<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title> &#187; Fantascienza</title>
	<atom:link href="http://infinitisentieri.com/category/generi-letterari-2/fantascienza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://infinitisentieri.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Aug 2010 14:26:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>ELCIF: R.O.A.C.H.</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2010/07/26/elcif-r-o-a-c-h/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2010/07/26/elcif-r-o-a-c-h/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 07:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Berserk]]></category>
		<category><![CDATA[Deus Ex Machina]]></category>
		<category><![CDATA[Metal Gear Solid]]></category>
		<category><![CDATA[Philantropy]]></category>
		<category><![CDATA[R.O.A.C.H.]]></category>
		<category><![CDATA[ROACH]]></category>
		<category><![CDATA[The Black Swordman]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=1852</guid>
		<description><![CDATA[Nuova settimana, nuovo film. Questa volta è il turno degli italici lidi (più o meno), con un progetto che in un primo momento sarebbe dovuto uscire grosso modo proprio in questo periodo, ma che invece si farà desiderare per ancora qualche mese. L&#8217;opera in questione è R.O.A.C.H., mediometraggio dei Deus Ex Machina Studio. Se frequentate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/07/E-li-chiamano-indie-film.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1846" title="E li chiamano indie film!" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/07/E-li-chiamano-indie-film.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Nuova settimana, nuovo film. Questa volta è il turno degli italici lidi (più o meno), con un progetto che in un primo momento sarebbe dovuto uscire grosso modo proprio in questo periodo, ma che invece si farà desiderare per ancora qualche mese. L&#8217;opera in questione è <em>R.O.A.C.H.</em>, mediometraggio dei Deus Ex Machina Studio. Se frequentate IS da un po&#8217; di tempo, questo nome non vi sarà nuovo. Si tratta infatti degli stessi ragazzi che hanno collaborato con gli Hive Division per il trucco di quella piccola perla che risponde al nome di <em><a href="http://infinitisentieri.com/2009/11/19/recensione-metal-gear-solid-philantropy-overnight-nation/" target="_blank">Metal Gear Solid: Philantropy</a></em>, oltre che per <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6pMZGleThUw&amp;feature=player_embedded" target="_blank">Berserk: The Black Swordman</a>. Ora però i DEM sono cresciuti, merito anche di una lunga permanenza in quel di Spagna per affinare il mestiere, ed è giunto il momento di mettere in pratica quanto appreso negli ultimi anni.</p>
<p>Ma cos&#8217;è <em>R.OA.C.H.</em>? Si tratta, come dicevo, di un mediometraggio di mezz&#8217;ora ad ambientazione Cyberpunk (i DEM affermano di essersi ispirati a opere quali <em>Akira</em>, <em>Blade Runner</em>, <em>Ghost in the shell</em> e <em>Johnny Mnemonic</em>). Se dal punto di vista della trama è pressoché impossibile farsi un&#8217;idea precisa sulla reale qualità della medesima (il trailer non mostra infatti dialoghi, ma solo estratti di alcune scene, per lo più d&#8217;azione), è tuttavia da lodare la costruzione scenografica e soprattutto il trucco (da sempre asso nella manica dei DEM, come dimostrano le due pellicole sopra menzionate). Certo, qualcuno potrà dire che gli effetti speciali sono poco fotorealistici e più in tono con un videogioco, ma personalmente la cosa non mi da fastidio. Innanzitutto perché sono un fan dei film fantascientifici made in Giappolandia (che spesso e volentieri, pur con budget più sostanziosi di quello dei DEM, presentano effetti grafici appena sufficienti) e in secondo luogo perché da qui alla fine dell&#8217;anno c&#8217;è tutto il tempo per qualche bel lavoro di rifinitura dei layer (ricordate come i primi trailer di <em>Philantropy</em> presentassero un livello qualitativo nettamente inferiore rispetto all&#8217;opera finale?). Nell&#8217;attesa che il film esca finalmente nelle sale, pardon su Internet, vi lascio al trailer italiano. Buona visione.</p>
<p>PS: Non so a chi appartenga la voce narrante, ma la trovo me-ra-vi-glio-sa!</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/flSNEaT2DUg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/flSNEaT2DUg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni, potete consultare il <a href="http://www.roachthemovie.com/index.html" target="_blank">sito ufficiale</a>, aperto tra l&#8217;altro giusto settimana scorsa (quando si dice il tempismo).</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2010/07/26/elcif-r-o-a-c-h/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22ELCIF%3A%20R.O.A.C.H.%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2010/07/26/elcif-r-o-a-c-h/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0ANuova%20settimana%2C%20nuovo%20film.%20Questa%20volta%20%C3%A8%20il%20turno%20degli%20italici%20lidi%20%28pi%C3%B9%20o%20meno%29%2C%20con%20un%20progetto%20che%20in%20un%20primo%20momento%20sarebbe%20dovuto%20uscire%20grosso%20modo%20proprio%20in%20questo%20periodo%2C%20ma%20che%20invece%20si%20far%C3%A0%20desiderare%20per%20ancora%20qualche%20mese.%20L%27opera%20in%20questione%20%C3%A8%20R.O.A.C.H.%2C%20mediometragg" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2010/07/26/elcif-r-o-a-c-h/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2010/07/26/elcif-r-o-a-c-h/&amp;t=ELCIF%3A+R.O.A.C.H." rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=ELCIF%3A+R.O.A.C.H.+-+http://tinyurl.com/336m6gq&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2010/07/26/elcif-r-o-a-c-h/&amp;title=ELCIF%3A+R.O.A.C.H." rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2010/07/26/elcif-r-o-a-c-h/&amp;title=ELCIF%3A+R.O.A.C.H." rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2010/07/26/elcif-r-o-a-c-h/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ELCIF: Ataque de pánico</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2010/07/19/e-li-chiamano-indi-film-ataque-de-panico/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2010/07/19/e-li-chiamano-indi-film-ataque-de-panico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 17:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ataque de panico]]></category>
		<category><![CDATA[Cortometraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Alvarez]]></category>
		<category><![CDATA[Indie film]]></category>
		<category><![CDATA[Snake]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=1840</guid>
		<description><![CDATA[Se siete soliti bazzicare da queste parti, probabilmente saprete già che ogni lunedì aggiorno la sezione riservata ai film in uscita al cinema. Da quest’oggi, però, il primo giorno della settimana vedrà la comparsa di una nuova rubrica, sì sempre dedicata al mondo delle immagini in movimento, ma di quelle realizzate attraverso i cosiddetti canali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/07/E-li-chiamano-indie-film.jpg" rel="lightbox"><img class="size-full wp-image-1846 aligncenter" title="E li chiamano indie film!" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/07/E-li-chiamano-indie-film.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Se siete soliti bazzicare da queste parti, probabilmente saprete già che ogni lunedì aggiorno la sezione riservata ai film in uscita al cinema. Da quest’oggi, però, il primo giorno della settimana vedrà la comparsa di una nuova rubrica, sì sempre dedicata al mondo delle immagini in movimento, ma di quelle realizzate attraverso i cosiddetti canali indipendenti. Articoli brevissimi per lo più, null’altro che segnalazioni di progetti in corso d’opera, trailer o cortometraggi, a cui si aggiungeranno entro breve alcuni “speciali” decisamente più corposi (i più attenti si ricorderanno che avevo già lasciato qualche indizio al riguardo pochi mesi fa).</p>
<p>Come sempre, quando si tratta di dare il via a una nuova serie di articoli è difficile scegliere con cosa cominciare. Alla fine, dopo una strenua lotta a tre, ho optato per un’opera che, nonostante presenti una trama pressoché nulla, mi ha impressionato moltissimo per <em>come</em> è stata realizzata. E non parlo solo di effetti speciali, bensì di montaggio, fotografia, organizzazione del lavoro; insomma, di ossatura. Il cortometraggio in questione s’intitola <em>Ataque de pánico</em> ed è stato realizzato da Federico Alvarez come base per il video musicale dell’omonima canzone degli Snake, gruppo rock uruguaiano. Non mi dilungherò oltre, visto che questa non vuole essere una recensione, ma una semplice segnalazione; e poi, mai come in questo caso, le immagini valgono mille volte di più delle parole. Buona visione.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-dadPWhEhVk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/-dadPWhEhVk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ah, dimenticavo: questo piccolo gioiellino è costato appena 300 Dollari. Cameron, fai il bravo: prendi appunti.</p>
<p>PS: Nuovo Nerd quiz: un penny a chi riconosce a quale (quali?) film appartiene la canzone in sottofondo.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2010/07/19/e-li-chiamano-indi-film-ataque-de-panico/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22ELCIF%3A%20Ataque%20de%20p%C3%A1nico%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2010/07/19/e-li-chiamano-indi-film-ataque-de-panico/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0ASe%20siete%20soliti%20bazzicare%20da%20queste%20parti%2C%20probabilmente%20saprete%20gi%C3%A0%20che%20ogni%20luned%C3%AC%20aggiorno%20la%20sezione%20riservata%20ai%20film%20in%20uscita%20al%20cinema.%20Da%20quest%E2%80%99oggi%2C%20per%C3%B2%2C%20il%20primo%20giorno%20della%20settimana%20vedr%C3%A0%20la%20comparsa%20di%20una%20nuova%20rubrica%2C%20s%C3%AC%20sempre%20dedicata%20al%20mondo%20delle%20immagini%20in%20moviment" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2010/07/19/e-li-chiamano-indi-film-ataque-de-panico/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2010/07/19/e-li-chiamano-indi-film-ataque-de-panico/&amp;t=ELCIF%3A+Ataque+de+p%C3%A1nico" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=ELCIF%3A+Ataque+de+p%C3%A1nico+-+http://tinyurl.com/3yrdqee&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2010/07/19/e-li-chiamano-indi-film-ataque-de-panico/&amp;title=ELCIF%3A+Ataque+de+p%C3%A1nico" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2010/07/19/e-li-chiamano-indi-film-ataque-de-panico/&amp;title=ELCIF%3A+Ataque+de+p%C3%A1nico" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2010/07/19/e-li-chiamano-indi-film-ataque-de-panico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Io VOGLIO vedere questo film!</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2010/07/03/io-voglio-vedere-questo-film/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2010/07/03/io-voglio-vedere-questo-film/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 22:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Fascisti su Marte]]></category>
		<category><![CDATA[Iron Sky]]></category>
		<category><![CDATA[Star Wreck]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=1734</guid>
		<description><![CDATA[Immaginate un essere dalla forma vagamente umanoide, sudaticcio, costretto a lavorare davanti a uno schermo per buona parte della giornata muovendo un mouse che a causa del caldo si sta lentamente fondendo alla mano, mentre con l&#8217;altra tenta una vana caccia un paio di zanzare impertinenti, con il solo risultato di rovesciare per terra un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immaginate un essere dalla forma vagamente umanoide, sudaticcio, costretto a lavorare davanti a uno schermo per buona parte della giornata muovendo un mouse che a causa del caldo si sta lentamente fondendo alla mano, mentre con l&#8217;altra tenta una vana caccia un paio di zanzare impertinenti, con il solo risultato di rovesciare per terra un pantone. Ora aggiungete a questa povera creatura anche un po&#8217; di occhiaie e un sacchetto mezzo vuoto di gallette di farro che gioca all&#8217;equilibrista sul bordo di una scrivania.</p>
<p>Poi succede che il criceto che gira la ruota dentro il suo cervello, in combutta con i quattro neuroni adibiti alle funzioni basilari del corpo (respirare, mangiare, andare al bagno e, ogni tanto, fare sesso) e la particella di sodio della Lete, che passava di lì per sbaglio, decide d&#8217;indire uno sciopero.</p>
<p>Troppo stanco per andare a prendere un gelato (o anche solo per ficcare la testa nel freezer), l&#8217;essere decide di cazzeggiare un po&#8217; su quella trappola chiamata Internet. Ed è lì che gli viene in mente che è da un po&#8217; di tempo che non controlla lo stato dei lavori di un film indipendente finlandese che sta tenendo d&#8217;occhio da quasi due anni.</p>
<p>Un film che parla di Nazisti.</p>
<p>Nazisti desiderosi di vendetta contro chi un tempo li ha sconfitti.</p>
<p>E che quindi in gran segreto stanno costruendo un esercito.</p>
<p>Un esercito composto da centinaia di astronavi.</p>
<p>Astronavi nascoste tra le ombre del &#8220;dark side of the moon&#8221;.</p>
<p>E che si apprestano a decollare da una base a forma di svastica.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>&#8230;</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Cazzo, ma cosa si può chiedere di più?! Insomma, nazisti, astronavi ed esplosioni in un solo film!</p>
<p>Potete quindi immaginarvi l&#8217;immensa gioia del nostro protagonista nello scoprire dell&#8217;uscita di un nuovo teaser trailer del suddetto film, questo:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="490" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DeAfoiN5SDw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="490" height="300" src="http://www.youtube.com/v/DeAfoiN5SDw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Il guaio del trailer in questione è che è così ben realizzato da far venir voglia alla creatura di vedere subito l&#8217;intero film. Peccato solo che la produzione vera e propria non sia ancora partita, fissata com&#8217;è per ottobre di quest&#8217;anno. Problema tipico quando si parla di film indipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a prescidere da ciò, all&#8217;essere sovviene un pensiero, nemmeno troppo originale a dire il vero (dopotutto, cosa vi aspettate con tutto l&#8217;entourage del cervello in sciopero?): com&#8217;è possibile che dei ragazzotti finlandesi con all&#8217;attivo un solo altro lungometraggio (quella piccola perla che risponde al nome di <a href="http://www.starwreck.com/" target="_blank"><em>Star Wreck</em></a>) riescano con quattro soldi a dar vita a qualcosa del genere, quando con la medesima liquidità quei &#8220;geni&#8221; di Hollywood al massimo pagano il cattering del primo giorno di riprese? L&#8217;unica risposta &#8211; pure quella nemmeno troppo originale &#8211; che l&#8217;essere riesce a darsi è che non c&#8217;è effetto speciale ultrarealistico che tenga, quando poi basta un po&#8217; di originalità e di ironia a rendere un prodotto <em>davvero</em> interessante. E Torsonnen, Vuorensola e compagni ne hanno a vendere, a quanto pare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/07/Vuorensola-Timo-Ropecon.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1736" title="Vuorensola Timo Ropecon" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/07/Vuorensola-Timo-Ropecon.jpg" alt="" width="450" height="600" /></a><em>Timo Vuorensola ha <a href="http://blog.starwreck.com/2010/06/18/trekathon/" target="_blank">candidamente ammesso</a> di aver lavorato a Star Wreck senza aver mai visto prima una sola puntata di Star Trek. Genio!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Vabbé, resta il fatto che almeno per un altro paio d&#8217;annetti (se va bene) il nostro essere dalla schieda sudaticcia e le occhiaie grosse come palline da tennis dovrà aspettare. Nell&#8217;attesa, rispolvera il DVD di <em>Fascisti su Marte</em> e si mette a canticchiare la sigla. Forza, tutti insieme!</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="490" height="392" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2fimRgciuLQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="490" height="392" src="http://www.youtube.com/v/2fimRgciuLQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2010/07/03/io-voglio-vedere-questo-film/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22Io%20VOGLIO%20vedere%20questo%20film%21%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2010/07/03/io-voglio-vedere-questo-film/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A Immaginate%20un%20essere%20dalla%20forma%20vagamente%20umanoide%2C%20sudaticcio%2C%20costretto%20a%20lavorare%20davanti%20a%20uno%20schermo%20per%20buona%20parte%20della%20giornata%20muovendo%20un%20mouse%20che%20a%20causa%20del%20caldo%20si%20sta%20lentamente%20fondendo%20alla%20mano%2C%20mentre%20con%20l%27altra%20tenta%20una%20vana%20caccia%20un%20paio%20di%20zanzare%20impertinenti%2C%20con%20il%20so" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2010/07/03/io-voglio-vedere-questo-film/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2010/07/03/io-voglio-vedere-questo-film/&amp;t=Io+VOGLIO+vedere+questo+film%21" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Io+VOGLIO+vedere+questo+film%21+-+http://tinyurl.com/3aa8tuz&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2010/07/03/io-voglio-vedere-questo-film/&amp;title=Io+VOGLIO+vedere+questo+film%21" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2010/07/03/io-voglio-vedere-questo-film/&amp;title=Io+VOGLIO+vedere+questo+film%21" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2010/07/03/io-voglio-vedere-questo-film/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nello spazio nessuno può sentirti fare le puzzette</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2010/06/21/nello-spazio-nessuno-puo-sentirti-fare-le-puzzette/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2010/06/21/nello-spazio-nessuno-puo-sentirti-fare-le-puzzette/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 19:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Demenza senile]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Alien]]></category>
		<category><![CDATA[Alien VS Hunter]]></category>
		<category><![CDATA[Blacl Sheep]]></category>
		<category><![CDATA[Dog soldiers]]></category>
		<category><![CDATA[Ewok]]></category>
		<category><![CDATA[George Lucas]]></category>
		<category><![CDATA[Ginger Snaps]]></category>
		<category><![CDATA[Il ritorno dello Jedi]]></category>
		<category><![CDATA[La cosa]]></category>
		<category><![CDATA[Predator]]></category>
		<category><![CDATA[Space Vampires]]></category>
		<category><![CDATA[Spongebob]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=1659</guid>
		<description><![CDATA[No, non sono scomparso. Semplicemente quello attuale è un periodo denso di lavoro, il che mi porta a dedicare al sito meno tempo di quanto vorrei. Comunque già tra un paio di giorni dovrebbe uscire un bell&#8217;articolone di quelli lunghi lunghi e pieni di spunti interessanti. Nell&#8217;attesa vorrei condividere con voi un&#8217;importante riflessione fatta negli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non sono scomparso. Semplicemente quello attuale è un periodo denso di lavoro, il che mi porta a dedicare al sito meno tempo di quanto vorrei. Comunque già tra un paio di giorni dovrebbe uscire un bell&#8217;articolone di quelli lunghi lunghi e pieni di spunti interessanti.</p>
<p>Nell&#8217;attesa vorrei condividere con voi un&#8217;importante riflessione fatta <span style="text-decoration: line-through;">negli ultimi cinque minuti</span> negli ultimi giorni. Tutto nasce da due chiacchierate con due persone diverse.</p>
<p>La prima è avvenuta via chat con il buon Zweilawyer. O meglio, più che dalla chiacchierata in sé, lo spunto è nato da un film da lui citato e che avevo già avuto la &#8220;fortuna&#8221; di vedere: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Yjc2MNxABqc" target="_blank">Alien VS Hunter</a>. Per chi non lo sapesse, si tratta di una delle pellicole più trash degli ultimi anni, per quanto il mio mito in tal senso rimane <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VP3xLsmKnHc" target="_blank">Black Sheep</a>.</p>
<p>La seconda chiacchierata l&#8217;ho avuta sabato scorso con Luca Tarenzi, con il quale a un certo punto mi sono addentrato nell&#8217;argomento filmografia horror, sottosezione lupi mannari e affini, culminato nel classico scambio di film da vedere assolutamente (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=R_0Ej5N-hFQ" target="_blank">Dog Soldiers</a> per Luca, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uN86SzY5RCk" target="_blank">Ginger Snaps</a> per il sottoscritto).</p>
<p>Fatto sta che l&#8217;indigestione di film avuta nell&#8217;ultimo week-end – ieri sono infatti andato al festival ICS di Stresa, sparandomi qualcosa come sette ore di film indipendenti, un paio di buona, se non ottima fattura (<em>Taxiphone</em> di Mohammed Soudani e <em>L&#8217;uomo fiammifero</em> di Marco Chiarini) e un terzo rivelatosi una vaccata colossale pseudointellettualoide in portoghese sottotilato dalla bellezza di due ore e mezza, tale <em>Aquele querido mês de Agosto</em> di Miguel Gomes – dicevo, la sopracitata indigestione di film mi ha portato a un quesito, anzi IL quesito: ma quale sarà mai la creatura aliena più pericolosa mai partorita da mente umana? Lo so, roba da alta filosofia ^_^</p>
<p>Comunque, ho cominciato a fare mente locale, scartando di volta in volta i vari candidati.</p>
<p>Lo Xenomorfo di Giger? Naaa, troppo scontato, e poi bisognerebbe stabilire quali delle sue mille e più varianti sia la peggiore.</p>
<p>Il Predator?  Ma per favore.</p>
<p>I vampiri di <em>Space Vampires</em>? No, perché non sono abbastanza gnokki come Edward.</p>
<p>La Cosa? Eh, si comincia a ragionare&#8230;</p>
<p>Spongebob? In effetti dopo averlo visto <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mkEi-aQn6-Q" target="_blank">in azione con il Death Note</a> la sua carica dark mi ha colpito.</p>
<p>Alla fine, però, sono giunto alla conclusione che solo una razza raccoglie dentro di sé tutte le qualità fondamentali per renderla il peggior pericolo dell&#8217;universo: gli Ewoks! Sì, proprio quei teneri orsacchiotti ideati da George Lucas durante un trip e piazzati dentro <em>Il ritorno dello Jedi</em> senza ragione logica che non fosse la successiva vendita dei gadget (chiamalo scemo).</p>
