi i passaggi:

  1. Clicca ESC.
  2. Clicca su EXIT MEMORY.
  3. Visto che il programma pensa che sia impossibile che tu voglia uscire da un gioco così demen… ehm, bello, ti chiede la conferma di quanto stai facendo. Ovviamente tu, nauseato, clicchi sul sì.
  4. Dopo alcuni secondi il tuo avatar si ritrova nella stanza della realtà virtuale, dalla quale devi cliccare su EXIT ANIMUS.
  5. Segue animazione al termine della quale bisogna schiacciare di nuovo ESC.
  6. A questo punto devi cliccare su QUIT GAME.
  7. Di nuovo il programma non vuole credere che tu voglia davvero uscire, quindi ti chiede per la seconda volta di confermare l’azione. Tu, sempre più innervosito, clicchi di nuovo sul sì.
  8. Dopo un’altra manciata di secondi ti ritrovi nella schermata di login, dalla quale ti devi riloggare (non chiedetevi perché, è così e basta).
  9. Altri secondi d’attesa e finalmente puoi cliccare sul vero tasto d’uscita e tornare sul desktop.

Praticamente per un’operazione tanto semplice che in qualsiasi gioco anche degli anni Ottanta richiede non più di tre secondi, Assassin’s Creed ti obbliga a sprecare un minuto e anche più della tua vita. Ma chi è la scimmia urlatrice che ha ideato un sistema del genere?!

Sorvoliamo poi sul fatto che la trama sia originale quanto un film dei Vanzina e passiamo alla caratteristica più decantata del gioco made in Ubisoft: il gameplay. Come penso sia noto a tutti, Assassin’s Creed è una sorta di simulatore di parkour spacciato per gioco d’azione. Peccato che per attivare la modalità parkour basta tenere schiacciati due tasti (nel mio caso spazio + tasto destro del mouse). A questo punto l’avatar partirà in avanti come una scheggia saltando sui muri, arrampicandosi sulle pareti, balzando da un’asse di legno a un’altra… il tutto senza che il giocatore debba mai intervenire sui comandi, se non muovendo il mouse nella direzione desiderata. Ma dove sta la difficoltà? Dove sta il divertimento? Se voglio tenere schiacciati due tasti contemporaneamente mi basta anche tenere il computer spento, non ho bisogno di Assassin’s Creed!

Passiamo agli scontri. Vi dico subito una cosa: i bot che incontrerete sono tra i più stupidi che si siano mai visti. Per abbattere anche venti nemici uno dopo l’altro (e vi assicuro che vi capiterà in alcune sezioni) vi basterà infatti schiacciare il tasto adibito alla contromossa non appena vedete un bot cominciare il suo affondo. A questo punto partirà un’animazione dove il nostro avatar farà a fette il nemico. Tutto qua. E non aspettatevi che due bot decidano di attaccare contemporaneamente! Dopotutto perché rendere la vita troppo complicata al giocatore?

L’intelligenza artificiale degli alieni di Space Invaders è decisamente più raffinata di quella delle guardie di Assassin’s Creed.

E non è finita! Non solo i menù fanno schifo, le sezioni di parkour fanno schifo e i combattimenti fanno schifo; anche la varietà delle missioni fa schifo! Assassin’s Creed propone infatti una sola missione ripetuta alla nausea per una dozzina di volte. Le missioni si riassumono infatti in:

  1. Entra nella città (operazione che si fa sempre nello stesso modo, ovvero aiutando un pistolotto che si trova all’esterno delle mura).
  2. Sali su una torre da cui rintracciare (in automatico) il tuo referente.
  3. Svolgi un paio di missioni secondarie (sempre uguali pure quelle)
  4. Vai a uccidere il boss.

E notare che le fasi 1, 3 e 4 necessitano praticamente delle medesime azioni (rintraccia il soggetto e salvalo/uccidilo). E questo sarebbe uno dei migliori giochi della passata stagione? Ma questa è una delle più grandi fregature della passata stagione!