<p>Che dite? Non ci credete? E allora eccovi le prove. Ma vi avverto, le immagini sono forti e rivolte a un solo pubblico adulto (così se passa qualche bel moralista non mi può accusare di non essere stato avvertito ^_^).</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CRm7yuVWM-A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/CRm7yuVWM-A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Non so voi, ma per quanto mi riguarda da oggi in poi guarderò quei batuffoli di pelo con occhi diversi&#8230;</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2010/06/21/nello-spazio-nessuno-puo-sentirti-fare-le-puzzette/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22Nello%20spazio%20nessuno%20pu%C3%B2%20sentirti%20fare%20le%20puzzette%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2010/06/21/nello-spazio-nessuno-puo-sentirti-fare-le-puzzette/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A No%2C%20non%20sono%20scomparso.%20Semplicemente%20quello%20attuale%20%C3%A8%20un%20periodo%20denso%20di%20lavoro%2C%20il%20che%20mi%20porta%20a%20dedicare%20al%20sito%20meno%20tempo%20di%20quanto%20vorrei.%20Comunque%20gi%C3%A0%20tra%20un%20paio%20di%20giorni%20dovrebbe%20uscire%20un%20bell%27articolone%20di%20quelli%20lunghi%20lunghi%20e%20pieni%20di%20spunti%20interessanti.%0D%0A%0D%0ANell%27attesa%20vorrei%20con" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2010/06/21/nello-spazio-nessuno-puo-sentirti-fare-le-puzzette/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2010/06/21/nello-spazio-nessuno-puo-sentirti-fare-le-puzzette/&amp;t=Nello+spazio+nessuno+pu%C3%B2+sentirti+fare+le+puzzette" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Nello+spazio+nessuno+pu%C3%B2+sentirti+fare+le+puzzette+-+http://tinyurl.com/3abkvoh&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2010/06/21/nello-spazio-nessuno-puo-sentirti-fare-le-puzzette/&amp;title=Nello+spazio+nessuno+pu%C3%B2+sentirti+fare+le+puzzette" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2010/06/21/nello-spazio-nessuno-puo-sentirti-fare-le-puzzette/&amp;title=Nello+spazio+nessuno+pu%C3%B2+sentirti+fare+le+puzzette" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2010/06/21/nello-spazio-nessuno-puo-sentirti-fare-le-puzzette/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>And the winner is&#8230;</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2010/04/23/and-the-winner-is-2/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2010/04/23/and-the-winner-is-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 20:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Alien]]></category>
		<category><![CDATA[Avatar]]></category>
		<category><![CDATA[District 9]]></category>
		<category><![CDATA[Duncan Jones]]></category>
		<category><![CDATA[James Cameron]]></category>
		<category><![CDATA[Moon]]></category>
		<category><![CDATA[Neill Bloomkamp]]></category>
		<category><![CDATA[Terminator]]></category>
		<category><![CDATA[The abyss]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=1442</guid>
		<description><![CDATA[Articolo di transizione, questo. Anzi, diciamo pure che rappresenta uno dei rimasugli ereditati da prima del cambio di rotta annunciato lo scorso mese. In origine infatti quanto segue sarebbe dovuto essere la recensione di Avatar, annunciata l’anno scorso al momento dell’articolo su District 9. E ci ho provato a scriverla, lo giuro! Solo che ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo di transizione, questo. Anzi, diciamo pure che rappresenta uno dei rimasugli ereditati da prima del cambio di  rotta annunciato lo scorso mese. In origine infatti quanto segue sarebbe dovuto essere la recensione di <em>Avatar</em>, annunciata l’anno scorso al momento dell’<a href="http://infinitisentieri.com/2009/10/05/recensione-district-9/" target="_blank">articolo su <em>District 9</em></a>. E ci ho provato a scriverla, lo giuro! Solo che ogni volta che mi mettevo a lavorare sull’ultima fatica di mr. Titanic, venivo colto da una forma acuta di Chimelofafarite, morbo trasmesso dalle opere di qualità infima. Sì, perché per il sottoscritto <em>Avatar</em> rientra proprio in tale categoria. Anzi, sarò più specifico: reputo <em>Avatar</em> la più grande baracconata montata ad arte nella storia del cinema.</p>
<p>Oh, che goduria. Ma lo sapete che già mi sento meglio? Comunque, per quanto l&#8217;idea di un articolo caterpillar mi solleticasse non poco, alla fine ho preferito dar vita a questa personale classifica dei tre film di Fantascienza più importanti dell’anno passato. E chi se ne frega se siamo già ad Aprile. L’ho detto dopotutto che oggi il convento passa gli avanzi, o no?</p>
<h3>3° posto: Avatar</h3>
<p><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/04/Avatar.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-1505" title="Avatar" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/04/Avatar.jpg" alt="" width="200" height="298" /></a>Lo so, lo so. Poche righe più sopra l’ho definito una baracconata. Perché allora inserirlo in classifica? Semplice: non ho detto che parlerò dei film di Fantascienza più belli del 2009, ma di quelli più importanti. Perché è indubbio che, a livello d’impatto, l’opera di Cameron sia un peso massimo, e non solo per i trilioni spesi nella sua realizzazione. <em>Avatar</em>, infatti, con tutta la sua tecnologia all’avanguardia, è riuscito in una vera e propria impresa: riportare il cinema indietro di un secolo e mezzo.</p>
<p>Un paradosso? Nemmeno troppo. Avete in mente gli spettacoli dei fratelli Lumière, quelli dove gli spettatori venivano colti dal panico alla vista di un treno che avanzava minaccioso verso la telecamera? Ecco, fatte le dovute proporzioni, la visione di <em>Avatar</em> suscita una sensazione di straniamento molto simile. Il problema, però, è che i fratelli Lumière non facevano cinema, non almeno per come lo intendiamo oggi, tanto che buona parte delle loro produzioni, soprattutto quelle dei primi anni, vengono correttamente definite “vedute animate”. I loro erano soprattutto esperimenti, giochi; per quanto serissimi nel metodo, sia chiaro. Ecco, <em>Avatar</em> è la stessa cosa: nulla più di un giocattolone, magari per qualcuno anche divertente, ma davvero difficile da elevare al rango di Cinema con la C maiuscola, penalizzato com’è da una sceneggiatura lacunosa quando non spudoratamente scopiazzata (chi ha detto <em>Pocahontas</em>?), una recitazione media di livello basso (solo la Weaver si salva) e da una quasi totale mancanza d’inventiva scenografica (e chi dice il contrario significa che non ha mai letto o visto nulla di <em>davvero</em> weird). Dopotutto,  come giudicare altrimenti un film la cui unica idea decente sono i capelli con la presa USB?</p>
<p>Per quanto <em>Avatar</em> sfiori in certi punti l’imbarazzante (la scena della diserzione non punita è a un livello di ridicolo raggiunto solo da pochi B-Movies), è tuttavia una pellicola destinata a lasciare il segno. Ma un segno negativo, per quanto mi riguarda, visto che reputo il 3D pressoché inutile, nulla più di una scusa per gli attuali registi a ricevere finanziamenti dai produttori (a quanto un <em>Vacanze di Natale</em> in 3D?). L’importanza di questo film, quindi, non rientra tanto in sue qualità intrinseche, quanto nel fatto di essere semplicemente arrivato per primo. Che dite? Vi ricorda un certo “caso editoriale” tutto italiano? Ma vaaa&#8230; ^_^</p>
<p>Ah, giusto per farsi quattro risate, in giro per la rete ho trovato più di una persona, pardon, più di un fanboy intento a osteggiare l’accusa di banalità, definendo invece <em>Avatar</em> come un film archetipico. Che dite, facepalm? Sì, decisamente facepalm.</p>
<h3>2° posto: District 9</h3>
<p><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/08/Distric-9.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-700" title="District 9" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/08/Distric-9.jpg" alt="" width="200" height="283" /></a>Su <em>District</em> 9 non mi dilungherò troppo, visto che ne ho già ampiamente parlato nella recensione citata a inizio articolo. Mi limiterò invece a spiegare le mie ragioni per affibbiargli la medaglia d’argento, e per farlo partirò da una considerazione personale.</p>
<p>Quando circa due anni fa si cominciò a parlare di questa pellicola e dopo averne saggiato le prime immagini, mi immaginai un film rivolto soprattutto a un pubblico per così dire, passatemi il termine, “raffinato”. Dopotutto già il cortometraggio da cui era tratto, per stile di regia e intelligenza dei contenuti, si discostava prepotentemente dai prodotti più commerciali.</p>
<p>E invece no. <em>District 9</em> è riuscito a fondere (quasi) alla perfezione, sia a livello visivo che di sceneggiatura, due anime apparentemente inconciliabili: quella da Hard Science Fiction e quella più poppettara, per quanto la lancetta tenda verso quest’ultima. Lo ammetto, un po’ la cosa mi straniò al momento della visione al cinema. Mi sentii come tradito. Ma con il senno di poi dico: che importa? <em>District 9</em>, dopotutto, è un film che se ne frega di simili vincoli (gabbie, le chiamerebbe forse qualcuno di mia “conoscenza”). Il risultato è un film semplice nel messaggio, ma che riesce a rifuggire con furbizia dalla trappola della banalità. Come ho più volte ripetuto anche su altri lidi, <em>District 9</em> è un film che, pur avendo l’uomo medio come referente principale, non si fa problemi a proporre un protagonista che per una volta tanto non è la solita macchietta; ma soprattutto non si fa problemi a lasciare irrisolti alcuni quesiti, affidando all’intelligenza dello spettatore il compito di cogliere i molti indizi sparsi durante la visione e risolvere il rebus finale.</p>
<p>Insomma, come accennato all’inizio, la parola d’ordine di <em>District 9</em> è fusione. Fusione di generi, sì, ma anche di contenuto, il tutto mantenendo al contempo un invidiabile equilibrio tra semplicità del messaggio e complessità sia dei personaggi sia della macrostoria che fa da sfondo alle vicende del protagonista. Un’impresa non semplice per un regista quasi esordiente.</p>
<h3>1° posto: Moon</h3>
<p><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/04/Moon.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-1506" title="Moon" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/04/Moon.jpg" alt="" width="200" height="296" /></a>Ok, alzi la mano chi ha avuto la fortuna di vedere <em>Moon</em> al cinema.</p>
<p>…</p>
<p>…</p>
<p>…</p>
<p>Come sospettavo: quattro gatti. Già, perché <em>Moon</em>, purtroppo, rientra in quella lunghissima lista di pellicole di qualità penalizzate però già in partenza da un battage pubblicitario quasi assente. Perché allora questo suo primo posto? Perché al pari di <em>Avatar</em> anche <em>Moon</em> compie un salto indietro nel tempo, ma lo fa in una maniera diversa.</p>
<p>La pellicola di Duncan Jones attinge infatti a piene mani dalla Fantascienza – quella vera, quella con la F maiuscola – degli anni Sessanta e Settanta, da <em>2001: Odissea nello spazio<em> a </em>2002: La seconda odissea</em> (che a dispetto del pessimo titolo italiano NON è il seguito del film di Kubrick; quello è <em>2010: L’anno del contatto</em>), il tutto passando per <em>Atmosfera Zero</em> (poi io ci vedo anche un po’ di <em>Saturn 3</em>, che però come film non è che fosse proprio il massimo della vita, anzi). Rimandi al passato evidenziati anche dalla scelta dei colori, visto l’uso predominante di tonalità bianche e nere. Di più: <em>Moon</em> è uno dei film a colori con meno colori che abbia mai visto. Tutto ciò, unito all’ottima interpretazione di un Sam Rockwell in stato di grazia (come quasi sempre, dopotutto) e a una trama solida per quanto non originalissima, porta il film di Duncan Jones sul gradino più alto del podio.</p>
<p>Proprio i personaggi sono il fiore all’occhiello di <em>Moon</em>. Non ci troviamo infatti di fronte a una di quelle pellicole che si reggono sulle incerte gambe dei colpi di scena. Al contrario, <em>Moon</em> è un film fondato sui dialoghi. Ma soprattutto, <em>Moon</em> è un film intriso di umanità senza, paradossalmente, avere tra i protagonisti un solo vero essere umano (nessuno spoiler, tranquilli: la vera natura del protagonista viene svelata dopo nemmeno un quarto d’ora). Così alla fine non sorprende che il personaggio più umano risulti essere GERTY, un’intelligenza artificiale il cui unico obiettivo è difendere i suoi “figli” (a tal proposito, se potete guardatevi il film in inglese, così da godervi la bellissima voce di Kevin Spacey nei panni di GERTY).</p>
<p>Moon è tutto questo: un film che, pur all&#8217;interno di uno schema collaudato, riesce a colpire lo spettatore grazie alla forza di personaggi ottimamente costruiti. Peccato solo per quelle voci fuoricampo durante l&#8217;epilogo. C&#8217;era davvero bisogno di usare questo (pessimo) stratagemma per raccontare il finale del film? Non si poteva chiudere il tutto lasciando lo spettatore nel dubbio, così da accrescere il clima di solitudine che fa da sfondo alle disavventure di Sam?</p>
<p>A prescindere da ciò, il mio consiglio è solo uno: correte a guardarlo.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8c3nWrCM2Xc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/8c3nWrCM2Xc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h3>Elucubrazioni finali</h3>
<p>Questi tre film, per quanto diversissimi gli uni dagli altri, sono legati da un filo rosso. Anzi due, che però si muovono in direzioni contrarie.</p>
<p>La prima riflessione che mi viene da fare riguarda Cameron. Ammetto che un po’ mi sorprende vedere come i suoi film di maggior successo (che equivalgono poi ai film di maggior successo della storia del cinema) siano anche le sue pellicole peggiori. E non peggiori perché lo dico io, ma perché è la naturale conclusione a cui arriverebbe chiunque non abbia le fette di salame sugli occhi (per quanto il mondo sia pieno di fanboys e fangirls incapaci di ammettere che le sceneggiature di <em>Titanic</em> e <em>Avatar</em> fanno pena).</p>
<p>E dire che Cameron, quando ci si mette, la Fantascienza la sa trattare e pure bene, a prescindere che si parli di androidi venuti dal futuro (<em>Terminator</em> 1 e 2, rarissimo caso di seguito migliore del pur buon capostipite), di alieni assetati di sangue (<em>Aliens</em> “escono dalle fottute pareti” <em>Scontro Finale</em>) o di incontri ravvicinati del terzo tipo (<em>The abyss</em>, che tra l’altro fu un mezzo flop al botteghino). Che sia allora vero che il grande pubblico è composto per lo più da pecoroni che giudicano la bellezza di un film soltanto dalla patina esterna?</p>
<p>Seconda riflessione, secondo filo. <em>District 9</em> e <em>Moon</em>, il primo per tematiche e il secondo per stile di regia, sono ottime pellicole che attingono a piene mani dalla Fantascienza vecchia scuola. La cosa assurda è che entrambe sono state dirette da esordienti del grande schermo. Ora, la mia domanda è: dobbiamo forse temere che tra quindici o vent’anni pure Neill Blomkamp e Duncan Jones si daranno alla Fantascienza brocca? No, ditemelo, che almeno mi preparo psicologicamente.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2010/04/23/and-the-winner-is-2/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22And%20the%20winner%20is...%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2010/04/23/and-the-winner-is-2/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A Articolo%20di%20transizione%2C%20questo.%20Anzi%2C%20diciamo%20pure%20che%20rappresenta%20uno%20dei%20rimasugli%20ereditati%20da%20prima%20del%20cambio%20di%20%20rotta%20annunciato%20lo%20scorso%20mese.%20In%20origine%20infatti%20quanto%20segue%20sarebbe%20dovuto%20essere%20la%20recensione%20di%20Avatar%2C%20annunciata%20l%E2%80%99anno%20scorso%20al%20momento%20dell%E2%80%99articolo%20su%20District%209." rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2010/04/23/and-the-winner-is-2/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2010/04/23/and-the-winner-is-2/&amp;t=And+the+winner+is..." rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=And+the+winner+is...+-+http://tinyurl.com/37kxfdu&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2010/04/23/and-the-winner-is-2/&amp;title=And+the+winner+is..." rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2010/04/23/and-the-winner-is-2/&amp;title=And+the+winner+is..." rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2010/04/23/and-the-winner-is-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>17</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quale critica? Atto terzo: il ritorno der Monnezza del monnezzone</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2010/01/26/quale-critica-atto-terzo-il-ritorno-der-monnezza-del-monnezzone/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2010/01/26/quale-critica-atto-terzo-il-ritorno-der-monnezza-del-monnezzone/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 23:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Fantastico]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[andrea cortellessa]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[d'Andrea G.L.]]></category>
		<category><![CDATA[monnezzone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=1109</guid>
		<description><![CDATA[L’articolo che segue è probabilmente quello che ha subito il maggior numero di rimaneggiamenti nella storia di Infiniti Sentieri. All’inizio avevo in mente di scrivere un pezzo con alcune considerazioni generali sul panorama della narrativa fantastica nel 2009. Poi, però, negli stessi giorni in cui buttavo giù le idee per quell’articolo, ecco scoppiare il “caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’articolo che segue è probabilmente quello che ha subito il maggior numero di rimaneggiamenti nella storia di Infiniti Sentieri. All’inizio avevo in mente di scrivere un pezzo con alcune considerazioni generali sul panorama della narrativa fantastica nel 2009. Poi, però, negli stessi giorni in cui buttavo giù le idee per quell’articolo, ecco scoppiare il “caso Monnezzone”, partito pressoché in contemporanea dai siti di <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/12/22/il-ritorno-del-monnezzone/" target="_blank">Loredana Lipperini</a> e <a href="http://wunderkindtrilogy.blogspot.com/2009/12/at-dawn-they-slepp.html" target="_blank">d’Andrea G.L.</a>, a cui si sono poi aggiunti una serie di articoli che con quell’argomento hanno poco o nulla a che fare, ma con il rapporto lettore-critica ne hanno eccome. In questa sede vorrei mettere in luce alcuni aspetti a mio avviso rimasti un po’ nell’ombra nelle discussioni di cui sopra, seppur meritevoli d’attenzione. Ne consegue che non intendo proporre un’argomentazione esaustiva, quanto degli spunti di riflessione, mediati, inutile dirlo, dal mio personalissimo punto di vista.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/01/Er_monnezza_che_urla.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1110" title="Er_monnezza_che_urla" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/01/Er_monnezza_che_urla.jpg" alt="" width="500" height="268" /></a><em>No, Thomas, non si sta parlando di te.</em></p>
<h3>CAPITOLO I: Un brutto biglietto da visita</h3>
<p style="text-align: justify;">Partirò alla lontana, vi avviso.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte, entrando in certe librerie e avvicinandomi al reparto Fantasy, vengo colto da un terribile senso di vergogna. E non perché reputi quei libri figli di un dio minore, ma per il modo in cui il genere che tanto amo viene trattato. Non mi sorprendo, quindi, se la maggior parte delle persone non avvezze al Fantastico colleghi la parola “fantasy” a draghi ed elfi, se non addirittura a storie smaccatamente rivolte a un pubblico giovane o, peggio ancora, infantile; insomma, nulla più di una letteratura d’evasione sempre uguale a se stessa.</p>
<p style="text-align: center;">[See post to watch Flash video]
<p style="text-align: center;"><em>A volte entrando in una libreria mi sento come Antonio Albanese ne “L’uomo d’acqua dolce”, con una sola differenza: io ballo molto peggio.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ahimé, capisco simili posizioni, pur non giustificandole. Dopotutto è innegabile che buona parte del Fantasy venga presentato proprio attraverso i soliti cliché: amazzoni vestite di tanga in pelo d’orso con in mano spadoni tre volte più grandi di loro, draghi che s’azzannano, maghi perennemente vestiti con saio e cappuccio e con l’immancabile bastone di legno&#8230; In effetti a guardare le copertine di certi volumi pare di trovarsi di fronte più a dei poster, magari bellissimi, ma pur sempre semplici poster. Una copertina, pardon, una <span style="text-decoration: underline;">buona</span> copertina dovrebbe infatti riassumere in sé non solo ciò di cui il libro parla, ma anche l’essenza del medesimo. Disegnare copertine è un lavoro difficilissimo e non basta ficcarci dentro i soliti stereotipi. Ecco perché, per fare un esempio, le copertine realizzate da un Paolo Barbieri o un Keith Parkinson, per quanto di pregevolissima fattura, mi lasciano un po’ indifferente (non tutte, sia chiaro), al contrario, non so, di quelle di un Federico Aliberti o un John Jude Palencar (ma anche qui vale il discorso di prima, seppur al contrario, vedi i libri di Paolini).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/01/Eragon-.jpg" rel="lightbox"><img class="size-full wp-image-1111 aligncenter" title="Eragon" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/01/Eragon-.jpg" alt="" width="200" height="297" /></a><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/01/Dardoerosanewg.jpg" rel="lightbox"><img class="size-full wp-image-1112  aligncenter" title="Dardoerosanewg" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/01/Dardoerosanewg.jpg" alt="" width="200" height="305" /></a><em>Due copertine di John Jude Palencar. La prima è come se recitasse “Questo è un romanzo Fantasy modello standard n° 364359/B”. La seconda, invece, “Donne nude e tanto sesso”, che è già di per sé più originale </em>^_^</p>
<p style="text-align: justify;">Perché parto dalle copertine? Semplice: perché esse rappresentano il primo contatto che il genere crea con i possibili lettori, ne sono una sorta di biglietto da visita. Ora, è indubbio che se il 99% delle copertine sono tutte uguali la gente finirà per pensare che lo siano anche i romanzi al loro interno. Non ci credete? Provate a passare davanti al settore Harmony e poi ditemi se automaticamente non vi viene da pensare alla medesima cosa. Che dite? Harmony è una collana e come tale non può essere raffrontata con un genere? Giustissimo, e infatti è proprio qui che vi volevo. Perché il rischio – che a giudicare dai commenti dei vari Cortellessa &amp; Company non è tanto campato in aria – è che un genere come il Fantasy venga ridotto a livello di percezione come una collana, una serie di libri caratterizzati tutti dalla medesima struttura narrativa. Insomma, detto in poche parole, la prima immagine che il Fantasy crea attorno a sé è quella di una letteratura da “catena di montaggio”, puramente manieristica e carente di elementi innovativi. Non sorprendiamoci quindi se poi Cortellessa afferma che «il 95% della comunicazione libraria e il 95% dello spazio espositivo privilegiato nei punti vendita è militarmente appaltato a “draghi, complotti, maghetti”?», il tutto portando al collegamento – errato, lo sottolineo – maghetto = letteratura di serie B. Ma questo è solo un dettaglio. Il discorso, lo accennavo in fase introduttiva, è molto più ampio e coglie molteplici aspetti.</p>
<h3>CAPITOLO II: Esiste il monnezzone?</h3>
<p style="text-align: justify;">Alcuni giorni fa scrivevo sul blog di Francesco Dimitri che l’attenzione di noi appassionati di narrativa fantastica dovrebbe rivolgersi più verso le case editrici piuttosto che nei confronti di critici o giornalisti dotati magari di una vastissima cultura, ma con scarsa dimestichezza con il genere da noi tanto amato. La ragione si collega a quanto sopra scritto: se vogliamo che la narrativa fantastica tout court si lasci alle spalle l’immagine da catena di montaggio dobbiamo essere <em>noi</em> i primi a fare ciò. Se una casa editrice basa tutta la sua campagna sugli stereotipi o proponendo le sue giovani leve sempre come i novelli Tolkien, beh, allora significa che a loro questa situazione va benissimo. Quindi, se già i nostri “esperti del settore” hanno scarso rispetto per quanto da loro pubblicato, come possiamo aspettarci una maggiore intelligenza da parte dei non addetti? Facciamo un altro esempio, altrimenti queste rimangono parole al vento prive di appigli con la realtà. Poche settimane fa Intermezzi editore ha pubblicato un bando, (<a href="http://www.intermezzieditore.it/blog/?p=1088" target="_blank">QUESTO</a>). Bene, leggetelo e poi ditemi se non è un agglomerato di mancanza di rispetto verso il genere da lei stessa pubblicato. Altro esempio di scarsa lungimiranza? Che ne dite del fatto che uno scrittore sulla bocca di tutti come China Miéville non viene ristampato da Fanucci? O dell’assenza in Italia di un certo Sapkowski? Ecco, questo è il potere delle case editrici, un potere tale da veicolare non solo quello viene o non viene pubblicato, ma anche il <em>come</em> viene pubblicato, andando, pertanto, ad influenzare l’opinione che la gente si farà riguardo il contenuto della narrativa fantastica. Un lettore occasionale che vede 9 libri su 10 presentare sostanzialmente la stessa trama (e sono già molto ottimista), che voglia pensate possa avere di mettersi a cercare quell’unico libro <em>davvero</em> originale?</p>
<p style="text-align: justify;">Sdoganare la narrativa fantastica significa anche questo: sottolineare le differenze al suo interno, far capire che a fianco di elfi e draghi ci sono libri dove ditte di demolizioni aliene, a causa di qualche “disguido” burocratico, causano l’estinzione della razza umana, dove uomini che si risvegliano da un malore scoprono che il proprio figlio in verità non è mai esistito, dove donne che possiedono il “dono” di provare un piacere immenso dal dolore vengono addestrate come spie puttane, e molto altro ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema, però, è che molto spesso è lo stesso fruitore di narrativa fantastica a storcere il naso quando gli si propone qualcosa di davvero originale e lontano dai soliti cliché. Racconto di vita: tempo fa mi ero messo a parlare di Steampunk e New Weird a un conoscente, lettore anche lui di Fantasy. La sua reazione è stata &#8211; parole testuali &#8211; “Ma questo non è Fantasy!”. Ohibò, e io che pensavo che un libro Fantasy avesse il privilegio di poter uscire da qualsiasi schema precostituito! A quanto pare mi sbagliavo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/01/weird_eyes.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1113" title="weird_eyes" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/01/weird_eyes.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a><em>Spiacente, amico, ma sei troppo originale per diventare un personaggio fantasy.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il medesimo discorso va poi applicato agli altri operatori, come quei siti che sostengono di non recensire opere pubblicate dietro pagamento, ma che poi fanno l’esatto contrario. O ancora, che dire di quegli autori come Ghirardi che affermano di scrivere Fantasy perché lo considerano un genere facile? Io non dico che i vari Cortellessa siano da ignorare (dopotutto già il titolo di questo articolo dovrebbe far intuire che non è la prima volta che mi soffermo sull’argomento), dico solo che non sono loro la priorità. Prima le cose vanno cambiate dall’interno.</p>
<p style="text-align: center;"><object id="playlist" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="512" height="308" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="playlist" /><param name="flashvars" value="usefullscreen=true&amp;file=http://www.booksweb.tv/content/getJWVodXml/content_id/473&amp;displayheight=288&amp;backcolor=0xffffff&amp;frontcolor=0x333333&amp;lightcolor=0xee2c74&amp;overstretch=false&amp;thumbsinplaylist=false&amp;shuffle=false&amp;repeat=list&amp;enablejs=true&amp;javascriptid=playlist&amp;autostart=false&amp;autoscroll=false&amp;image=http://static002.ksoft.tv/production.booksweb/uploads/thumbnails/c9e2290d845b0a84a1125f4598e9dcd7.jpg" /><param name="src" value="http://www.booksweb.tv/theme/booksweb/flash/player_4_3.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed id="playlist" type="application/x-shockwave-flash" width="512" height="308" src="http://www.booksweb.tv/theme/booksweb/flash/player_4_3.swf" quality="high" allowfullscreen="true" flashvars="usefullscreen=true&amp;file=http://www.booksweb.tv/content/getJWVodXml/content_id/473&amp;displayheight=288&amp;backcolor=0xffffff&amp;frontcolor=0x333333&amp;lightcolor=0xee2c74&amp;overstretch=false&amp;thumbsinplaylist=false&amp;shuffle=false&amp;repeat=list&amp;enablejs=true&amp;javascriptid=playlist&amp;autostart=false&amp;autoscroll=false&amp;image=http://static002.ksoft.tv/production.booksweb/uploads/thumbnails/c9e2290d845b0a84a1125f4598e9dcd7.jpg" name="playlist"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><em>“Come mai un Fantasy?” “Beh, perché un Fantasy mi sembra più, cioè, più semplice”. Rabbrividiamo&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, per tornare alla domanda che dà il titolo a questa prima parte, esiste il monnezzone? Per quanto mi riguarda la risposta è: sì, esiste, e rappresenta anche più del 90% della narrativa fantastica (ma non solo) presente nelle librerie. L’unica differenza tra me e Cortellessa è che io non lo identifico in un genere narrativo piuttosto che un altro, bensì nei singoli volumi.</p>
<h3>CAPITOLO III: Difendere cosa?</h3>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro: quando io sento definire la narrativa fantastica, presa nella sua interezza – che è già di per sé un errore di metodo – come un genere minore, un ammasso di storielle sceme per bamboccioni o peggio ancora, beh, in quei casi m’incazzo. Tuttavia non intendo in alcun modo difendere il genere.</p>
<p style="text-align: justify;">No, non è un paradosso. Come già accennato nel precedente capitolo, io preferisco distinguere tra buoni e brutti libri (o film), e giammai tra buoni e brutti generi, distinzione che ripudio con tutte le mie forze. Difendere un intero genere significherebbe infatti difendere anche quei libri che non godono del mio piacere, ovvero la mia personalissima lista di monnezzoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima una precisazione: io non sono tra quelli che ritiene che in un mondo perfetto i monnezzoni non dovrebbero esistere. Tuttavia sono anche dell’opinione che un monnezzone vada trattato per quello che è: un libro di scarsa qualità artistica e che nulla aggiunge al panorama letterario/cinematografico. Insomma, in questa categoria io c’infilo sia i libri/film veramente brutti che quelli scritti/diretti in maniera onesta, da autori che magari sono pure consci dei propri limiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che invece non mi va giù è quando un autore di monnezzoni viene elevato a nuovo astro nascente del mondo della narrativa o come grande innovatore del panorama. Ecco, purtroppo la situazione in Italia, per come la vedo io, è molto simile a questa seconda posizione. Sebbene il nostro mercato conti una netta, nettissima prevalenza di monnezzoni, in giro si leggono un sacco di commenti entusiasti sullo stato del fantastico in Italia. E la cosa assume tratti ancora più grotteschi nel vedere come moltissimi di questi autori si diano continue pacche sulle spalle per sostenersi a vicenda, perché tanto l’importante è che il mercato cresca, e chi se ne frega se si muove nella direzione sbagliata.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale situazione nasce soprattutto da una scarsa presa di coscienza da parte degli autori stessi, molti dei quali non hanno stimoli a migliorare proprio per il fatto di essere stati pubblicati (Strazzulla docet). Insomma, manca l’onestà intellettuale propria di un genuino autore di monnezzone.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo di nuovo gli Harmony. Chi scrive per Harmony sa benissimo che il suo libro sarà catalogato come letteratura marginale, per usare la classificazione di Spinazzola. In questo caso, è la pubblicazione medesima a determinare il livello qualitativo dell’opera agli occhi del lettore. E sia chiaro: io provo grandissimo rispetto per un autore di Harmony, perché è uno scrittore conscio dei propri limiti, uno scrittore che non si erge sopra nessun piedistallo (e come potrebbe, dopotutto?), insomma uno scrittore onesto. Invece con gli autori italiani (molti, non tutti) ciò non accade. Anzi, alcuni autori di monnezzoni, di fronte alle parole di Cortellessa, si sono pure indignati (sia chiaro, giusto per evitare sterili polemiche: qui mi riferisco solo a coloro che ho letto integralmente; su tutti gli altri non mi esprimo).</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò, lo dico in tutta sincerità, mi fa sorridere, in quanto significa che costoro non hanno nemmeno coscienza dello stato penoso in cui si trova la narrativa italiana, fossilizzata com’è su topoi vecchi di decenni e che non aggiungono assolutamente nulla al panorama artistico, anzi, non fanno altro che svilirlo. Ecco perché trovo inutile l’iniziativa partita dal blog di Eleas volta a recensione libri non di ambito fantastico per dimostrare la propria “elasticità mentale”. Come ho già scritto sul <a href="http://francescodimitri.wordpress.com/2009/12/30/perche-non-voglio-essere-legittimato/" target="_blank">blog di Francesco Dimitri</a>, non sento alcun bisogno di dimostrare di leggere anche altro nella vita. Lo so e questo mi basta. Ma soprattutto non vedo perché dovrei mettermi sullo stesso piano di chi sbaglia (e qui mi riferisco a Cortellessa) per dimostrare la mia veridicità. Ma grazie al cielo non sono l’unico a pensarla così, come dimostra il link di cui sopra.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, prima di mettersi a difendere a spada tratta il fantastico in Italia, sarebbe il caso di fermarsi e riflettere sugli errori che stanno commettendo i nostri “esperti del settore”. Altri esempi? Il fatto che molti libri vengano pubblicati dopo editing penosi, l’assoluta mancanza di voglia di migliorare da parte di alcuni autori, il continuo paragone con scrittori di un passato ormai morto (leggasi Tolkien)&#8230; Devo continuare?</p>
<p style="text-align: justify;">Ripeto quanto già scritto: io a difendere il Fantasy italiano non ci penso proprio, e questo perché sono dell’idea che il Fantasy italiano non esista. A me che un libro sia italiano, inglese, cileno o austro-ungarico non importa un fico secco. A me interessa solo leggere buoni libri, senza bisogno di legittimazioni di alcuni tipo, per riprendere sempre le parole di Dimitri. E se si vuole dimostrare il valore della narrativa fantastica, allora c&#8217;è una sola cosa da fare: cominciare a scrivere buoni libri, anziché continuare a lamentarsi dei critici.</p>
<h3>CAPITOLO IV: Quale speranza?</h3>
<p style="text-align: justify;">Alcune settimane fa stavo facendo colazione a base di latte (rigorosamente freddo, <em>mai</em> riscaldato), yogurt (causa stramaledettissimo dente del giudizio che m’impediva di mangiare qualsiasi così con una consistenza superiore) e giornale (dio, che immagine snob&#8230;). Disquisizioni a parte su pasti e problemi dentali, la mia attenzione finisce su un articolo di Nicola Langioia intitolato “aNobii: critici addio, la recensione la facciamo noi”. Per la cronaca, lo potete leggere <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2411439&amp;yy=2010&amp;mm=01&amp;dd=03&amp;title=anobii_critici_addio_la_recens" target="_blank">QUI</a>. C’è un passaggio, nel finale, che riassume alla perfezione il mio pensiero riguardo l’importanza della critica di mestiere al giorno d’oggi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">I commentatori italiani di aNobii, al contrario – troppo numerosi per non rompere il recinto di intellettuali, scrittori e aspiranti tali in cui spesso sono chiusi anche i lit blog – sono lettori accaniti e disinteressati, e mostrano di avere attraversato l’intera esperienza di un libro: hanno speso soldi per acquistarlo, e tempo per leggerlo, lo hanno davvero amato o detestato, e spesso con competenza e senza inutili puzze sotto al naso restituiscono una passione e un’intelligenza che risultano contagiose.</p>
<p style="text-align: justify;">Motivo per cui preferiscono consigliarsi i libri tra di loro piuttosto che aspettare l’ennesima recensione capace di accostarsi a un libro come a un topo morto. Forse, per una volta, i soloni di cui sopra potrebbero mettersi in discussione davanti a un’esperienza come questa. A meno che non preferiscano morire comodamente sotto il crollo delle torri d’avorio e di risentimento dentro cui si addormentano ogni sera.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Con parole senz’altro migliori delle mie, Langioia coglie nel segno: buona parte dei critici oggi in circolazione non dispone né degli strumenti né dell’apertura mentale per cogliere quanto di buona offra la narrativa contemporanea, anche di ambito fantastico.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro racconto di vita. Alcuni anni fa ho sostenuto un esame di <em>Comunicazione letteraria nell’Italia novecentesca</em>. Finita l’interrogazione sulla parte monografica e in attesa di passare dall’assistente, intento a torturare un mio malcapitato collega, mi metto a chiacchierare con il docente su di un testo di Luciano Bianciardi, <em>La vita agra</em>, e da lì si deraglia sulla figura del critico letterario. Quanto mi disse il professore si collega con la posizione sopra espressa. Mi disse infatti che la figura del critico &#8220;classico&#8221; sarebbe morta nel giro di pochi anni per far posto a una nuova generazione. E questo non perché le vecchie metodologie non andassero più bene, ma per un’ignoranza di fondo nei confronti dei nuovi media. In pratica, un critico per così dire “anziano” non sarebbe mai riuscito a cogliere eventuali riferimenti di un opera al mondo dei fumetti, dei videogiochi o quant’altro; e un critico che non dispone di una base culturale tale da cogliere qualsivoglia riferimento non potrà svolgere il proprio lavoro al pieno delle forze.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ragionamento non fa una grinza. Ed è proprio per questa ragione che ritengo un’inutile spreco di forze l’iniziativa descritta nel precedente capitolo. Non si può creare un dialogo quando mancano le basi per comprenderlo. E attenzione: questo lo dico senza alcuna supponenza, in quanto è un discorso che vale in entrambe le direzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che invece dobbiamo fare, e lo ripeto ancora una volta, è rivolgerci a chi invece dispone (o almeno dovrebbe) degli strumenti tali per smuovere davvero le acque, ovvero gli editori. Cortellessa fa benissimo a incazzarsi dell’assenza di libri che hanno fatto la Storia della letteratura nelle librerie per far spazio ai vari Paolini e Mayer, perché è <em>vero</em>. Così come noi lettori di narrativa fantastica ci dovremmo incazzare per essere trattati come bamboccioni capaci di seguire solo le mode, altrimenti anche noi correremo il rischio di veder sparire i grandi classici del passato; rischio che tra l’altro non è nemmeno così distante (giusto ieri sera il buon Duca mi raccontava di come una grossa libreria della sua zona fosse sprovvista di <em>Fanteria dello spazio</em>; <a href="http://laramanni.wordpress.com/2010/01/18/motivi-per-sentirsi-depresse/" target="_blank">QUI</a> invece Lara Manni aggiunge altri libri). Non ha quindi senso scannarci tra di noi, perché equivarrebbe a una guerra tra poveracci. Anche se non sembra, le posizioni di Cortellessa e dei suoi detrattori sono infatti le medesime: lui si lamenta dell&#8217;assenza di narrativa di qualità nelle librerie, noi di una percezione errata di quello che è realmente il fantastico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/01/1211402229_f.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1114" title="1211402229_f" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2010/01/1211402229_f.jpg" alt="" width="200" height="267" /></a><em>Che mondo sarebbe senza Nutella? E senza Heinlein, Pratchett, Radcliff, Ray, Adams&#8230;</em>?</p>
<p style="text-align: justify;">Non ha invece senso continuare con questo un muro contro muro dove nessuna delle due parti riesce a cogliere – o vuole cogliere – quanto di buono è sostenuto dall’altro. L’ho già scritto in fase introduttiva: il qui presente non approva la posizione assolutistica di Cortellessa. Eppure le sue parole esprimono anche una tragica realtà: il predominio assoluto non tanto della cattiva letteratura, quanto di una cattiva letteratura che oltretutto viene presentata come di alta qualità e si crede pure tale (non ci credete? andatevi allora a leggere alcune affermazioni della Meyer su Shakespeare). Ed è proprio su questo aspetto che l’attenzione di noi tutti si deve concentrare. Se vogliamo davvero che la narrativa fantastica si sviluppi in Italia, non serve a nulla difenderlo a spada tratta nella sua interezza. Gli e ci faremmo solo del male.</p>
<h3>Appendice: Lettera aperta a G.L. d’Andrea</h3>
<p style="text-align: justify;">Prima alcune doverose precisazioni. La prima: ciò che segue ha a che vedere solo parzialmente con quanto scritto sopra, tanto da essere stato incerto sino all’ultimo se creare o meno due articoli separati. Alla fine ho optato per l’accorpamento in quanto l’idea era nata in contemporanea e non a seguito dello scambio di battute avuto sul blog di Dimitri (e questa è la seconda precisazione). Ultima nota: ho deciso di scrivere questa “appendice” anziché un’e-mail perché A) non ritengo di aver nulla da nascondere e B) questa storia è nata in rete e credo sia giusto che muoia in rete. L’obiettivo, comunque, è soltanto quello di chiarire alcune mie posizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, passo al nocciolo della questione, ma per farlo permettimi di tornare un po’ indietro nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Parto con il dire che, a differenza di quanto si possa pensare, la mia presenza alla fiera del libro di Torino dell&#8217;anno scorso non aveva l’obiettivo di sputtanare poi chicchessia. Al contrario ero sinceramente curioso di ascoltare la presentazione di <em>Wunderkind</em>, soprattutto visto e considerato che la lettura dei primi due capitoli del romanzo non mi aveva convinto al 100%.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, sempre a differenza di quanto molti pensano, io non sono uno a cui piace sparare a zero sugli autori italiani, e una certa recensione presente su questi lidi oltre al fatto di aver più volte citato autori a mio avviso validi (a partire da Dimitri) credo lo possa ampiamente dimostrare. Se quindi dico che un libro non mi piace o non mi ha convinto all’acquisto, significa proprio che quel libro non mi piace o non mi ha convinto all’acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa non mi ha convinto? Tu, d’Andrea, parli spesso di deformare la realtà, di violentarla. Ecco, questo è uno dei punti focali. Per quanto la tua sia una posizione accettabilissima, quando leggo un libro di ambito fantastico, la deformazione della realtà non mi affascina, o quanto meno lo fa meno di altre tecniche narrative. Quello che invece mi attrae è il ribaltamento della realtà. Non è un caso, quindi, che il mio autore preferito sia un certo Richard Matheson, uno che sul ribaltamento ne sa parecchio. Prendiamo la descrizione dei palazzi nel primo capitolo di <em>Wunderkind</em>. Come scrissi a suo tempo al buon duca in chat – entrambi avevamo letto da poco le pagine<em> </em> presenti in rete e ci stavamo scambiando alcune impressioni –, l’idea di presentarli come creature dotate di vita mi aveva lasciato perplesso, ma non per l&#8217;idea in sé. Avrei infatti gradito di più, per via di una sana voglia di sense of wonder, trovarmi di fronte a dei veri palazzi-mostri, ovvero a un ribaltamento di una situazione altrimenti prevedibile, al pari della scena iniziale che si rivela poi essere solo un sogno che, senza offesa, è uno dei cliché più abusati dalla narrativa. Tuttavia lo stile non mi era dispiaciuto (l’immagine del temporale che “rotola da lontano” la trovo evocativa al punto giusto). Insomma, in quelle pagine c’erano aspetti positivi e negativi, da cui la mia voglia di vedere la presentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo. Visto che mi piace informarmi sui libri che in qualche modo solleticano la mia curiosità, in quello stesso periodo lessi una tua intervista a Panorama (<a href="http://blog.panorama.it/libri/2009/02/17/una-lucida-moneta-dargento-primo-apocalittico-capitolo-della-trilogia-del-wunderkind/" target="_blank">QUESTA</a>). Anche lì stesso discorso di sopra: alcune affermazioni mi avevano portato ad applaudire, altro mi avevano lasciato perplesso, come la risposta alla penultima domanda dove  affermi di non leggere libri pubblicati da case editrici a pagamento perché lo ritieni “immorale” (pensiero che condivido), ma allo stesso tempo lodi Meridiano Zero, che <em>è</em> un editore a pagamento (per quanto sia d’accordo con te che ha un ottimo catalogo, tanto che in questo stesso articolo cito indirettamente un libro da loro pubblicato: <em>L’uomo che credeva di essere se stesso</em> di David Ambrose).</p>