LE ALTERNATIVE

Hitman: Blood Money

Se volete prendere i panni di un vero assassino, allora il titolo più adatto è il quarto e (attualmente) ultimo capitolo di Hitman, a mio modesto parere il migliore della serie. La ragione risiede in due semplici parole: varietà e rigiocabilità. Ogni missione prevede infatti letteralmente decine di varianti attraverso cui raggiungere i propri obiettivi. Senza contare che l’approccio che deciderete di seguire andrà ad influenzare pesantemente sulla difficoltà della missione successiva. Per fare un esempio, se nella missione 1 uccidete venti persone davanti a un giornalista con telecamera, nella missione 2 non pensiate di passare inosservati davanti a un poliziotto. Volendo potete recuperare anche i tre capitoli precedenti, anche quelli molti vari nelle loro missioni (per quanto Contracts non sia proprio il massimo della vita). Tenete però presente che sono tutti privi della caratteristica della “notorietà”, asso nella manica di Blood Money. In conclusione un consiglio: al termine dei titoli di coda di Blood Money prestate molta attenzione, perché si nasconde un livello bonus ;)

Thief: Deadly shadows

Il terzo capitolo della serie di Thief ha rappresentato un netto cambio di rotta rispetto al passato. Se infatti nella prime due puntate, Garret (il protagonista) era pressoché incapace di affrontare anche la più sega delle guardie, ora il nostro baldo ladro dall’occhio metallico è diventato decisamente più cattivo, il che aumenta ulteriormente la già grande sfilza di approcci che sin dall’inizio era possibile tenere per venire a capo delle missioni. A ciò si aggiunge il fatto che l’universo di Thief è decisamente più originale del medio oriente di Assassin’s Creed, vista la sua forte componente Steam e Clock Punk. Tra l’altro su Internet si trovano senza difficoltà alcuni mod grafici tali da portare Deadly Shadows molto vicino agli standard qualitativi attuali.

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9 commenti su “A Natale siamo tutti più buoni… ma anche no”

  • Maudh ha scritto:

    Half-Life 2 è Dio. Blasfemo! Non conosci i dieci comandamenti? Siamo pure a Natale! :sad:
    Proprio vero che non c’è più religione…

    :mrgreen: Buon Natale a tutti! Si, anche a Licia, che poi se non erro è pure diventata Mamma (ma non ditelo a Gamberetta, per carità!) auguro buon Natale, perchè è Natale e a Natale si può fare di più… :mrgreen:

  • Okamis ha scritto:

    Ma infatti mi pare di averlo definito il miglior FPS di sempre. Più di così che dovevo dire? :shock:

    Comunque, come direbbe il buon Duca, buona Nat’Anale pure a te ^_^

  • Maudh ha scritto:

    Non lo dovevi nominare invano: accanto a S.T.A.L.K.E.R. è uno stramaledettissimo spreco. :twisted: Finendo i vaneggiamenti, è vero, forse il gioco più bello a cui abbia mai giocato.
    Facendo una piccola eccezione alla cattiveria, consiglio a tutti Uncharted 2: è un vero videogioco, lo approva anche Grumo :mrgreen:

  • Okamis ha scritto:

    Ad Uncharted ci avevo pensato come alternativa ad Assassin’s Creed, essendo anche quello un gioco molto “fisico”, ma ho preferito non segnalarlo in quanto non dispongo di console e quindi non ho avuto modo di testarlo, anche se da quello che ho visto sembra un prodotto davvero valido (ma la stessa impressione l’avevo avuta proprio da AC, quindi… ^_^). Alla fine ho preferito parlare solo di programmi provati di persona, come è giusto che sia.

  • Uriele ha scritto:

    Guarda, non riesco quasi a crederci, ma sono completamente in disaccordo su Assassin’s Creed: le sezioni di Parkour sono fatte bene e sono probabilmente l’unica cosa valida di un gioco ripetitivo fino alla noia e con combattimenti inutili. Non so com’è sul computer, ma sulla console il sistema di controllo del parkour è intuitivo ma non “stupidissimo”.
    Per quanto riguarda il resto è una vaccata colossale. I metodi di mimetizzazione diventa presto ripetitivi e insensati (capisco il mimetizzarsi fra i frati quando si ha solo una cappa bianca, ma quando si è imbottiti di armi dalla testa ai piedi, il tutto risulta stupido e surreale). I combattimenti sono ridicoli, pensavo che il rimbalzo contro il muro della trilogia di “Prince of Persia” fosse un cheat epocale, ma la contromossa di Assassin’s Creed è il cheat definitivo (non ho ancora capito perché non funziona contro i templari o perché questi abbiano il “fiuto” per Altair, probabilmente volevano cercare di implementare almeno un avversario “difficile”).
    Ho trovato divertente la possibilità di uccidere quasi tutti i boss senza essere visto (unica cosa che dava un livello minimo di sfida all’esperienza videoludica).
    E’ strano non trovarmi d’accordo sulle critiche a un gioco che già consideravo brutto. Forse è una bruttezza talmente estesa da permettere diversi approcci di critica.

    PS: Uncharted 2 è veramente carino, uno dei 3-4 titoli veramente validi per PS3.

  • Okamis ha scritto:

    Beh, non mi pare che siamo poi tanto in disaccordo alla fine, visto che entrambi sosteniamo che il gioco sia ripetitivo fino alla nausea e che i combattimenti siano quanto di più brutto ci sia in giro. Tu, giustamente, aggiungi poi anche la storia della mimetizzazione (che nei primi livelli, quando si è pressoché disarmati, ci può stare, ma negli ultimi quando hai armi che spuntano pure dalle mutande no). Sulle sezioni di parkour bisognerebbe provare entrambe le versioni: PS3 e PC. Su PC le ho trovate di un semplicità disarmante, tanto che ogni volta che venivo beccato dalle guardie ci mettevo dieci secondi a nascondermi da qualche parte. Certo, all’inizio sono divetentissime, non lo metto in dubbio, soprattutto perché danno l’idea (veritiera) di poter andare ovunque si voglia, ma alla lunga diventano pure quelle noiose, visto che le città, texture a parte, tendono ad assomigliarsi terribilmente.

  • Dr Jack ha scritto:

    Sono d’accordo con i pareri su Assassin Creed. Ha delle pecche decisamente visibili.
    Però a me è piaciuto il personaggio Altair. E anche la scelta di appartenere alla fazione degli assassini mi è sembrata carina. Anche se rovinata un bel po’ da Al Mualim praticamente privo di spessore.
    Sono d’accordo anch’io che Thief è meglio. Molto meglio.
    Non c’è proprio paragone.
    Thief ha fatto nascere un nuovo genere di gioco: gli Stealth.

    Assassin creed è molto meno originale, e molto più incongruente. Ed è stato preso in giro in tutti i modi.
    http://www.youtube.com/watch?v=lQ5UYvxcOtA

    Io però spero lo stesso in Assassin Creed 2. Ho visto i filmati della ubisoft e non sono niente male. Poi la Venezia rinascimentale è un background meraviglioso.
    Vedremo quando uscirà per pc.

  • Uriele ha scritto:

    Oltre ai giochi famosi che fanno un po’ schifo, una bella lista di giochi sconosciuti, ma belli? :mrgreen:

    Mostra spoiler »

    Gratis gratis:
    Scarygirl
    PaperMoon: il gioco dura 5 minuti circa, ma ci sono 5 o 6 strade diverse. Il design è davvero accattivante.
    MeatBoy: storia di una bistecca alla ricerca della sua amata. ESTREMAMENTE difficile
    Cave Story: Un metroidvania divertente prodotto dallo studio giapponese Pixel e poi localizzato in inglese.Ormai è una leggenda fra gli indiegamer.
    Eternal Daughter: I semi di quello che sarà acquaria sono stati sparsi qui. Ottima giocabilità e storia coinvolgente. Unico problema è la curva di difficoltà decisamente altalenante che fa passare il gioco da impegnativo a impossibile in alcune sezioni.

    Metroidvania:
    Aquaria: un gioiello, dopo un anno e mezzo mi ritrovo ancora a cantare il tema della sirena. Il gioco è sottoposto a continui “restyle” del menù per renderlo più immediato.

    Puzzle:
    World of Goo: un gioco sulla scienza delle costruzioni, tutti gli ingegneri ne vogliono uno :D

    Adventure/Rpg:
    Aztaka: Ci ho messo metà del gioco a capire come funzionavano le magie, ma mi sono divertito lo stesso. Al Day1 era pieno di bug, fra cui uno che ti impediva di completare una quest per finire il gioco con il finale migliore. Il bug è stato corretto con le prime patch

    Valkyrie Profile: Il primo, l’unico, l’inimitabile. Un RPG 2D in cui NON si poteva powerplayare e livellare. Dopo sono usciti altri due giochi, uno per PS2 (molto carino, anche se non ho apprezzato il sistema di evocazione degli einherjar) e l’altro per DS (un gioco di strategia a turni mediocre)