<p style="text-align: justify;">Scrivo tutto ciò è per ribadire che ogni mia affermazione qui o su altri lidi nasce da motivazioni coerenti con quanto ho sempre espresso in passato, senza alcun accanimento, che non vedo nemmeno come possa esserci, visto ti ho &#8220;dedicato&#8221; un solo articolo in due anni di vita del sito e sugli altrui forum/blog ho sempre specificato di aver letto solo le prime pagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, a prescindere di quanto detto durante la presentazione e di quanto da me poi scritto sul famoso articolo, c’è una cosa che però mi preme sottolineare. Ogni mia affermazione è sempre stata giustificata, e mi piacerebbe che altrettanto sia fatto nei miei confronti. Quando su FM mi hai dato dell’imbecille la tua motivazione sul fatto che io stessi sbagliando è stata, parole testuali: «Attenzione: il solito imbecille armato di blog e di terza elementare  potrebbe obiettare che sto facendo confusione con la corrente del  Realismo in voga negli anni che furono… non è così&#8230;» Un po’ poco, non trovi? Visto che io ho scritto che è errato fare un confronto tra una corrente letteraria e un genere letterario (che è diverso da quello che hai scritto tu), mi piacerebbe sapere nei dettagli in cosa io erri.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro: se scrivo tutto ciò è solo perché sono dell’idea che le regole debbano essere uguali per tutti. Cosa intendo? Ci arrivo subito. Al termine del mio articolo su Infiniti Sentieri scrissi che mi avevi dato l’impressione (e sottolineo <span style="text-decoration: underline;">l&#8217;impressione</span>) di una persona con una “profonda ignoranza in campo letterario”. Parole che confermo, perché quella fu proprio l’impressione che mi creai. Ecco, ora leggiamo un po’ la seguente citazione:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ora: a parte una serie di sproloqui molto ben argomentati con fuffa al sapor di calzino sporco, io non ho letto UNA tua sola motivazione per cui il fantastico (salvo Landolfi! Salvo Borges &#8211; per favore, vai a vedere il Libro di Sabbia e leggi nelle dediche, grazie) sia monnezza. Simpaticamente parlando questo significa essere ignoranti. Simpaticamente, le ventimila battute di cui sopra, ti portano a ricevere il premio di Arrampicata Sugli Specchi 2009. Complimenti.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Riconosci queste parole? Dovresti, visto che sono tue. Le hai scritte sul blog di Loredana Lipperini e sono riferite ad Andrea Cortellessa (e dubito che anche lui possa essere accusato di essere arrivato appena alla terza elementare). Parole dure, anche più delle mie, visto che qui non c’è nessuna “apparenza”. Ecco, è questo quello che intendo quando dico che le regole devono essere uguali per tutti. Non puoi accusarmi di essere uno che non  fa altro che insultare gli altri (cosa tutta da dimostrare) e poi fare la stessa cosa. E sia chiaro: io non critico le tue parole, perché, in riferimento al discorso che si stava tenendo in quella sede, le ritengo in buona parte corrette. Ma esattamente come tu puoi avere l’impressione che una tal persona sia ignorante in una tal materia, perché non potrebbero averla pure altri nei tuoi confronti? Perché io divento automaticamente uno che insulta a raffica e uno stalker (anche questa cosa non veritiera, e tu lo sai benissimo, visto che non sono mai venuto a romperti le scatole né per e-mail, né sul tuo sito, né altrove) e tu una vittima pur mandandomi a fottere o scrivendo e-mail a terzi in cui offendi il sottoscritto (già, sono a conoscenza di quelle e-mail)?</p>
<p style="text-align: justify;">Come già scritto, io quando scrivo o dico qualcosa lo motivo. Mi piacerebbe che quando mi vengono lanciate delle accuse, si faccia altrettanto. Ma soprattutto, come accennato anche nell’articolo vero e proprio, mi piacerebbe che la si finisse con questo muro contro muro. Difficilmente due come noi andrebbero a bersi una *inserire bevanda a caso* insieme. Ma ciò non toglie che all’interno di una discussione ci si possa quantomeno rispettare, senza dover mandare affanculo l’altro solo perché, in un’occasione completamente diversa, ha osato esprimere un pensiero diverso dal proprio. Come accennato sul blog di Dimitri, io sono uno che al termine di una qualsivoglia chiacchierata, anche di quelle aspre, resetta il tutto; e se dopo una settimana rincontra quella tal persona, ascolta quanto ella abbia da dire in riferimento al nuovo argomento, senza preconcetti basati sul passato. Ma forse sono io a essere strano.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2010/01/26/quale-critica-atto-terzo-il-ritorno-der-monnezza-del-monnezzone/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22Quale%20critica%3F%20Atto%20terzo%3A%20il%20ritorno%20%3Cspan%20style%3D%22text-decoration%3A%20line-through%3B%22%3Eder%20Monnezza%3C%2Fspan%3E%20del%20monnezzone%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2010/01/26/quale-critica-atto-terzo-il-ritorno-der-monnezza-del-monnezzone/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A L%E2%80%99articolo%20che%20segue%20%C3%A8%20probabilmente%20quello%20che%20ha%20subito%20il%20maggior%20numero%20di%20rimaneggiamenti%20nella%20storia%20di%20Infiniti%20Sentieri.%20All%E2%80%99inizio%20avevo%20in%20mente%20di%20scrivere%20un%20pezzo%20con%20alcune%20considerazioni%20generali%20sul%20panorama%20della%20narrativa%20fantastica%20nel%202009.%20Poi%2C%20per%C3%B2%2C%20negli%20stessi%20giorni%20i" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2010/01/26/quale-critica-atto-terzo-il-ritorno-der-monnezza-del-monnezzone/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2010/01/26/quale-critica-atto-terzo-il-ritorno-der-monnezza-del-monnezzone/&amp;t=Quale+critica%3F+Atto+terzo%3A+il+ritorno+%3Cspan+style%3D%22text-decoration%3A+line-through%3B%22%3Eder+Monnezza%3C%2Fspan%3E+del+monnezzone" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Quale+critica%3F+Atto+terzo%3A+il+ritorno+%3Cspan+style%3D%22text-decoration%3A+line-through%5B..%5D+-+http://tinyurl.com/3429v9u&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2010/01/26/quale-critica-atto-terzo-il-ritorno-der-monnezza-del-monnezzone/&amp;title=Quale+critica%3F+Atto+terzo%3A+il+ritorno+%3Cspan+style%3D%22text-decoration%3A+line-through%3B%22%3Eder+Monnezza%3C%2Fspan%3E+del+monnezzone" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2010/01/26/quale-critica-atto-terzo-il-ritorno-der-monnezza-del-monnezzone/&amp;title=Quale+critica%3F+Atto+terzo%3A+il+ritorno+%3Cspan+style%3D%22text-decoration%3A+line-through%3B%22%3Eder+Monnezza%3C%2Fspan%3E+del+monnezzone" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2010/01/26/quale-critica-atto-terzo-il-ritorno-der-monnezza-del-monnezzone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>31</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Natale siamo tutti più buoni&#8230; ma anche no</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2009/12/25/a-natale-siamo-tutti-piu-buoni-ma-anche-no-_/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2009/12/25/a-natale-siamo-tutti-piu-buoni-ma-anche-no-_/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 20:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[Assassin's Creed]]></category>
		<category><![CDATA[Deus Ex]]></category>
		<category><![CDATA[Half Life]]></category>
		<category><![CDATA[Hitman]]></category>
		<category><![CDATA[Mass Effect]]></category>
		<category><![CDATA[Morrowind]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Stalker]]></category>
		<category><![CDATA[The witcher]]></category>
		<category><![CDATA[Thief]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=1059</guid>
		<description><![CDATA[Se il calendario non m’inganna oggi è quel giorno dell’anno dove la gente, per effetto di una misteriosa malattia (secondo alcuni creata in laboratorio dalla Coca Cola), subisce la paresi di buona parte del volto ed è costretta, tra le altre cose, a sperperare quei quattro spiccioli messi da parte durante l’anno. Sebbene il vaccino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se il calendario non m’inganna oggi è quel giorno dell’anno dove la gente, per effetto di una misteriosa malattia (secondo alcuni creata in laboratorio dalla Coca Cola), subisce la paresi di buona parte del volto ed è costretta, tra le altre cose, a sperperare quei quattro spiccioli messi da parte durante l’anno. Sebbene il vaccino sia ancora lungi dall’essere scoperto, alcuni monaci tibetani pare abbiano scoperto un rimedio per alleviare quantomeno gli effetti più devastanti di tale morbo: secondo quanto da loro sostenuto, basterebbe liberarsi di tutti i vestiti e correndo per strada come mamma ci ha fatti gridare “Ahfafaiofafja gnagnäkka” per centododici volte, il tutto con un cappello di carta stagnola in testa e stando attenti a non sbagliare gli accenti (e oserei aggiungere senza incappare in una volante della polizia), pena la sosta in prigione senza passare dal VIA. Se si seguono questi semplici consigli, come risultato si dovrebbe acquisire una superiore visione della realtà umana, con annessa scomparsa di qualsiasi addobbo, lucina, barbone vestito di rosso e albero radioattivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, io non so questo metodo funzioni davvero, visto che la mia (non) religione mi ha reso immune a tale morbo (sempre sia lodato il sommo Cthulhu); ciononostante, voglio proporvi un metodo alternativo da me ideato e forse di più facile applicazione: fregarsene del clima da “volemosse bbbene” e continuare a essere stronzi come in qualsiasi altro giorno dell’anno ^_^</p>
<p style="text-align: justify;">E visto che dall’alto della mia magnanimità voglio venirvi incontro, vi propongo un esempio pratico. Trattandosi di un esercizio rivolto all’apprendimento, tratterò di un argomento (credo) noto a tutti e che va anche a braccetto con il clima da fine anno: la mia personale classifica delle tre più grandi delusioni videoludiche del 2009 (ne consegue che non tratterò solo di prodotti usciti negli ultimi dodici mesi). E sottolineo <span style="text-decoration: underline;">delusioni</span>, che è diverso da “brutti giochi” (anche se uno di questi lo reputo proprio un obbrobrio, e non credo avrete difficoltà a capire a quale dei tre mi riferisco). Si tratta quindi di prodotti che presentano magari più di un lato positivo, ma che o non mantengono quanto promesso oppure ingiustamente elevati dalla “stampa specializzata” a capolavori del genere. Cominciamo&#8230;</p>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/12/Shadow_of_Chernobyl_cover.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-1060" title="S.T.A.L.K.E.R." src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/12/Shadow_of_Chernobyl_cover.jpg" alt="" width="200" height="285" /></a>3° POSTO: S.T.A.L.K.E.R.</h4>
<p style="text-align: justify;"><em>S.T.A.L.K.E.R.</em> appartiene a quella serie di videogiochi attesi per anni e che al momento dell’uscita, come quasi sempre accade, si rivelano già vecchi sia dal punto di vista tecnico che del gameplay. In questo caso la situazione è ancor più grottesca se si pensa che i programmatori non hanno rispettato praticamente nessuna delle promesse fatte in fase di preview. Si parlava di totale libertà per il giocatore: parzialmente falso, visto che agiremo sempre in grossi livelli collegati tra loro e pieni di zone irraggiungibili. Ci erano state mostrate immagini in cui il personaggio si muoveva a bordo di vari mezzi di trasporto: tale opzione è stata tolta. Sembrava si potessero pure uccidere gli uccelli per poi mangiarli: ma quando mai (e dire che ne ho fatte di sventagliate di mitra in cielo cercando di abbattere almeno un pennuto, ma niente). Era stata proclamata una struttura di crescita del personaggio simil GDR: abbandonata pure lei, mantenendo soltanto l’inventario. Si vociferava della possibilità di entrare a far parte di diverse fazioni: tolta pure questa possibilità, nonostante le fazioni siano sopravvissute (ma LOL!). E così via. Insomma, per cinque anni siamo stati presi per il culo, ritrovandoci alla fine tra le mani un normalissimo FPS dalla trama insulsa e con uno dei peggiori doppiaggi di sempre (che si giochi la versione originale o quella italiana non cambia molto).</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa la si potrebbe accettare, per quanto di malumore, qualora almeno come FPS puro <em>S.T.A.L.K.E.R.</em> risultasse un prodotto decente, ma così non è. Il bilanciamento delle armi è infatti qualcosa di scandaloso, a partire dalle pistole, pressoché inutili visto che causano pochissimo danno. Discorso analogo vale per le armature: tra armatura leggera e armatura pesante la differenza è davvero minima. Aggiungiamoci una serie di missioni secondarie di una noiosità disarmante, un sistema economico pressoché inutile visto che troverete armi e munizioni un po’ dappertutto e un’intelligenza artificiale che fa acqua da tutti i fori e avrete un quadro completo sul perché <em>S.T.A.L.K.E.R.</em> è un prodotto fallimentare.</p>
<h4 style="text-align: justify;">LE ALTERNATIVE</h4>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Half Life (serie)</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Non credo ci sia bisogno di spiegazioni quando si parla di <em>Half Life</em>. Si tratta dopotutto della miglior serie di sparatutto di sempre. A caratterizzare la serie è la continua evoluzione del gameplay. Se il capostipite fu sostanzialmente il primo a proporre una trama degna di questo nome, il secondo ha letteralmente rivoluzionato il genere con un’implementazione della fisica che non fungesse da semplice orpello, oltre a una “recitazione” dei personaggi che ancora oggi non ha eguali. Unico difetto è l’estrema linearità dei livelli, i quali non prevedono quasi mai percorsi alternativi, ma vista l’estrema qualità del design non reputo ciò un difetto, quanto un valore aggiunto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Deus Ex</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Deus Ex</em> (il primo, non quella schifezza di seguito) è senz’altro il miglior rappresentante degli ibridi FPS/GDR, e questo nonostante i suoi molti anni sulle spalle (parliamo di un prodotto del 2000). Sebbene la libertà d’azione non sia infinita, visto che agiremo sempre in delle grosse “arene” suddivise in tanti (forse troppi) micro livelli, in ogni location avremo davvero un sacco di cose da fare tra missioni secondarie e segreti vari. Uno dei giochi migliori (e ai tempi più sottovalutati) di sempre.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/12/Masseffect_box_cover.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-1062" title="Mass Effect" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/12/Masseffect_box_cover.jpg" alt="" width="200" height="246" /></a></strong></span></h4>
<h4 style="text-align: justify;">2° POSTO: Mass Effect</h4>
<p style="text-align: justify;">Se dovessi definire <em>Mass Effect</em> in poche parole, direi che è un gioco dalle mille contraddizioni. Non esiste infatti aspetto che non presenti sia un lato meraviglioso che un altro imbarazzante.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dalla tanto decantata grafica. Se i volti e i corpi dei personaggi sono qualcosa di stupefacente per definizione (pur non raggiungendo le vette espressive di <em>Half Life 2</em>), così non è per i livelli esterni. Tutti i pianeti risultano infatti <em>identici</em>: fatta eccezione per il “pianeta tutorial”, scordatevi sugli altri di vedere un albero o anche solo un cespuglio. Che vi troviate sulla Luna (dove inspiegabilmente c’è la stessa gravità della Terra) o su un pianeta simile al nostro, non vedrete alcun tipo di vegetazione. Al  massimo troverete un leggerissimo cambio di texture (pure in bassa definizione) per segnalare la presenza di erba.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra contraddizione è nel gameplay. <em>Mass Effect</em> è infatti principalmente un GDR più che un FPS. Ora, quando si pensa ai giochi di ruolo, la prima cosa che viene da pensare è libertà d’azione. Così non è per <em>Mass Effect</em>. I livelli sono tutti dei lunghissimi corridoi da percorrere dall’inizio alla fine con un numero ristretto di missioni secondarie, oltretutto terribilmente simili le une con le altre, ma che consiglio di fare, giusto per non arrivare al termine dell’avventura in meno di dieci ore, visto che pure la longevità non è proprio il massimo della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciononostante <em>Mass Effect</em> rimane un buon gioco, senz’altro più divertente di <em>S.T.A.L.K.E.R.</em>, quantomeno per il sottoscritto. La trama, pur non brillando per originalità, è discretamente interessante e le interazioni con i personaggi risultano una ventata d’aria fresca rispetto alla concorrenza, tanto che a un certo punto sarete pure costretti a decidere quale compagno sacrificare e quale salvare da morte certa.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché allora il secondo posto in questa infamante classifica? Perché <em>S.T.A.L.K.E.R.</em> non è stato presentato come un capolavoro assoluto, anzi i suoi difetti sono stati sottolineati sin da subito dalla stampa specializzata. Sapevo quindi che non mi sarei trovato di fronte a chissà quale prodotto rivoluzionario. Così non è stato con <em>Mass Effect,</em> rivelatosi alla fin fine nulla più di un gioco mediocre, terribilmente ripetitivo e poco accattivante. I germi per un ottimo seguito ci sono tutti, ma i programmatori dovranno scegliere da che parte stare: se da quella degli FPS o quella dei GDR, visto che ora come ora <em>Mass Effect</em> non è né carne né pesce.</p>
<h4 style="text-align: justify;">LE ALTERNATIVE</h4>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>The Witcher</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Ovvero il miglior GDR realizzato negli ultimi anni. Nonostante pure qui ci si trovi all’interno di grossi livelli “semiliberi”, il gioco riesce a mantenere una più che discreta sensazione di libertà (paradossalmente più di <em>Mass Effect</em>, dove invece puoi esplorare buona parte della galassia quasi da subito). Il merito spetta a una delle più belle trame di sempre e a una lunga serie di momenti in cui saremo costretti a effettuare scelte drammatiche, le cui ripercussioni si faranno sentire sempre parecchio tempo dopo, impedendo di fatto il trucco del quickload.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Morrowind</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Non sono un grandissimo fan dei giochi made in Bathesda, soprattutto a causa di alcune scelte di gameplay che trovo ridicole, come l’inventario basato solo sul peso degli oggetti e non sullo spazio da loro occupato o il fatto che puoi nuotare come se  niente fosse pur indossando un&#8217;armatura completa. Tuttavia <em>Morrowind</em> ha un pregio che lo rende un prodotto unico: una delle più grandi e attive comunità al mondo. Ancora oggi, a distanza di sette anni dal rilascio, c’è gente che crea caterve di mod tali da fargli tenere il passo con i tempi sia a livello grafico sia di gameplay. Ciò rende <em>Morrowind</em> forse l’unico GDR single player davvero infinito. Il difetto maggiore che mi sento d’imputargli (ma è una scelta stilistica che da sempre accompagna i prodotti di Bathesda) è che il proprio avatar non gode di una vera e proprio caratterizzazione psicologica, come invece sarebbe opportuno attendersi da un Gioco di <span style="text-decoration: underline;">Ruolo</span>. In compenso vi sarà possibile fare quasi tutto quello che vorrete, dal diventare un liberatore di schiavi a un cacciatore di vampiri, dall’andare a pesca all’addomesticare animali selvaggi, dal costruirsi la casa dei propri sogni al diventare governatore di una città.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/12/cover_6a09d035267fda61380be6454943e812_l.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-1061" title="Assassin's Creed" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/12/cover_6a09d035267fda61380be6454943e812_l.jpg" alt="" width="200" height="289" /></a></strong></span></h4>
<h4 style="text-align: justify;">1° POSTO: Assassin&#8217;s Creed</h4>
<p style="text-align: justify;"><em>Assassin’s Creed</em> non è solo una delusione: è una cagata colossale, una schifezza senza paragoni, il videogioco più inutile e sopravvalutato della storia. E la cosa assume risvolti ancor più tragicomici se si pensa che moltissimi siti e riviste specializzati hanno tessuto lodi sperticate per questa “roba”, tanto da chiedermi se abbiano giocato allo stesso prodotto da me provato.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dai difetti oggettivi. Il primo è senz’altro l’assenza dei sottotitoli. Può sembrare un dettaglio da poco, ma quando ti piace provare un prodotto in lingua originale, come per il sottoscritto, la presenza di sottotitoli può risultare molto utile, soprattutto se i personaggi parlano con accenti strani. E si dà il caso che in <em>Assassin’s Creed</em> il 99% dei personaggi parli con accento arabo. Vi dico: pur non essendo nulla di trascendentale dal punto di vista della complessità, la trama di <em>Assassin&#8217;s Creed</em> mi risulta in alcuni punti oscura, visto che a volte non riuscivo a capire che cavolo dicessero i personaggi. Un bel plauso al fancazzismo dei programmatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il bello, pardon, il brutto arriva quando vuoi tornare sul desktop. In un qualsiasi gioco basterebbe cliccare su ESC e poi sul tasto di uscita. Con <em>Assassin&#8217;s Creed</em> no. Questi i passaggi:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li> Clicca ESC.</li>