    Vagrant Story: Riskbreaker, Sidney, un sistema di combattimento interessante, una storia scura e coinvolgente e un character design da urlo. Richiedeva 4 slot della memory card per un singolo salvataggio. Le texture degli ambienti tendono ad essere molto simili e la maggior parte delle persone si rompe le palle alla foresta stregata. Gravissimo errore. :D

    Xenogears: l’apice dei JRPG vecchia generazione, non esente da difetti (una volta entrati dentro al mech non si può più scendere per tutto il duello) e soggetto a molti tagli in fase di produzione (l’attacco fra il primo cd e il secondo è tutto “raccontato”). Ne parlano in molti, ma purtroppo lo hanno giocato in pochi (anche perché non è mai arrivato ufficialmente in Europa, la mia versione è NTSC)

    Penny Arcade-On The Rain-Slick Precipice of Darkness: Chtuluh dio dei mimi,il perfido fruit fucker, barboni con cartelli “deal damages for food”. Un gioco demente con dietro anche la mano del buon vecchio Ron Gilbert. Nonostante l’aspetto Rpg-esco è un’avventura con un bel po’ d’azione.

    Machinarium: avventura grafica ambientata in un mondo meccanico governato da robot pacifici. La storia è narrata attraverso le nuvolette con i flashback del personaggio. IndieGames del anno, meritatissimo

    Eternal Darkness: probabilmente il miglior gioco ispirato ai miti di Lovecraft. Apparso sul N64 e rimasto a lungo nell’ombra. E’ uno dei pochi giochi che mi ha fatto realmente paura, come System Shock 2.

    Bad Mojo: un gioco di avventura in cui il protagonista diventa misteriosamente uno scarafaggio. Una delle avventure più strane che abbia giocato insieme a Deadly Creatures

    Blackwell Legacy, Blackwell Unbound, Blackwell Convergence: adesso è uscito il bundle ed è conveniente. Il problema fondamentale di questa serie era che ogni episodo costava troppo per la sua durata (ogni avventura si finiva in un paio di orette). Ghost stories avvincente, ottimi i dialoghi e il sistema di investigazione

    Emerald City Confidential: decisamente facile (è stato prodotto per la playfirst). La storia dell’investrigatrice privata Petra, alle prese con il marcio della città di smeraldo. L’autore è un amante del ciclo di Oz e l’ambientazione è curata in maniera maniacale.

    Time Gentlemen, Please: Hitler, Nazidinosauri, buchi temporali e Nerd dell’età della pietra. Il sistema di gioco è vecchio, ma il gioco è incredibilmente divertente e ripercorre i vari sistemi di gioco dal testuale Zork a Sam&Max passando per Maniac Manson

  • zeros ha scritto:

    Non so Assassin’s Creed 1, ma il due è bellino, qualche difetto di quelli elencati non ce l’ha più, altri sono rimasti invariati. Esteticamente è una pacchia, il parkour giocato su console in certe parti è odiosamente fastidioso (avrò io il dito a banana? fatto sta che Ezio è morto un tot di volte cadendo come un fesso…), ci sono due o tre bachi (maledetti!) e deliziosi momenti di demenza (tipo guardare giù da 1 gradino per vedere se sta cadendo, come fa di solito quando è su un tetto… :shock: ).
    La mia parte di storico dell’arte ha mugugnato abbondantemente di fronte a certe inesattezze artistiche per la parte “compra i quadri per aumentare il valore della villa di famiglia” in cui potevi comprare quadri dipinti solo 5-10 anni dopo, o direttamente dipinti su commissione di gente che non li ha mai venduti (e quindi come fa un mercante ad avere per le mani il ritratto di Battista Sforza e Federico da Montefeltro!?)
    Anyway, è carino, abbstanza intrigante, la trama ha un po’ più di senso e le missioni sono un po’ più varie, anche se le side-quest sono sempre uguali (pestaggi, omicidi, corse e consegne)…
    Interessante l’aggiunta del “trova i glifi” e degli enigmi correlati, lì si sono sbizzarriti con un certo complottismo, inserendo assassini e templari all’opera nel mondo quasi dalla notte dei tempi.
    Fine del pistolotto, buon anno e buon Nat’Anale (come direbbe il Duca).

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