<li>Clicca su EXIT MEMORY.</li>
<li>Visto che il programma pensa che sia impossibile che tu voglia uscire da un gioco così demen&#8230; ehm, bello, ti chiede la conferma di quanto stai facendo. Ovviamente tu, nauseato, clicchi sul sì.</li>
<li>Dopo alcuni secondi il tuo avatar si ritrova nella stanza della realtà virtuale, dalla quale devi cliccare su EXIT ANIMUS.</li>
<li>Segue animazione al termine della quale bisogna schiacciare di nuovo ESC.</li>
<li>A questo punto devi cliccare su QUIT GAME.</li>
<li>Di nuovo il programma non vuole credere che tu voglia davvero uscire, quindi ti chiede per la seconda volta di confermare l&#8217;azione. Tu, sempre più innervosito, clicchi di nuovo sul sì.</li>
<li>Dopo un’altra manciata di secondi ti ritrovi nella schermata di login, dalla quale ti devi riloggare (non chiedetevi perché, è così e basta).</li>
<li>Altri secondi d’attesa e finalmente puoi cliccare sul vero tasto d’uscita e tornare sul desktop.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Praticamente per un’operazione tanto semplice che in qualsiasi gioco anche degli anni Ottanta richiede non più di tre secondi, <em>Assassin&#8217;s Creed</em> ti obbliga a sprecare un minuto e anche più della tua vita. Ma chi è la scimmia urlatrice che ha ideato un sistema del genere?!</p>
<p style="text-align: justify;">Sorvoliamo poi sul fatto che la trama sia originale quanto un film dei Vanzina e passiamo alla caratteristica più decantata del gioco made in Ubisoft: il gameplay. Come penso sia noto a tutti, <em>Assassin&#8217;s Creed</em> è una sorta di simulatore di parkour spacciato per gioco d’azione. Peccato che per attivare la modalità parkour basta tenere schiacciati due tasti (nel mio caso spazio + tasto destro del mouse). A questo punto l’avatar partirà in avanti come una scheggia saltando sui muri, arrampicandosi sulle pareti, balzando da un’asse di legno a un’altra&#8230; il tutto senza che il giocatore debba mai intervenire sui comandi, se non muovendo il mouse nella direzione desiderata. Ma dove sta la difficoltà? Dove sta il divertimento? Se voglio tenere schiacciati due tasti contemporaneamente mi basta anche tenere il computer spento, non ho bisogno di <em>Assassin’s Creed</em>!</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo agli scontri. Vi dico subito una cosa: i bot che incontrerete sono tra i più stupidi che si siano mai visti. Per abbattere anche venti nemici uno dopo l’altro (e vi assicuro che vi capiterà in alcune sezioni) vi basterà infatti schiacciare il tasto adibito alla contromossa non appena vedete un bot cominciare il suo affondo. A questo punto partirà un’animazione dove il nostro avatar farà a fette il nemico. Tutto qua. E non aspettatevi che due bot decidano di attaccare contemporaneamente! Dopotutto perché rendere la vita troppo complicata al giocatore?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/12/space-invaders-lg.gif" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1063" title="space-invaders-lg" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/12/space-invaders-lg.gif" alt="" width="400" height="300" /></a><em>L&#8217;intelligenza artificiale degli alieni di Space Invaders è decisamente più raffinata di quella delle guardie di Assassin&#8217;s Creed</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E non è finita! Non solo i menù fanno schifo, le sezioni di parkour fanno schifo e i combattimenti fanno schifo; anche la varietà delle missioni fa schifo! <em>Assassin’s Creed</em> propone infatti una sola missione ripetuta alla nausea per una dozzina di volte. Le missioni si riassumono infatti in:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Entra nella città (operazione che si fa sempre nello stesso modo, ovvero aiutando un pistolotto che si trova all’esterno delle mura).</li>
<li>Sali su una torre da cui rintracciare (in automatico) il tuo referente.</li>
<li>Svolgi un paio di missioni secondarie (sempre uguali pure quelle)</li>
<li>Vai a uccidere il boss.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">E notare che le fasi 1, 3 e 4 necessitano praticamente delle medesime azioni (rintraccia il soggetto e salvalo/uccidilo). E questo sarebbe uno dei migliori giochi della passata stagione? Ma questa è una delle più grandi fregature della passata stagione!</p>
<h4 style="text-align: justify;">LE ALTERNATIVE</h4>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Hitman: Blood Money</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Se volete prendere i panni di un <em>vero</em> assassino, allora il titolo più adatto è il quarto e (attualmente) ultimo capitolo di <em>Hitman</em>, a mio modesto parere il migliore della serie. La ragione risiede in due semplici parole: varietà e rigiocabilità. Ogni missione prevede infatti letteralmente decine di varianti attraverso cui raggiungere i propri obiettivi. Senza contare che l’approccio che deciderete di seguire andrà ad influenzare pesantemente sulla difficoltà della missione successiva. Per fare un esempio, se nella missione 1 uccidete venti persone davanti a un giornalista con telecamera, nella missione 2 non pensiate di passare inosservati davanti a un poliziotto. Volendo potete recuperare anche i tre capitoli precedenti, anche quelli molti vari nelle loro missioni (per quanto <em>Contracts</em> non sia proprio il massimo della vita). Tenete però presente che sono tutti privi della caratteristica della “notorietà”, asso nella manica di <em>Blood Money</em>. In conclusione un consiglio: al termine dei titoli di coda di <em>Blood Money</em> prestate molta attenzione, perché si nasconde un livello bonus <img src='http://infinitisentieri.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Thief: Deadly shadows</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo capitolo della serie di <em>Thief</em> ha rappresentato un netto cambio di rotta rispetto al passato. Se infatti nella prime due puntate, Garret (il protagonista) era pressoché incapace di affrontare anche la più sega delle guardie, ora il nostro baldo ladro dall’occhio metallico è diventato decisamente più cattivo, il che aumenta ulteriormente la già grande sfilza di approcci che sin dall’inizio era possibile tenere per venire a capo delle missioni. A ciò si aggiunge il fatto che l&#8217;universo di <em>Thief</em> è decisamente più originale del medio oriente di <em>Assassin’s Creed</em>, vista la sua forte componente Steam e Clock Punk. Tra l’altro su Internet si trovano senza difficoltà alcuni mod grafici tali da portare <em>Deadly Shadows </em>molto vicino agli standard qualitativi attuali.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2009/12/25/a-natale-siamo-tutti-piu-buoni-ma-anche-no-_/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22A%20Natale%20siamo%20tutti%20pi%C3%B9%20buoni...%20ma%20anche%20no%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2009/12/25/a-natale-siamo-tutti-piu-buoni-ma-anche-no-_/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A Se%20il%20calendario%20non%20m%E2%80%99inganna%20oggi%20%C3%A8%20quel%20giorno%20dell%E2%80%99anno%20dove%20la%20gente%2C%20per%20effetto%20di%20una%20misteriosa%20malattia%20%28secondo%20alcuni%20creata%20in%20laboratorio%20dalla%20Coca%20Cola%29%2C%20subisce%20la%20paresi%20di%20buona%20parte%20del%20volto%20ed%20%C3%A8%20costretta%2C%20tra%20le%20altre%20cose%2C%20a%20sperperare%20quei%20quattro%20spiccioli%20messi%20da%20p" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2009/12/25/a-natale-siamo-tutti-piu-buoni-ma-anche-no-_/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2009/12/25/a-natale-siamo-tutti-piu-buoni-ma-anche-no-_/&amp;t=A+Natale+siamo+tutti+pi%C3%B9+buoni...+ma+anche+no" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=A+Natale+siamo+tutti+pi%C3%B9+buoni...+ma+anche+no+-+http://tinyurl.com/35ptbjs&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2009/12/25/a-natale-siamo-tutti-piu-buoni-ma-anche-no-_/&amp;title=A+Natale+siamo+tutti+pi%C3%B9+buoni...+ma+anche+no" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2009/12/25/a-natale-siamo-tutti-piu-buoni-ma-anche-no-_/&amp;title=A+Natale+siamo+tutti+pi%C3%B9+buoni...+ma+anche+no" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2009/12/25/a-natale-siamo-tutti-piu-buoni-ma-anche-no-_/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Recensione: Metal Gear Solid Philanthropy &#8211; Overnight Nation</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2009/11/19/recensione-metal-gear-solid-philantropy-overnight-nation/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2009/11/19/recensione-metal-gear-solid-philantropy-overnight-nation/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Azione]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Talamini]]></category>
		<category><![CDATA[Metal Gear Solid]]></category>
		<category><![CDATA[Philanthropy]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Solid Snake]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=1013</guid>
		<description><![CDATA[REGIA: Giacomo Talamini CAST: Giacomo Talamini, Nicola Cecconi, Patrizia Liccardi, Marco Saran, Enrico Pasotti, Giovanni Contessotto, Andrea Furlan DURATA: 70 minuti GENERE: Azione, Fantascienza ETÀ CONSIGLIATA: ± infinito (scusate, ma WordPress non mi prende il simbolo ^_^) DOVE TROVARLO: CLICCAMI e vedrai. La recensione di quest’oggi è un po’ particolare. Infatti, per la prima volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/08/locandina.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-789" title="Metal Gear Solid: Philantropy" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/08/locandina.jpg" alt="Metal Gear Solid: Philantropy" width="200" height="283" /></a>REGIA: Giacomo Talamini</p>
<p>CAST: Giacomo Talamini, Nicola Cecconi, Patrizia Liccardi, Marco Saran, Enrico Pasotti, Giovanni Contessotto, Andrea Furlan</p>
<p>DURATA: 70 minuti</p>
<p>GENERE: Azione, Fantascienza</p>
<p>ETÀ CONSIGLIATA: ± infinito (scusate, ma WordPress non mi prende il simbolo ^_^)</p>
<p>DOVE TROVARLO: <a href="http://www.mgs-philanthropy.net/main/?page_id=166&amp;lang=it">CLICCAMI</a> e vedrai.</p>
<p style="text-align: justify;">La recensione di quest’oggi è un po’ particolare. Infatti, per la prima volta su Infiniti Sentieri non si parlerà di un’opera uscita all’interno dei canali “ufficiali”, bensì di un film amatoriale, un fan movie per la precisione, distribuito gratuitamente sulla rete (sì, avete capito bene). Probabilmente alle parole “film” e “gratis” molti storceranno il naso, pensando a chissà quale schifezza di risultato. Ma prima di tornare a trastullarvi su YouPorn concedetemi ancora qualche minuto della vostra attenzione: non si sa mai che non veniate smentiti.</p>
<h3>Quale approccio?</h3>
<p style="text-align: justify;">Nel momento in cui mi sono messo a scrivere questa recensione, mi sono chiesto quale approccio seguire. Dopotutto, realizzare un film amatoriale non è come scrivere un libro. Tutti i romanzieri, infatti, che si chiamino Stephen King o Mario Rossi, partono con i medesimi strumenti di base. Sta alla sensibilità e abilità dell’autore realizzare un capolavoro o una boiata colossale. Così non è per un film, e questo perché servono mezzi costosi, attori in grande quantità, permessi per girare e molto altro ancora. Quindi come recensire un film amatoriale? Tenendo in considerazione tutte le limitazioni di “default” oppure come si farebbe per un’opera di livello cinematografico?</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, la mia scelta è stata di tendere verso quest’ultimo approccio, e non perché sia un Gran Bastardo™, ma perché, come vi spiegherò nelle prossime righe, <em>Philanthropy</em> è un prodotto che trascende il concetto di fan movie per come si è soliti intenderlo. È qualcosa di più, un film capace di creare nuovi standard qualitativi impensabili fino a poco tempo fa. E se ora siete curiosi di sapere come ci sia riuscito, seguitemi.</p>
<h3>Welcome back, Snake</h3>
<p style="text-align: justify;">Un fan movie, dunque. Già, rispetto a quale opera? Beh, tutti coloro che amano il mondo dei videogiochi probabilmente avranno già intuito l’identità del “papà” morale di <em>Philanthropy</em>. Per tutti gli altri, ecco una brevissima spiegazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Metal Gear Solid</em> è una serie di videogiochi ideata da Hideo Kojima, nata per Play Station ma poi migrata occasionalmente anche su altri sistemi. Nello specifico, si tratta di un gioco d’azione stealth, di quelli cioè dove non si deve sparare a tutto ciò che si muove, ma dove al contrario contano soprattutto silenziosità e approccio meditato. Protagonista della serie è Solid Snake, super soldato nato da un esperimento genetico volto a creare il soldato perfetto. A contraddistinguere la serie, al di là di discorsi tecnici come grafica, giocabilità ecc., è soprattutto la trama dei singoli episodi. A dispetto delle premesse, MGS si fonda infatti su un’ottima caratterizzazione dei personaggi, anche quelli minori, oltre a un’invidiabile attenzione nella sceneggiatura. Il lato negativo della medaglia è la generale lentezza degli episodi, spesso inframmezzati da lunghissimi dialoghi (grazie al cielo raramente fini a se stessi). Insomma, un gioco tipicamente giapponese, con tutti i pregi e i difetti che questo comporta agli occhi di noi occidentali.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/Kojima_Hideo.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1014" title="Kojima_Hideo" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/Kojima_Hideo.jpg" alt="Kojima_Hideo" width="300" height="381" /></a><em>Questo bell&#8217;uomo è Hideo Kojima; anzi, il maestro Hideo Kojima</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ora, stare qui a spiegare come Hideo Kojima sia da considerare uno dei più importanti game designer al mondo, di come la serie di MGS sia riuscita a creare un vero e proprio genere a sé,  oltre che a fondere alla perfezione divertimento e profondità nei messaggi, sarebbe lungo e dispersivo. Molto meglio tornare sul film.</p>
<p style="text-align: justify;">La pellicola si presenta come una storia alternativa agli eventi descritti in <em>Sons of liberty</em>, secondo episodio della serie videoludica. In <em>Philanthropy</em> Solid Snake è un agente segreto al soldo dell’omonima organizzazione, il cui obiettivo è eliminare qualsiasi arma di distruzione di massa, a partire dai Metal Gear, enormi mech dall’enorme potenziale offensivo (chiedo scusa ai fan della serie per l’uso non correttissimo del termine “mech”, ma era solo per rendere l’idea). Obiettivo di quella che si propone essere l’ultima missione di Snake è liberare il senatore Abraham Bishop, padre di Harrison Bishop, guarda caso uno dei capoccia di Philanthropy (anche se tra padre e figlio non sembra correre buon sangue).</p>
<p style="text-align: justify;">Ad affiancare il nostro baldo eroe ci saranno due agenti: un cecchino, Pierre Leclerc, e un soldato in congedo forzato, Elizabeth Leaken, soprannominata Disgrace. Ed è proprio dai personaggi che voglio partire.</p>
<p style="text-align: center;">[See post to watch Flash video]<br />
<em>Uno dei bellissimi trailer promozionali di Philantropy. Peccato solo che parte della scena finale sia stata tagliata dal film per essere sostituita da un altra a mio avviso di qualità inferiore</em> <img src='http://infinitisentieri.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>Ciak, si gira</h3>
<p style="text-align: justify;">Al di là di questioni finanziare, di location o quant’altro, l’ostacolo maggiore per chi intende realizzare lungometraggi fatti in casa è trovare attori capaci. Quando poi si parla di un prodotto rivolto soprattutto ai fan di una determinata serie, la questione si fa ancora più ardua, visto che sarebbe bene avere gente che conosca già il tipo di personaggi che andrà ad interpretare. Non è solo un discorso di abilità recitative, ma anche di fotogenia. Un esempio lampante – e penso noto ai più – è <a href="http://www.darkresurrection.com/" target="_blank"><em>Dark Resurrection</em></a>, fan movie dedicato all’universo di <em>Guerre Stellari</em> eccellente dal punto di vista tecnico, ma penalizzato da attori a dir poco dilettanti oltre che dalla presenza di una protagonista espressiva quanto un piatto di ravioli (chiedo scusa ai ravioli ^_^).</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, esistono solo cinque buone ragioni per cui qualcuno vorrebbe recitare gratuitamente in un film amatoriale, passando interi mesi, se non anni, dietro un simile progetto (ovviamente mi riferisco ai protagonisti, non alle comparse):</p>
<ol>
<li>Fa parte della squadra ideatrice.</li>
<li>È un simpatizzante/fan del progetto.</li>
<li>Vuole portarsi a letto qualcuno dello staff.</li>
<li>Quattro.</li>
<li>È semplicemente idiota ^_^</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Non so a quali categorie appartengano i membri del cast di <em>Philanthropy</em> (ma dubito fortemente sull’ultima), ma va detto che in questo film la situazione è ben diversa rispetto alla concorrenza. Per quanto infatti si notino le scarse doti di alcuni attori (primo fra tutti Marco Saran, alias Harrison, il quale tende a muoversi troppo con movimenti ben poco naturali), il livello generale è ben sopra la media.</p>
<p style="text-align: justify;">Parto da Giacomo Talamini, al quale è toccato l’arduo compito di dirigere la pellicola e di recitare al contempo la parte del protagonista. Innanzitutto gli va reso merito di essersi molto ben calato nei panni di Solid Snake, sia dal punto di vista fisico (fosse leggermente più muscoloso sarebbe perfetto) sia dei movimenti. In questo senso si nota un netto miglioramento rispetto al prologo uscito alcuni anni fa, dove risultava ben più rigido. Unico difetto sopravvissuto è il fatto che Talamini regge poco i primi piani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/Baciami-stupido.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1015" title="Baciami stupido" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/Baciami-stupido.jpg" alt="Baciami stupido" width="400" height="224" /></a><em>Durante il briefing Snake e Harrison hanno un attimo di pausa durante il quale il nostro eroe sembra voler dire: “Baciami, stupido!” </em>^_^</p>
<p style="text-align: justify;">Buona anche la scelta di Giovanni Contessotto nella parte del senatore Bishop. Un po’ meno forse quella di Patrizia Liccardi nei panni di Elizabeth, anche se qui il discorso si fa più complesso. Il suo è infatti, tra i tre protagonisti, il personaggio meno sviluppato, anche se, dopo una colpo di scena nel finale, s’intuisce l’importanza che andrà a rivestire nei successivi episodi. A ciò si aggiunge un’espressività non certo all’altezza di quella dei compagni. Ciononostante ho apprezzato la scelta di questa attrice. Patrizia infatti, non me ne voglia, non è la classica strafiga che – non si sa perché – invece di darla ai politici come fanno le ragazze normali decide di arruolarsi nell’esercito. Al contrario ha tratti abbastanza decisi da renderla credibile come soldato. Un appunto che mi sento però di muovere riguarda i capelli (e qui mi rivolgo più che altro agli sceneggiattori). È infatti irrealistico che un militare tenga non solo i capelli lunghi, ma pure sciolti. Non dico che avrebbe dovuto adottare un look alla soldato Jane, ma nemmeno uno da Reperonzolo!</p>
<p style="text-align: center;"><em>(a tutti i possibili obiettori: sì, lo so che nel primo MGS anche Sniper Wolf aveva una chioma lunga e fluente, ma la storia non cambia: è una scelta poco credibile)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ma la vera rivelazione di <em>Philanthropy</em> è lui: Nicola Cecconi. Il suo Pierre è senz’altro il personaggio meglio riuscito, oltre che una perfetta spalla comica (senza però mai trasformarsi in una macchietta). Non ho idea se Nicola abbia mai fatto corsi di recitazione, ma resta il fatto davanti alla telecamera è quello più a suo agio. Anzi, sono dell’idea che farebbe il culo a molti pseudo attori strapagati che si vedono in televisione (chi ha detto Gabriel Garko? ^_^). Bravo, bravo e ancora bravo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/Battaglia-finale.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1024" title="Battaglia finale" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/Battaglia-finale.jpg" alt="Battaglia finale" width="400" height="224" /></a><em>Pierre in azione durante la scena di guerriglia urbana finale. In assoluto la mia parte preferita del film.</em></p>
<h3>Bello bello, tutto fatto a mano</h3>
<p style="text-align: justify;">Con questa frase il mio professore d’educazione artistica delle superiori era solito definire qualsiasi opera degna di nota. Sì, era un tipo un po’ strano, quindi non c’è da sorprendersi se pure io lo sono. Ma torniamo a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Realizzare un film è un sogno diffuso. Peccato che farlo in maniera seria sia alquanto arduo, un po’ perché necessita di conoscenze di una certa complessità (studio dell’illuminazione, tecniche di montaggio, sincronizzazione dell’audio ecc.), un po’ perché servono anche mezzi decisamente costosi. Se poi vogliamo realizzare pure un film pieno di effetti speciali, beh, allora la situazione si complica ulteriormente.</p>
<p style="text-align: justify;">E anche alla Hive Division un po’ sciroppati devono essere se fin dall’inizio hanno deciso di realizzare una pellicola di Azione e Fantascienza con un budget di appena 10.000 Euro. Con una cifra del genere James Cameron al massimo girava tre nanosecondi di <em>Avatar</em>. Ma a volte non servono chissà quali cifre per dar vita a opere notevoli dal punto di vista visivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro: <em>Philanthropy</em> ha un livello qualitativo un po’ altalenante per quanto concerne gli effetti speciali, ma il risultato è comunque ottimo. Soprattutto l’impatto iniziale è di quelli che ti fanno cascare la mascella per terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il brevissimo prologo (ambientato di notte e con un uso ridotto di CGI), la scena di sposta su di un aereo scortato da due caccia. Se da un lato film amatoriali quali il già citato <em>Dark Resurrection</em> hanno dimostrato come i moderni software siano in grado di realizzare elementi tridimensionali credibili, dall’altro è la resa delle condizioni climatiche a sorprendere davvero. Non mi riferisco tante alle nuvole sotto l’aereo, quanto alla tempesta elettrica sullo sfondo, a dir poco foto-realistica. Ma a colpirmi più di ogni altra cosa sono stati i titoli di testa (dove tra l&#8217;altro sono contenuti alcuni indizzi utili per comprendere meglio la trama del film). Qui la sincronia tra immagini e CGI è assolutamente perfetta, tanto che mi sento di poter dire che sono trai i più belli che abbia mai visto in senso assoluto. Un plauso a chi li ha realizzati, perché è da considerarsi un vero artista.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/Tempesta.JPG" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1020" title="Tempesta" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/Tempesta.JPG" alt="Tempesta" width="400" height="224" /></a><em>Alcune scene non hanno nulla da invidiare ai prodotti hollywodiani.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le poche note dolenti riguardano invece i metal gear, i quali si muovono un po’ goffamente, e l’uso forse un po’ troppo pompato del depth blur (anche se penso che l’utilizzo massiccio di questo effetto sia dovuto al dover “mascherare” gli sfondi reali delle location dove sono state girate le scene). Altra scena non certo perfetta è quella dello scontro tra Snake e il metal gear, soprattutto a causa della pessima resa delle esplosioni e del liquido che esce dal robottone (tra l’altro, guardando quella scena mi sono chiesto come mai il metal gear non abbia usato subito il mitragliatore per far fuori Snake; il solito culo dei protagonisti&#8230;). Per il resto, nulla da eccepire. Gli artisti di Hive Division non si sono certo trattenuti nel creare più dettagli possibili, inserendo effetti particellari, nebbie volumetriche e altro ancora ogni qualvolta fosse stato necessario.</p>
<p style="text-align: justify;">Menzione particolare la meritano anche i ragazzi di <a href="http://deusexmachinastudio.wordpress.com/" target="_blank">Deus Ex Machina</a> (già coautori di un bel cortometraggio dedicato a <em>Berserker</em>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tZy_ZQsoaOk&amp;feature=related" target="_blank">QUESTO</a>, e di cui attendo con ansia il nuovo lavoro, <em>R.O.A.C.H.</em>), i quali si sono occupati, per quanto ne so, degli effetti speciali legati al trucco.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/sergio-trucca.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1021" title="sergio-trucca" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/sergio-trucca.jpg" alt="sergio-trucca" width="300" height="225" /></a><em>Un altro esempio dell&#8217;estrema cura nei particolari</em> dietro questo progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è solo con gli effetti speciali che si raggiunge il cuore degli spettatori, e questo Talamini e soci sembrano saperlo bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di tutto, la fotografia. Lo stile con cui si è deciso di girare <em>Philanthropy</em> ricorda da vicino quello di pellicole quali <em>I figli degli uomini</em>, ovvero con ampio uso della steady cam al fine d’incrementare il senso d’immersione dello spettatore durante le scene d’azione. E considerando che il qui presente, come già sottolineato nella recensione di <em>District 9</em>, <span style="text-decoration: underline;">adora</span> il “guerrilla style”, potete solo immaginare quanto mi sia divertito durante la visione di <em>Philanthropy</em>. Peccato solo per un montaggio non proprio perfetto, anzi, in alcuni punti forse un po’ troppo lento (come nella scena dell’atterraggio di Snake con il paracadute o in quella dell’arrivo di Elizabeth sulla Hummer).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è finita. Non solo effetti speciali e stile di ripresa sono di buon livello, ma lo è anche – e per certi versi soprattutto – il sonoro. Partiamo dal vero “re” del settore: Daniel James, ovvero il compositore che si è occupato della colonna sonora del film. Eh già, perché tutte le canzoni del film (tra cui il bellissimo pezzo finale cantato da Aoife Ferry, la quale a suo tempo lavorò alla colonna sonora del primo MGS) sono state realizzate ad hoc. Nulla di riciclato, insomma, e la cosa assume un ulteriore valore considerando che alcuni pezzi sono davvero belli a sentirsi (il mio preferito è quello che accompagna i titoli di testa).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/aoife_03.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1022" title="aoife_03" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/aoife_03.jpg" alt="aoife_03" width="300" height="225" /></a><em>Quanti film amatoriali possono contare sulla collaborazione di artisti di fama internazionale?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Anche il doppiaggio merita attenzione. Tra le critiche che i trailer usciti un paio di anni fa avevano raccolto, vi era infatti il parlato inglese, di qualità decisamente scadente. Alla Hive Division hanno quindi ben pensato di fare le cose a modino, ridoppiando l’intero film, questa volta usando però attori inglesi. Mai decisione fu più azzeccata, soprattutto per quanto riguarda la scelta di Phillip Sacramento (Solid Snake), la cui voce pare la fotocopia di quella di David Hayter, ovvero il doppiatore di Solid nella sua versione ludica (a tal proposito, non perdetevi il “director’s cut” a cura di Sacramento e Dodge che segue i titoli di coda, a dir poco geniale). Andando a cercare il pelo nell’uovo, si nota però come alcuni effetti sonori siano stati registrati in presa diretta, anziché elaborati da un tecnico del suono, ma si tratta proprio di inezie (soprattutto considerando come buona parte delle opere “professionali” italiane presentino un sonoro di qualità cento volte inferiore).</p>
<h3>Vincere prendendole</h3>
<p style="text-align: justify;">Non so voi, ma quando leggo o guardo un’opera che, nel bene o nel male, mi ha colpito, la prima cosa che mi viene voglia di fare è controllare le impressioni degli altri lettori/spettatori. In questo caso però la situazione era un po’ complicata. A conoscere il progetto <em>Philanthropy</em> erano infatti per lo più appassionati o del gioco o del campo del cinema indipendente (oltre a un numero più ristretto di “vari ed eventuali”). Insomma, il rischio era che le aspettative adombrassero l’obiettività. È però successo qualcosa che non mi aspettavo (e che probabilmente non si aspettavano nemmeno alla Hive Division). <em>Philanthropy</em> ha infatti avuto sin da subito un successo (in termini di download) eccezionale, tanto che per alcune settimane il sito ufficiale è rimasto irraggiungibile per eccesso di visite. Così, prima che il film venisse caricato su servizi come Vimeo o YouTube, per vedere il frutto del duro lavoro di Talamini &amp; Company la soluzione era solo una: il file sharing.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui arriva il bello: dopo pochi giorni il film ha cominciato ad acquisire visibilità anche tra coloro che, fino a quel momento, del progetto non avevano mai sentito parlare. Il risultato? Un’ulteriore aumento dei download e l’arrivo dei primi commenti esterni al gruppo di conoscitori del progetto. Commenti per lo più negativi, va detto; ma paradossalmente sono proprio questi giudizi che devono rendere orgogliosi i ragazzi di Hive Division. Forse che sono impazzito? No, lasciatemi solo spiegare.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo quei commenti si nota che moltissimi tra coloro che hanno visto il film non hanno capito che si trattava di un’opera no profit e no budget, scambiandolo invece per un film vero, magari low budget, ma pur sempre realizzato da una troupe vera e propria. Ora, questo non fa che confermare quanto accennavo all’inizio: <em>Philanthropy</em> è riuscito a raggiungere un livello qualitativo tale da superare il concetto classico di fan movie. Inutile dire che se confrontato con film “veri”, di quelli cioè che possono godere di sovvenzioni e di attori di professione, <em>Philanthropy</em> ne uscirebbe con le ossa rotte. Ma all’interno del suo campo si tratta di un prodotto assolutamente vincente.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/Nascondino.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-1023" title="Nascondino" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/11/Nascondino.jpg" alt="Nascondino" width="400" height="224" /></a><em>METAL GEAR: &#8220;98, 99 e 100. Chi c&#8217;è c&#8217;è, chi non c&#8217;è non c&#8217;è&#8230; Tana per Solid!&#8221;<br />
SOLID SNAKE: &#8220;Ma porc&#8230; Non ci gioco più con te!&#8221;</em></p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo raggiunto, quindi? A mio modesto parere sì. Di più: <em>Philanthropy</em> è probabilmente il primo fan movie capace di soddisfare non solo i palati degli estimatori del maestro Kojima (i quali si divertiranno a cogliere le decine di citazioni), ma anche di coloro che il marchio MGS nemmeno lo conoscono. Certo, non ci troviamo di fronte a un prodotto esente da difetti; al contrario, le sbavature ci sono e si notano (una scena che ad esempio trovo proprio brutta è quella in cui muore la guida; possibile che il cecchino non si accorga delle presenza di Solid e compagni nonostante si trovino in bella vista a mezzo metro di distanza?). Ma si tratta pur sempre di elementi facilmente correggibili e che – ne sono certo – i ragazzi di Hive Division prenderanno in seria considerazione (dopotutto l’hanno già dimostrato quando nel 2004 hanno deciso di rifare l’intero film da zero). Insomma, pur con tutti i suoi difetti, <em>Philanthropy</em> pone un nuovo standard all’interno del mercato dei fan movie e qualunque altra opera verrà prodotta in futuro, volente o nolente, dovrà confrontarsi con il film diretto da Talamini. E questo standard non è stato raggiunto grazie a una trama originalissima o attori mozzafiato, bensì ragionando in maniera nuova. Hive Division non ha voluto realizzare un film amatoriale, ma un film punto e basta. Non si sono, insomma, nascosti dietro la scusa della scarsa disponibilità monetaria, ma al contrario hanno sfruttato al meglio le potenzialità della rete. Questo è il segreto che sta dietro al valore di <em>Philanthropy</em>. <em>Dark Resurrection 2</em> è avvisato.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2009/11/19/recensione-metal-gear-solid-philantropy-overnight-nation/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22Recensione%3A%20Metal%20Gear%20Solid%20Philanthropy%20-%20Overnight%20Nation%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2009/11/19/recensione-metal-gear-solid-philantropy-overnight-nation/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A REGIA%3A%20Giacomo%20Talamini%0D%0A%0D%0ACAST%3A%20Giacomo%20Talamini%2C%20Nicola%20Cecconi%2C%20Patrizia%20Liccardi%2C%20Marco%20Saran%2C%20Enrico%20Pasotti%2C%20Giovanni%20Contessotto%2C%20Andrea%20Furlan%0D%0A%0D%0ADURATA%3A%2070%20minuti%0D%0A%0D%0AGENERE%3A%20Azione%2C%20Fantascienza%0D%0A%0D%0AET%C3%80%20CONSIGLIATA%3A%20%C2%B1%20infinito%20%28scusate%2C%20ma%20Wordpress%20non%20mi%20prende%20il%20simbolo%20%5E_%5E%29%0D%0A%0D%0ADOVE%20TR" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2009/11/19/recensione-metal-gear-solid-philantropy-overnight-nation/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2009/11/19/recensione-metal-gear-solid-philantropy-overnight-nation/&amp;t=Recensione%3A+Metal+Gear+Solid+Philanthropy+-+Overnight+Nation" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Recensione%3A+Metal+Gear+Solid+Philanthropy+-+Overnight+Nation+-+http://tinyurl.com/2fvgpzd&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2009/11/19/recensione-metal-gear-solid-philantropy-overnight-nation/&amp;title=Recensione%3A+Metal+Gear+Solid+Philanthropy+-+Overnight+Nation" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2009/11/19/recensione-metal-gear-solid-philantropy-overnight-nation/&amp;title=Recensione%3A+Metal+Gear+Solid+Philanthropy+-+Overnight+Nation" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2009/11/19/recensione-metal-gear-solid-philantropy-overnight-nation/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Recensione: District 9</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2009/10/05/recensione-district-9/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2009/10/05/recensione-district-9/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 21:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[District 9]]></category>
		<category><![CDATA[Neill Bloomkamp]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=940</guid>
		<description><![CDATA[TITOLO ORIGINALE: District 9 REGIA: Neil Bloomkamp ANNO: 2009 DURATA: 112 minuti GENERE: Fantascienza CAST: Jason Cope, Sharlto Copley, Nathalie Boltt, Sylvaine Strike, John Summer, William Allen Young, Nick Blake, Jed Brophy, Vanessa Haywood, Marian Hooman ETÀ CONSIGLIATA: 16+ Io sono uno che va a periodi. Ricordo che al secondo anno di liceo (o era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/08/Distric-9.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-700" title="District 9" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/08/Distric-9.jpg" alt="District 9" width="200" height="283" /></a><strong>TITOLO ORIGINALE:</strong> District 9<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>REGIA:</strong> Neil Bloomkamp<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ANNO:</strong> 2009<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DURATA:</strong> 112 minuti<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GENERE:</strong> Fantascienza<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CAST:</strong> Jason Cope, Sharlto Copley, Nathalie Boltt, Sylvaine Strike, John Summer, William Allen Young, Nick Blake, Jed Brophy, Vanessa Haywood, Marian Hooman<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ETÀ CONSIGLIATA:</strong> 16+</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono uno che va a periodi. Ricordo che al secondo anno di liceo (o era il terzo?) lessi quasi esclusivamente romanzi di Stephen King. In seguito ci sono state le fasi Fantasy classico, saggistica, fumetto, Thriller e via discorrendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’anno, a livello cinematografico, c’è stata la fase Fantascienza, facilitata dalle uscite delle ultime stagioni, in buona parte davvero succose (almeno sulla carta). Mi sono così sparato emerite boiate come <em>Babylon AD</em> (pessima trasposizione del romanzo <em>Babylon Babies</em> di Maurice Dantec) o <em>Ultimatum alla Terra</em> (remake tra i più inutili della storia) e film decisamente più rispettabili come <em>Star Trek</em>, passando per occasioni perse come <em>Dante 01</em>. Ma sin dall’inizio sapevo che per assaporare le portate principali avrei dovuto attendere la fine dell’anno. Mi riferisco ovviamente a <em>District 9</em> di Neil Bloomkamp e <em>Avatar</em> di James Cameron.</p>
<p style="text-align: justify;">In un primo momento avevo anche pensato di recensirli insieme, in un incontro a colpi di alieni ed effetti speciali. Tuttavia, l’ennesima posticipazione dell’uscita di <em>Avatar</em> nelle nostre sale (slittata a Gennaio per evitare la scomoda compagnia dei cinepanettoni, SIGH), mi ha portato a dividere i pezzi.</p>
<h3 style="text-align: justify;">All’angolo di sinistra: Davide!</h3>
<p style="text-align: justify;">Spesso nel mondo della narrativa può capitare che opere meritevoli non ricevano la dovuta visibilità a causa dell’uscita simultanea di film o libri pesantemente pompati di steroidi pubblicitari. Nonostante un&#8217;intelligente campagna virale,<em> District 9</em> rischiava di fare proprio questa fine, il tutto a causa del nuovo giocattolone di James Cameron, definito sin da subito come il film di Fantascienza che più di ogni altro avrebbe rivoluzionato il genere per i prossimi dieci anni (un po’ come <em>The Matrix</em> nel 1999). Visto però che <em>Avatar</em> promette sì di essere rivoluzionario, ma più che altro dal punto di vista degli effetti speciali, qualche giornalista d’oltreoceano ha fatto notare come la Fantascienza non sia fatta solo da alieni, astronavi e raggi Gamma, ma anche e soprattutto da trame capaci d’indagare sulle paure del presente attraverso la deformazione d’ipotetici futuri. Ecco allora nascere il confronto a distanza tra <em>District 9</em> e <em>Avatar</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta dei contendenti non è certo casuale. Se <em>Avatar</em> si presenta come un colossal da 100 milioni e rotti di Dollari, <em>District 9</em> ne è costato “solo” 30 (negli U.S.A. è addirittura considerato una pellicola low budget, almeno per i loro standard; noi con 30 milioni di Dollari produciamo film da qui al 2020). Se <em>Avatar</em> può sfoggiare un cast di tutto rispetto (Sigourney Weaver, Sam Worthington e Giovanni Ribisi su tutti), <em>District 9</em> è pieno zeppo di attori presi direttamente dalla strada. Se <em>Avatar</em> è pronto ad allietare le nostre pupille con la tecnologia 3D più avanzata di sempre, <em>District 9</em> propone una fotografia che imita quella tipica dei documentari. Insomma, per farla breve: <em>Avatar</em> e <em>District 9</em> non potrebbero essere due prodotti più differenti per tematiche e scelte stilistiche.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PvcVJ-1_NaQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/PvcVJ-1_NaQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><em>Quale canzone migliore per celebrare questo scontro tra titani? </em>^_^</p>
<h3 style="text-align: justify;">Dove tutto ebbe inizio: Alive in Joburg</h3>
<p style="text-align: justify;">Per comprendere il fenomeno <em>District 9</em> occorre prima fare un passo indietro. Il film di Bloomkamp trae infatti ispirazione da un cortometraggio diretto proprio dal regista sudafricano: <em>Alive in Joburg</em>. Ve lo propongo:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iNReejO7Zu8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/iNReejO7Zu8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><em>Alive in Joburg</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il cortometraggio si presenta come una docu-fiction, ovvero un’opera di fantasia girata però come se si trattasse di un documentario basato su un fatto realmente accaduto. È questo un genere che ha visto un grandissimo successo negli ultimi anni e che è stato sviluppato nei modi più disparati. L’antisegnano di questo genere, quanto meno nella sua forma più moderna, potrebbe essere considerato <em>The Blair Witch Project</em>, Horror d&#8217;infima categoria del 1999, ma che ottenne grande successo proprio per la particolarità dell’essere presentato come un documento “originale”. In seguito, tale stile si è evoluto dando la luce a due filoni: da una parte film per così dire in “prima persona” come <em>Cloverfield</em> o <em>REC</em> (quest’ultimo, a mio modesto parere, il migliore nel suo genere) e dall’altra finti documentari come <em>Death of a President</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Che a Bloomkamp questo stile narrativo piaccia lo s’intuisce facilmente dando un’occhiata anche agli altri suoi lavori precedenti <em>District 9</em>. I due esempi migliori sono il cortometraggio <em>Yellow</em>, realizzato per la Nike, e il video di presentazione della trasposizione su grande schermo di <em>Halo</em>, progetto poi abbandonato per gli eccessivi costi preventivati.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Jmd8BDiB-qU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Jmd8BDiB-qU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><em></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il video di “Yellow”.</em></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JCo8KLjZhDY&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JCo8KLjZhDY&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><em></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Alcune delle poche scene girate di “Halo”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il legame tra <em>Halo</em> e<em> Alive in Joburg</em> appare subito netto. Proprio come nel cortometraggio, anche qui, a fianco delle scene documentario, Bloomkamp ne inserisce altre di pura fiction, girate con sole steady-cam, il che conferisce grande dinamicità, tale da far sentire lo spettatore all’interno dell’azione, anziché un’entità esterna. Come dicevo, però, il progetto è stato presto messo in disparte. Per nostra fortuna, Bloomkamp non si è perso d’animo, e così, dietro richiesta di Peter Jackson, il cui nome rientrava tra i produttori di <em>Halo</em>, ha presentato una nuova sceneggiatura, quella di <em>District 9</em>, appunto.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Ehi, tu, sporco alieno!</h3>
<p style="text-align: justify;">La trama di <em>District 9</em> è molto semplice e lineare. Nel film viene ipotizzato che nel 1982 un’enorme astronave sia giunta sulla Terra, fermandosi sospesa sopra i cieli di Johannesburg. Per alcuni giorni non succede nulla, fino a quando il governo sudafricano, snervato dall’attesa, decide d’inviare una squadra d’esplorazione. Ed è a questo punto che l’umanità si trova di fronte all&#8217;inaspettato. A bordo non si trovano infatti alieni dotati di un intelletto superiore, bensì creature antropomorfe ma con tratti che ricordano quelli dei crostacei (tanto da venire chiamati “gamberoni”), sporche, denutrite&#8230; e con una strana inclinazione verso la dipendenza al cibo per gatti, che su di loro agisce come una vera e propria droga. Quale sia stata la causa che ha portato all’atterraggio di fortuna non viene spiegato. Resta il fatto che l’astronave non è in grado di ripartire a causa della perdita (casuale?) del modulo di comando. Per far fronte all’altissimo numero di profughi dello spazio (circa un milione!), viene creato un’enorme ghetto, il Distretto 9 del titolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo viene anche istituito un organismo internazionale, la MNU (Multi National United), il cui compito ufficiale è di fare da mediatore tra umani e gamberoni, così da agevolare la coesistenza tra le razze. In realtà, la MNU si occupa d’indagare sulle tecnologie aliene, in particolare quelle belliche, sfruttando la deficienza mentale dei propri “ospiti”. Fatto sta che passano più di dieci anni e i gamberoni aumentano di numero. Per ovviare alla sempre più difficile convivenza, viene creato fuori da Johannesburg un nuovo campo, il Distretto 10; e visto che il “trasloco” deve apparire agli occhi dei media il più legale possibile, la MNU invia una squadra composta da civili e mercenari nel Distretto 9, con il compito di far firmare ai residenti un modulo di sfratto. A capo della missione viene posto l’inetto Wikus Van De Merwe, genero del capo della MNU, il quale entra però a contatto con una sostanza aliena che lo porta a una lenta ma progressiva metamorfosi. Da quel momento Wikus diventa l’essere umano più prezioso del pianeta, in quanto l’unico a poter maneggiare la tecnologia aliena.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/10/gamberettafmavatarte2.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-941" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/10/gamberettafmavatarte2.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a><em>Confessa, Gamberetta: ci sei tu dietro l’invasione degli alieni?!<br />
(d’accordo, questa battuta era prevedibile, ma non ho resistito </em>^_^<em>)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non bisogna essere dei <em>gegni</em> per comprendere l’allegoria che sta alla base di <em>District 9</em>. In effetti, anche senza conoscere la trama o aver intravisto un solo fotogramma, è facile intuire l’argomento trattato: l’apartheid. È lo stesso titolo, dopotutto, a suggerire tale associazione. Infatti, per chi non lo sapesse, ai tempi della segregazione razziale a Cape Town esisteva un quartiere “riservato” ai soli neri e chiamato, guarda caso, District Six.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la domanda è: ha davvero senso parlare di una così triste pagina della storia dell’uomo, sostituendo i nativi africani con degli alieni? Non sarebbe stato meglio dirigere un film storico?</p>
<p style="text-align: justify;">A mio avviso sì e no; e non dico questo per amore verso la distopia. Riguardo il primo quesito, noi umani abbiamo la brutta tendenza a non far tesoro degli errori del passato, facendo anzi il possibile per dimenticarli il più in fretta possibile. Opere come <em>District 9</em> hanno quindi il compito di mantenere alta l’attenzione su tali pagine buie, soprattutto a fronte di un sempre maggiore ritorno di fiamma a livello internazionale di politiche xenofobe. Ben venga, quindi, per rispondere alla seconda domanda, che tale lavoro di “ripasso” lo si faccia con prodotti il più &#8220;pop&#8221; possibile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/10/700px-District-Six-Memory-Plaque.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-944" title="700px-District-Six-Memory-Plaque" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/10/700px-District-Six-Memory-Plaque.jpg" alt="700px-District-Six-Memory-Plaque" width="351" height="300" /></a><br />
<em>La placca commemorativa lasciata a memoria degli orrori del District Six.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;">Informare e incuriosire</h3>
<p style="text-align: justify;">Comincio ad entrare nel dettaglio partendo dallo stile adottato da Bloomkamp per la sua pellicola.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevo già all’inizio che la scelta di regia è ricaduta su una via di mezzo tra la ducu-fiction e la fiction propriamente detta. Al di là di una questione di gusti (e io ammetto di essere di parte, visto che vado in brodo di giuggiole al solo vedere un’inquadratura realizzata con una steadycam), va reso merito al regista sudafricano di essere riuscito con grande abilità a fondere questi stili senza provocare stacchi troppo forzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la parte che maggiormente mi ha convinto è il lungo prologo (quasi mezz’ora) che a inizio film spiega allo spettatore lo stato di cose in questo universo distopico. Perché proprio questa parte? Perché, a mio modo di vedere, presenta la formula perfetta per informare lo spettatore e allo stesso tempo stuzzicarne la curiosità.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante questo finto documentario viene raccontato come i gamberoni sono giunti sul nostro pianeta. Tuttavia, si capisce subito che l’argomento principale di discussione è Wikus. Forse che si tratta di un servizio elogiativo del lavoro da lui svolto durante lo sgombero? Mmh, se fosse così, perché allora alcuni colleghi si riferiscono a lui come a un traditore? Altri poi sembrano darlo addirittura per morto&#8230; Oddio, cosa sta succedendo?</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, queste sono grosso modo le domande che si pone lo spettatore nei primi minuti di proiezione. È quindi chiaro che il finto documentario, pur presentando immagini di “repertorio” è stato montato quando ormai la vicenda si è conclusa. Ma conclusa come? E secondo voi sto qui a dirvelo?</p>
<p style="text-align: justify;">Resta il fatto che questi primi minuti di film mi hanno davvero convinto, tanto da trovarli una delle introduzioni migliori degli ultimi tempi per ritmo (personalmente non l’ho trovato per nulla lento, come sostenuto da qualcuno), scelte di regia e dialoghi, capaci con poche battute di caratterizzare alla perfezione il protagonista. Informare e incuriosire: queste sono le parole chiave del prologo. E bravo Neill.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/10/22-09-2006steadicam_flyer_1.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-942" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/10/22-09-2006steadicam_flyer_1.jpg" alt="" width="350" height="416" /></a><em>Una Steadycam. Ne voglio una! </em>*_*<em><br />
</em></p>
<h3 style="text-align: justify;">Piacere, sono il protagonista</h3>
<p style="text-align: justify;">Uno degli aspetti che più m’incuriosiva prima di vedere <em>District 9</em> era sapere come sarebbe stato sviluppato il personaggio principale. L’unica certezza era che non mi sarei trovato di fronte al Rambo della situazione, visto il taglio realistico. Ma devo ammettere che il protagonista ideato da Bloomkamp è riuscito a sorprendermi nella sua complessità.</p>
<p style="text-align: justify;">Wikus Van De Merwe (interpretato da un bravissimo Sharlto Copley, già produttore di <em>Alive in Joburg</em>, dove aveva recitato anche una piccola parte) non è infatti il classico uomo della strada: è uno stupido. Ma non uno di quegli stupidi capaci di guadagnarsi la simpatia del pubblico (non subito, almeno). La sua stupidità lo porta a essere un personaggio incapace, egoista, talvolta anche meschino. Non bisogna però pensare a Wikus come a un antieroe. In lui si possono riscontrare anche note positive, prima fra tutte il sincero amore provato per la moglie, figlia del suo capo (da cui il non facile rapporto con i colleghi, molti dei quali lo vedono come un raccomandato, e non a torto). A penalizzare Wikus è più che altro la sua scarsa autorevolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Una scena è esemplare per cogliere al meglio l’ambiguità di questo personaggio. All’inizio del primo giorno dedicato allo sgombero, un gruppo di gamberoni si avvicina alla squadra di Wikus con fare minaccioso. Uno degli uomini di scorta  decide allora di fare fuoco, ferendo alcuni alieni, sempre più inalberati. Per non far precipitare la situazione, Wikus lancia contro i gamberoni delle scatolette di cibo per gatti, così da distrarli. Questa è la prima vera azione del protagonista. A questo punto lo spettatore dovrebbe vedere Wikus sotto una luce positiva; ma passano pochi minuti ed ecco la situazione capovolgersi. Wikus e i suoi scoprono per puro caso una baracca adibita alla crescita delle uova di gamberone. E che cosa fa il nostro eroe? Semplice: da alle fiamme la “nursery”, non senza una venatura di sadismo, soltanto perché mancava l’autorizzazione necessaria alla coltura.</p>
<p style="text-align: justify;">A conti fatti, Wikus non è né un personaggio positivo né negativo: è semplicemente un uomo come tanti, con il suo bagaglio di pregi e difetti. Ma soprattutto è uno sempliciotto incapace di vedere oltre a un palmo da proprio naso. Soltanto il contatto con la sostanza aliena sopra accennata lo porterà a capovolgere del tutto la prospettiva delle cose (tanto che in lui comincia a farsi largo anche una nuova personalità). In questo senso, Wikus è un personaggio congeniale agli obblighi di trama, in quanto la sua “cecità” gl’impedisce di avere una chiara idea sia di quanto celato sotto il Distretto 9, sia di quanto nascosto dall’agenzia per cui lavora.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/10/PHewcljmXaw7hg_m.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-943" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/10/PHewcljmXaw7hg_m.jpg" alt="" width="349" height="480" /></a><em>Sharlto Copley. Preparatavi a rivederlo nei panni di Murdock nel film basato sull’A-Team.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;">Oh oh, mi è semblato di vedele Petel Jackson</h3>
<p style="text-align: justify;">Peter Jackson non rientra propriamente tra i miei registi preferiti. Troppo caciarone per i miei gusti. Ciononostante ritengo che, almeno nel campo del cinema d’azione (ancor meglio se con venature horror-splatter), sia un più discreto artigiano; e anche come talent scout non se la cava per niente male. Eppure è innegabile che in <em>District 9</em> sia presente anche il suo zampino. Alcune scelte registiche sono infatti tipicamente sue.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi riferisco in particolare alla parte finale del film, quella in cui Wikus entra in possesso di un fucile in grado di far letteralmente esplodere i corpi. Al solo ideare questa trovata, il bambino di cinque anni che vive nella testa di Peter Jackson avrà cominciato a ballare la lambada.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, il problema non è tanto l’introduzione di un’arma splatterosa in un film dal taglio comunque realistico, quanto le conseguenti scelte d’inquadratura. Ogni volta che Wikus colpisce un avversario, la telecamera si sposta infatti su quest’ultimo, in un tripudio di sangue e budella che immancabilmente finiscono sullo schermo. Vada per la prima volta, vada per la seconda&#8230; ma al centodiciasettesimo passaggio la cosa comincia a diventare un filino ridicola. Senza contare che questi continui cambi di prospettiva risultano un po’ forzati, costringendo lo spettatore a mutare continuamente POV.</p>
<p style="text-align: justify;">A voler guardare il pelo nell’uovo, ci sono altre due scene un po’ trash dove, secondo me, Jackson ci ha messo lo zampino.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima è quando viene passata sui telegiornali una foto di Wikus che fa sesso con un alieno, fotomontaggio creato dall’MNU per convincere la popolazione della pericolosità del soggetto. Il problema di quella scena è che il fotomontaggio è così grottesco che sfido chiunque a credere che sia autentico. D’accordo, è un siparietto di meno di due secondi, volutamente ironico e che fa leva sul potere dei media nel convincere la gente delle cose più assurde; ma siamo davvero sicuri che non si poteva trovare una soluzione migliore?</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda scena che francamente non ho trovato necessaria è quella in cui Wikus, a corto di munizioni, usa il cannone gravitazionale per lanciare un maialino addosso a un soldato. In una sola parola: WTF!</p>
<h3>Tu la conosci Enza?</h3>
<p style="text-align: justify;">Una delle cose che invidio degli appassionati di Fantascienza è l’essere, in buona parte, gente che non si accontenta facilmente. Provate a dire loro, magari durante una puntata di <em>Voyager</em> (il programma di Giacobbo, mica la serie TV) “Ma tanto è Fantascienza”: vi sbranerebbero. Al contrario, il pubblico del Fantasy è decisamente più di bocca buona, tanto che è l’unico genere dove esistono solo <em>gegni</em> a sentire qualcuno. ^_^</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando a <em>District 9</em>, lo si può considerare capace di soddisfare il pubblico più hardcore?</p>
<p style="text-align: justify;">A mio avviso no, e qui la situazione si fa un po&#8217; complicata. Partiamo dalla considerazione che <em>District 9</em> non vuole rivolgersi allo spettatore hardcore, quello che conosce a memoria tutte le tipologie di paradossi temporali o che ti può citare a braccio un trattato sui wormhole. No, il pubblico di riferimento di <em>District 9</em> è quello pop, quello che al cinema ci va soprattutto per trascorrere qualche ora in relax, senza voler spremere troppo le meningi. Ma non si commetta l’errore di giudicare tale caratteristica un male.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho già accennato in altri punti della recensione, <em>District 9</em> si presenta con una trama molto lineare, un numero ridottissimo di personaggi (praticamente solo tre svolgono un ruolo di primo piano) e una metafora di fondo facilmente intuibile. Insomma, è un film con un esplicito intento pedagogico. Quindi ben venga la semplicità di fondo. L’importante è che non si banalizzi troppo il sostrato, altrimenti, a voglia di togliere ciccia, si rimane solo con le ossa, che si sa: non sono mai particolarmente gustose.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche qui Bloomkamp dimostra di sapere il fatto suo. Il film infatti, pur lasciando molte domande irrisolte, è perfettamente coerente con se stesso. <em>District 9</em> è una di quelle opere tese tutte verso un obiettivo, e chi se ne frega se non tutto viene spiegato! Dopotutto, a volte sono più affascinanti i dubbi che le certezze.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, ho letto in giro per la rete molti spettatori hardcore criticare alcune scelte, reputandole come vere e proprie incongruenze. Vediamo allora quali sarebbero questi presunti buchi nella sceneggiatura. E tranquilli, nessuna delle risposte che seguiranno saranno del tipo “Ma tanto è Fantascienza”. ^_^ ATTENZIONE PERO&#8217;: Sono presenti spoiler!</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Perché, se Wikus si spruzza la sostanza negli occhi, la mutazione comincia dal braccio? E poi com’è possibile che un liquido che fa da propellente attui una mutazione umano-gamberone? È illogico!</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Domande legittime, se non fosse per un particolare: pochi istanti prima di fare il pirla con il tubetto, quel fesso di Wikus è stato ferito a un braccio da un gamberone. La mutazione, quindi, nasce da una fusione tra i due DNA attuata proprio dal liquido, e non solo da quest&#8217;ultimo. Ecco quindi il perché della trasformazione ed ecco perché essa non parte dal volto.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Se l’astronave ha finito il carburante, come fa a rimanere sospesa in aria per ben vent’anni?</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Qua è possibile solo un’ipotesi. L’astronave, a quanto pare, non necessita di chissà quali dosi di carburante per funzionare. Quindi la resa della sostanza aliena deve essere qualcosa d’inimmaginabile considerando la nostra tecnologia. È quindi possibile che quel poco di energia rimasta basti e avanzi a mantenere sollevata l’astronave. (a dire il vero non possiamo nemmeno essere sicuri che il famoso liquido sia un carburante; magari è l&#8217;olio dei freni ^_^)</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Ok, ma ‘sti alieni ne hanno avuto di culo ad atterrare proprio su un pianeta con vita intelligente e dove trovare le sostanze di cui avevano bisogno!</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Attenzione: in una delle scene finali, Christopher (il gamberone che si trova costretto ad aiutare Wikus) maneggia una carta spaziale. È probabile che la Terra fosse già conosciuta dai gamberoni, i quali, avendo energia a sufficienza solo per un “breve” viaggio interstellare abbiano scelto, al momento del guasto, il pianeta più vicino tra quelli con le caratteristiche a loro necessarie.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>D’accordo saputello. Ma mi spieghi come mai questi alieni siano così accondiscendenti nel vendere le proprie tecnologie in cambio di cibo per gatti? Si sono forse ammattiti?</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Non sono matti. Sono tossicodipendenti, e un tossicodipendente ucciderebbe anche sua madre per pochi spiccioli. Cosa vuoi che gliene freghi a esseri in queste condizioni di vendere qualche arma in cambio di una dose? Guardando <em>District 9</em> non bisogna mai scordarsi il sostrato allegorico.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Sì, ma perché quando vedono Wikus e Christopher aggrediti dai soldati non intervengono in loro soccorso?</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Le ragioni sono varie. Innanzitutto a inizio film viene spiegato che i gamberoni che vediamo sono solo dei fuchi privi di una guida, il che farebbe pensare che siano state trovate, magari all’interno dell’astronave, altre tipologie di alieno (magari i gamberoni senzienti?). Se davvero così fosse, il loro stato confusionale diverrebbe ancora più logico. Non solo: nella parte finale del film il Distretto 9 è stato quasi del tutto abbandonato dai gamberoni, per lo più trasferiti nel Distretto 10. Ne rimangono poche decine, privi di armi, spaesati, in astinenza; di certo non nelle condizioni migliori per organizzare una rivolta.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>E allora perché Christopher sarebbe così intelligente?</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Christopher non è detto che sia intelligente (almeno per gli standard degli alieni). Semplicemente non è un drogato. Infatti non lo si vede mai mangiare cibo per gatti. Questa sua “sanità mentale” la si può riscontrare anche nella scena in cui Wikus torna da lui, dopo l’inizio della mutazione: la baracca è ricolma di pezzi di computer smontati e tecnologie aliene, ulteriore prova che Christopher non ha ceduto alla dipendenza.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>E perché Cristopher alla fine non decide di aiutare i suoi compagni? Insomma, tutto sto casino per aiutare un solo alieno (e mezzo; c’è anche il figlio) su un milione e passa?</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto Christopher è ferito: cosa mai potrebbe fare da solo contro un intero esercito? In secondo luogo, lui dice esplicitamente che tornerà sulla Terra, ma gli occorreranno tre anni (probabilmente il tempo necessario per tornare a casa, chiamare i rinforzi e rifare il tragitto da capo). Questo è anche il passaggio che fa prevedere maggiormente un sequel. Personalmente non ne sento comunque il bisogno.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Vabbé, dai, un&#8217;ultima domanda: perché gli umani non smontano l&#8217;astronave? Insomma, io l&#8217;avrei sorvegliata un po&#8217; meglio&#8230;</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">E su questo punto do pienamente ragione. Anche per me è una nota stonata. L&#8217;unica ipotesi che si può fare è che, visto che già le armi erano utilizzabili dai soli alieni, così è anche per le altre loro tecnologie. Quindi, dopo vent&#8217;anni d&#8217;inutili tentativi, gli umani avranno preferito studiare per prime quelle tecnologie facilmente trasportabili, proprio come le armi.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify;">Quindi, alla fine della fiera, com’è questo <em>District 9</em>?</p>
<p style="text-align: justify;">Beh, senza usare troppi giri di parole, lo si può definire un signor film. Stile, regia e recitazione sono tutti di ottimo livello. Ciononostante, a causa di qualche piccola sbavatura qua e là (tra cui anche la scena del cellulare), non lo reputo un capolavoro. Per nostra fortuna si tratta d&#8217;imperfezioni davvero minime e che non penalizzano più di tanto il risultato finale. Anzi, considerando che ci troviamo di fronte a un’opera prima, non credo si potesse chiedere di più. Dopotutto in questo film c’è quasi tutto quello che si può chiedere: attori capaci, dialoghi brillanti, scene d’azione ben coreografate (e per una volta tanto non all’acqua di rose, ma terribilmente crude e “realistiche”) e soprattutto un messaggio forte, capace di essere recepito da tutti (o almeno si spera) senza tuttavia risultare eccessivamente banalizzato (forse un po&#8217; semplicizzato, quello sì). Insomma, se non l’avete ancora fatto, correte al cinema a vedere questo film, perché merita davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, bentornata Fantascienza.</p>
<p style="text-align: justify;">PS: Sì, gli effetti speciali sono da favola, ma nei <em>veri</em> film di Fantascienza non sono questi i dettagli importanti.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2009/10/05/recensione-district-9/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22Recensione%3A%20District%209%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2009/10/05/recensione-district-9/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A TITOLO%20ORIGINALE%3A%20District%209%20%0D%0AREGIA%3A%20Neil%20Bloomkamp%20%0D%0AANNO%3A%202009%20%0D%0ADURATA%3A%20112%20minuti%20%0D%0AGENERE%3A%20Fantascienza%20%0D%0ACAST%3A%20Jason%20Cope%2C%20Sharlto%20Copley%2C%20Nathalie%20Boltt%2C%20Sylvaine%20Strike%2C%20John%20Summer%2C%20William%20Allen%20Young%2C%20Nick%20Blake%2C%20Jed%20Brophy%2C%20Vanessa%20Haywood%2C%20Marian%20Hooman%20%0D%0AET%C3%80%20CONSIGLIATA%3A%2016%2B%0D%0AIo%20sono" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2009/10/05/recensione-district-9/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2009/10/05/recensione-district-9/&amp;t=Recensione%3A+District+9" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Recensione%3A+District+9+-+http://tinyurl.com/2ca8hu9&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2009/10/05/recensione-district-9/&amp;title=Recensione%3A+District+9" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2009/10/05/recensione-district-9/&amp;title=Recensione%3A+District+9" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2009/10/05/recensione-district-9/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Premio Nazionale di Letteratura Fantascientifica Giulio Verne</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2009/10/02/concorso-premio-nazionale-di-letteratura-fantascientifica-giulio-verne-i-edizione/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2009/10/02/concorso-premio-nazionale-di-letteratura-fantascientifica-giulio-verne-i-edizione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 14:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Concorsi letterari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=845</guid>
		<description><![CDATA[Era da un po&#8217; che non parlavo di un concorso letterario. L&#8217;occasione per ovviare a questa mancanza me l&#8217;ha data il buon Diego, che ringrazio, il quale mi ha segnalato tramite e-mail la prima edizione del Premio Nazionale di Letteratura Fantascientifica Giulio Verne, organizzato dall&#8217;omonima associazione. L&#8217;impressione avuta dal bando è che il tutto sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/10/1.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-846" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2009/10/1.jpg" alt="" width="450" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Era da un po&#8217; che non parlavo di un concorso letterario. L&#8217;occasione per ovviare a questa mancanza me l&#8217;ha data il buon Diego, che ringrazio, il quale mi ha segnalato tramite e-mail la prima edizione del <em>Premio Nazionale di Letteratura Fantascientifica Giulio Verne</em>, organizzato dall&#8217;omonima associazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impressione avuta dal bando è che il tutto sia organizzato con grande serietà. Infatti per la partecipazione non è richiesta alcuna quota in denaro, mentre, grazie agli sponsor, il primo classificato si potrà aggiudicare la bellezza di 500 Euro, oltre alla pubblicazione della propria opera in diversi formati. Non solo. Nel bando è spiegato esplicitamente che non potranno partecipare al concorso:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>I membri della Giuria, i loro coniugi e parenti fino al secondo grado e i loro collaboratori.</li>
<li>I membri del Consiglio Direttivo dell&#8217;Associazione Giulio Verne, i loro coniugi e parenti fino al secondo grado e i loro collaboratori.</li>
<li>I membri della Comitato Organizzatore della LevanteCon, i loro coniugi e parenti fino al secondo grado ed i loro collaboratori.</li>
<li>I responsabili delle società sponsorizzatrici, i loro coniugi e parenti fino al secondo grado.</li>
<li>Coloro i quali hanno collaborato alla stesura del suddetto bando, i loro coniugi e parenti fino al secondo grado.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Può sembrare il minimo sindacale, ma per esperienza vi dico che non lo è affatto.</p>
<p style="text-align: justify;">La data di scadenza per presentare la propria opera (una e una soltanto!) è fissata per il 31 Dicembre 2009, quindi affrettatevi. Per maggiori informazioni, rimando al sito ufficiale del concorso, <a href="http://www.levantecon.it/concorso/scheda2010.html">QUESTO</a>.</p>
<hr style="text-align: center;" />
<h6 style="text-align: center;">L&#8217;ANGOLO DEL</h6>
<h6 style="text-align: center;">&#8220;NON C&#8217;ENTRA UNA MAZZA CON QUANTO SCRITTO SIN&#8217;ORA, MA CE LO FICCO COMUNQUE&#8221;</h6>
<p style="text-align: justify;">Informo che entro breve Infiniti Sentieri subirà un deciso restyling. Quindi, se nei prossimi giorni doveste riscontrare problemi ad accedere al sito, non preoccupatevi. Sono solo io che effettuo i primi test di compatibilità.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2009/10/02/concorso-premio-nazionale-di-letteratura-fantascientifica-giulio-verne-i-edizione/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22Premio%20Nazionale%20di%20Letteratura%20Fantascientifica%20Giulio%20Verne%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2009/10/02/concorso-premio-nazionale-di-letteratura-fantascientifica-giulio-verne-i-edizione/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0AEra%20da%20un%20po%27%20che%20non%20parlavo%20di%20un%20concorso%20letterario.%20L%27occasione%20per%20ovviare%20a%20questa%20mancanza%20me%20l%27ha%20data%20il%20buon%20Diego%2C%20che%20ringrazio%2C%20il%20quale%20mi%20ha%20segnalato%20tramite%20e-mail%20la%20prima%20edizione%20del%20Premio%20Nazionale%20di%20Letteratura%20Fantascientifica%20Giulio%20Verne%2C%20organizzato%20dall%27omonima%20associ" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2009/10/02/concorso-premio-nazionale-di-letteratura-fantascientifica-giulio-verne-i-edizione/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2009/10/02/concorso-premio-nazionale-di-letteratura-fantascientifica-giulio-verne-i-edizione/&amp;t=Premio+Nazionale+di+Letteratura+Fantascientifica+Giulio+Verne" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Premio+Nazionale+di+Letteratura+Fantascientifica+Giulio+Verne+-+http://tinyurl.com/34kfw59&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2009/10/02/concorso-premio-nazionale-di-letteratura-fantascientifica-giulio-verne-i-edizione/&amp;title=Premio+Nazionale+di+Letteratura+Fantascientifica+Giulio+Verne" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2009/10/02/concorso-premio-nazionale-di-letteratura-fantascientifica-giulio-verne-i-edizione/&amp;title=Premio+Nazionale+di+Letteratura+Fantascientifica+Giulio+Verne" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2009/10/02/concorso-premio-nazionale-di-letteratura-fantascientifica-giulio-verne-i-edizione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Concorso: Nella Tela! 2009</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2009/04/11/271/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2009/04/11/271/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 18:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Fantastico]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Terrore]]></category>
		<category><![CDATA[Concorsi letterari]]></category>
		<category><![CDATA[La Tela Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[XII]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=271</guid>
		<description><![CDATA[Nuovo mese, nuovo concorso. È stato infatti rilasciato il bando dell’edizione 2009 di Nella Tela!, organizzato come sempre dal sito La Tela Nera. Il concorso è aperto a tutti i racconti di genere Horror, Thriller e Fantastico (con tutte le relative sfumature: Giallo, Hard Boiled, Dark Fantasy, Dark Sci-Fi ecc.). Tre le sezioni previste per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.latelanera.com/nellatela/images/testata_nellatela222.jpg" alt="" width="222" height="180" />Nuovo mese, nuovo concorso.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato infatti rilasciato il bando dell’edizione 2009 di <em>Nella Tela!</em>, organizzato come sempre dal sito <a href="http://www.latelanera.com/" target="_blank">La Tela Nera</a>. Il concorso è aperto a tutti i racconti di genere Horror, Thriller e Fantastico (con tutte le relative sfumature: Giallo, Hard Boiled, Dark Fantasy, Dark Sci-Fi ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Tre le sezioni previste per quest’anno, suddivise non per genere, ma per lunghezza:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>666 Passi nel Delirio</em>, dove la lunghezza degli elaborati non dovrà superare le 666 parole.</li>
<li><em>Racconti</em>, dove la lunghezza degli elaborati dovrà essere compresa tra i 10.000 e i 20.000 caratteri (spazi inclusi).</li>
<li><em>Novelle</em>, dove la lunghezza degli elaborati dovrà essere compresa tra i 20.000 e i 40.000 caratteri (spazi inclusi).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ogni autore può partecipare a più di una sezione (anche a tutte e tre, volendo), proponendo un massimo di cinque racconti per sezione. Il costo dell’iscrizione è fissato a €15,00 per il primo racconto inviato (indipendentemente dalla sezione in cui viene iscritto) e a €2,00 per ogni ulteriore racconto (non importa se iscritto o meno in una sezione differente). Le iscrizioni potranno essere pagate tramite bonifico bancario, Paypal, vaglia postale, assegno bancario non trasferibile o versamento su conto corrente postale (trovate i dettagli sul bando ufficiale del premio).</p>
<p style="text-align: justify;">Ah, dimenticavo la cosa più importante: il primo classificato per ogni singola sezione vincerà 200€ messi in palio da <a href="http://www.xii-online.com/index.htm" target="_blank">Edizioni XII</a>, e considerando che un concorrente può anche aggiudicarsi più di un premio, il piatto si presenta davvero ricco.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il <a href="http://www.latelanera.com/nellatela/bandonellatela.asp" target="_blank">BANDO UFFICIALE</a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>(EDIT DEL 16/04/2009 A SEGUITO DI CORREZIONI NEL BANDO DI GARA)</strong></p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2009/04/11/271/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22Concorso%3A%20Nella%20Tela%21%202009%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2009/04/11/271/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A Nuovo%20mese%2C%20nuovo%20concorso.%0D%0A%C3%88%20stato%20infatti%20rilasciato%20il%20bando%20dell%E2%80%99edizione%202009%20di%20Nella%20Tela%21%2C%20organizzato%20come%20sempre%20dal%20sito%20La%20Tela%20Nera.%20Il%20concorso%20%C3%A8%20aperto%20a%20tutti%20i%20racconti%20di%20genere%20Horror%2C%20Thriller%20e%20Fantastico%20%28con%20tutte%20le%20relative%20sfumature%3A%20Giallo%2C%20Hard%20Boiled%2C%20Dark%20Fantasy%2C%20" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2009/04/11/271/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2009/04/11/271/&amp;t=Concorso%3A+Nella+Tela%21+2009" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Concorso%3A+Nella+Tela%21+2009+-+http://tinyurl.com/3anybnh&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2009/04/11/271/&amp;title=Concorso%3A+Nella+Tela%21+2009" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2009/04/11/271/&amp;title=Concorso%3A+Nella+Tela%21+2009" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2009/04/11/271/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Racconto: La domanda</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2009/04/02/racconto-la-domanda/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2009/04/02/racconto-la-domanda/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 13:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Opere personali]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Canella]]></category>
		<category><![CDATA[Frederic Brown]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=251</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;uomo che vedete qui sulla sinistra è Frederic Brown. Probabilmente il suo nome non dirà molto alla gran parte delle persone. Eppure si tratta di uno degli scrittori di Fantascienza più geniali del secolo scorso. Suoi alcuni capolavori della narrativa breve come Sentinella o La risposta. In effetti, se il grande pubblico non conosce bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://thebadplus.typepad.com/dothemath/images/2007/07/05/fredbrown.jpg" alt="" width="200" height="234" />L&#8217;uomo che vedete qui sulla sinistra è Frederic Brown. Probabilmente il suo nome non dirà molto alla gran parte delle persone. Eppure si tratta di uno degli scrittori di Fantascienza più geniali del secolo scorso. Suoi alcuni capolavori della narrativa breve come <em>Sentinella</em> o <em>La risposta</em>. In effetti, se il grande pubblico non conosce bene Brown, ciò è probabilmente dovuto proprio alla sua produzione, incentrata soprattutto nella realizzazione di racconti brevi, anzi brevissimi, spesso contenuti in meno di una pagina; racconti caratterizzati da una parte da un&#8217;inconfondibile vena umoristica (finemente sarcastica la definirei) e dall&#8217;altra da alcuni dei finali a sorpresa più geniali di sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora vi chiederete: ma che c&#8217;entra Frederic Brown con te? E&#8217; molto semplice: il racconto che presento oggi, <em>La domanda</em>, altro non è che un omaggio a <em>La risposta</em> di Brown. Finale a parte (che comunque presenta una sfumatura leggermente diversa rispetto all&#8217;opera originale) non mi sono tuttavia limitato a riscrivere un brano già esistente con altre parole. Ho invece voluto sottopporre il racconto dello scrittore Americano a un cambio di prospettiva, soffermandomi in particolare su di un tema specifico, che non specifico per non rovinare la sorpresa a coloro che non conoscessero l&#8217;opera originale. Insomma, omaggio si, remake no.</p>
<p style="text-align: justify;">Non aggiungo altro in quanto altrimenti rischierei soltanto di svelare aspetti della trama che invece è meglio scoprire strada facendo. Vi lascio quindi alla lettura del racconto (che trovate nella sezione &#8220;E-book&#8221;) e, come sempre, buona lettura.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2009/04/02/racconto-la-domanda/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22Racconto%3A%20La%20domanda%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2009/04/02/racconto-la-domanda/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A L%27uomo%20che%20vedete%20qui%20sulla%20sinistra%20%C3%A8%20Frederic%20Brown.%20Probabilmente%20il%20suo%20nome%20non%20dir%C3%A0%20molto%20alla%20gran%20parte%20delle%20persone.%20Eppure%20si%20tratta%20di%20uno%20degli%20scrittori%20di%20Fantascienza%20pi%C3%B9%20geniali%20del%20secolo%20scorso.%20Suoi%20alcuni%20capolavori%20della%20narrativa%20breve%20come%20Sentinella%20o%20La%20risposta.%20In%20effe" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2009/04/02/racconto-la-domanda/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2009/04/02/racconto-la-domanda/&amp;t=Racconto%3A+La+domanda" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Racconto%3A+La+domanda+-+http://tinyurl.com/34xk7yl&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2009/04/02/racconto-la-domanda/&amp;title=Racconto%3A+La+domanda" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2009/04/02/racconto-la-domanda/&amp;title=Racconto%3A+La+domanda" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2009/04/02/racconto-la-domanda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Recensione multipla: Io sono leggenda</title>
		<link>http://infinitisentieri.com/2008/08/29/recensione-multipla-io-sono-leggenda/</link>
		<comments>http://infinitisentieri.com/2008/08/29/recensione-multipla-io-sono-leggenda/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 08:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Okamis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Terrore]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Matheson]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://infinitisentieri.com/?p=136</guid>
		<description><![CDATA[Parte oggi una serie di recensioni per così dire un po’ particolari. Invece di soffermarmi soltanto su opere singole e ultime uscite, ho infatti deciso di trattare di alcuni classici della letteratura fantastica confrontandoli con le rispettive trasposizioni cinematografiche. Va subito detto che una trasposizione non è tanto migliore quanto maggiore è la sua vicinanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Parte oggi una serie di recensioni per così dire un po’ particolari. Invece di soffermarmi soltanto su opere singole e ultime uscite, ho infatti deciso di trattare di alcuni classici della letteratura fantastica confrontandoli con le rispettive trasposizioni cinematografiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Va subito detto che una trasposizione non è tanto migliore quanto maggiore è la sua vicinanza con gli eventi descritti nell’archetipo. Letteratura e cinema sono strumenti narrativi completamente diversi e come tali vanno sempre considerati. Anzi, spesso tanto più un film è vicino al libro da cui nasce, tanto minore è la sua qualità, anche se questa non è una regola ferrea, come vedremo. È però certo che tali due mezzi di comunicazione sfruttano meccaniche e stratagemmi diversissimi e difficilmente omologabili. Ragion per cui critiche del tipo “questo film non mi è piaciuto perché troppo diverso dall’originale” sono da considerarsi prive di alcun valore. Una trasposizione non ha, infatti, il compito di riproporre in maniera pedissequa la trama di un libro (altrimenti non ci sarebbe ragione per andare a vedere il film), bensì di riproporne lo spirito, anche attraverso una diversa chiave di lettura. Ma di questo se ne parlerà più approfonditamente in sede di recensione vera e propria.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima vittima sacrificale che ho deciso d’immolare sull’altare del grande dio della narrativa fantastica è <em>Io sono leggenda</em>, romanzo scritto da Richard Matheson nel 1954 e di cui sono state realizzate ben tre trasposizioni cinematografiche (a conferma del grandissimo interesse che ha suscitato e che ancora suscita questo libro). La ragione per cui ho scelto di cominciare da questa opera dipende esclusivamente dal mio affetto verso di essa (non lo nascondo: è il più bel libro che abbia mai letto), tanto da aver deciso di basarci la mia tesi di laurea.<br />
Faccio presente che in questa, così  come nelle future recensioni (anche se in verità si tratta più di analisi testuali che di recensioni vere e proprie), è presente un gran numero di particolari sulle trame delle opere trattate, tra cui anche l’enunciazione dei finali, il tutto senza che la cosa debba essere sempre anticipata dal sottoscritto</p>
<h3 style="text-align: justify;">Io sono leggenda</h3>
<h4 style="text-align: justify;">DI RICHARD MATHESON</h4>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://static.blogo.it/cineblog/iosonoleggendarichardmatheson.jpg" alt="" width="200" height="312" />TITOLO ORIGINALE: I Am Legend</p>
<p style="text-align: justify;">AUTORE: Richard Matheson</p>
<p style="text-align: justify;">PAGINE: 184</p>
<p style="text-align: justify;">ANNO: 1954</p>
<p style="text-align: justify;">GENERE: romanzo del Terrore</p>
<p style="text-align: justify;">EDITORE: Fanucci</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente il nome di Richard Matheson non dirà granché a molte persone. In effetti non si tratta di uno degli scrittori più famosi di sempre (quanto meno a livello popolare). Se si pensa alla fantascienza i primi nomi che vengono in mente sono Philip K. Dick o Frank Herbert, di certo non Richard Matheson. Eppure egli rappresenta una delle figure più geniali della narrativa fantastica del Novecento. La sua straordinarietà risiede nel grandissimo valore e dei suoi romanzi (ricordo titoli come <em>Io sono Helen Driscoll</em> e <em>Tre millimetri al giorno</em>) e dei suoi racconti brevi (primi fra tutti, gli straordinari <em>Nato di uomo e di donna</em> e <em>Duel</em>). Soltanto scrittori come Dick o Jean Ray possono vantare un’altrettanta alta qualità sia nella prosa breve che in quella lunga.</p>
<p style="text-align: justify;">Capolavoro indiscusso di Matheson è appunto il romanzo <em>Io sono leggenda</em>. In esso si narra della strenua lotta per la sopravvivenza di Robert Neville, ultimo uomo sulla Terra sopravvissuto a un virus capace di trasformare le persone in vampiri (scordatevi però i vampiri raziocinanti dei romanzi di Bram Stoker o Anne Rice; i vampiri di Matheson, tranne per il fatto di nutrirsi di sangue e per il loro scarso amore per la luce del sole, sono più simili a degli zombie). Una trama semplice e – verrebbe da pensare, vista la presenza di un solo personaggio – incapace di qualsiasi mordente o colpo di scena. Ma se c’è una qualità che distingue Matheson dalla stragrande maggioranza degli scrittori di Fantascienza e del Terrore è proprio la sua capacità di saper creare tensione proprio all’interno della quotidianità. Per usare le parole di Morando Morandini, Matheson è un «maestro dell’horror ordinario».</p>
<p style="text-align: justify;">Ma allora in che modo, con quali stratagemmi Matheson è in grado di tenere il lettore incollato alla pagina? La prima qualità risiede senz’altro nella ritmica che l’autore è in grado d’infondere alla sua opera. Invece di procedere in ordine cronologico, Matheson compie continui balzi temporali, ognuno avente lo scopo di spiegare un aspetto diverso del protagonista. Ecco allora scoprire che quello che sembra essere il leader dei vampiri era in origine il migliore amico di Neville, o che la moglie, una volta ammalatasi, è stata uccisa dallo stesso marito (anche se questo particolare viene solo fatto intuire). I salti tra presente e passato, va detto, non sono certo un’invenzione di Matheson. Tuttavia in <em>Io sono leggenda</em> il loro equilibro è pressoché perfetto, tanto da farci dimenticare che per quasi 200 pagine ci troveremo a che fare con (quasi) un solo personaggio. Si tratta, inoltre, di una tecnica che Matheson propone anche in altri suoi romanzi, come i già citati <em>Tre millimetri al giorno</em> e <em>Io sono Helen Driscoll</em> (anche se qui i balzi temporali vengono proposti per lo più come visioni).  La seconda caratteristica che salta subito all’occhio del lettore è lo stile adottato dall’autore: secco, essenziale, privo di qualsiasi guizzo descrittivo che non sia fondamentale per la trama; eppure mai banale. Matheson sa bene che se vuole davvero creare un “horror ordinario” dovrà allora adottare anche uno stile ordinario. Scrive di lui Valerio Evangelisti:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>«Gli strumenti di cui Matheson si serve per perturbarci sono in apparenza tra i più semplici. Non si cerchi in lui lo stilista: ha un fraseggio secco e addirittura scarno, riduce tutto all’osso, non si perde mai in divagazioni. Suona paradossale chiamare ciò maestria, però è così.»</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Siamo quindi lontani dallo stile barocco di maestri quali Edgar Allan Poe o H.P. Lovercraft; anzi, siamo all’esatto opposto. Descrivo una scena per rendere ancor meglio l’idea. A un certo punto della storia Robert Neville incrocia un cane miracolosamente scampato all’epidemia, sebbene gravemente ferito (anche gli animali, infatti, non sono immuni al virus). Ovviamente all’inizio il cane non si fida di Robert e per un intero capitolo ci vengono descritti i tentativi del protagonista di conquistare la fiducia del randagio. E alla fine ci riesce. Ora immaginate un romanzo dove il protagonista vive senza alcun contatto umano da anni, dopo che egli è stato pure costretto a uccidere la moglie per sopravvivere e a veder morire la figlioletta. E finalmente arriva il primo barlume di luce. La tensione, anche nel lettore, finalmente si smorza per un attimo. Ma ecco come si conclude il capitolo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>«Il cane sollevò su di lui il suo sguardo spento e malato e poi sporse la lingua ruvida e umida per leccargli il palmo. Qualcosa nella gola di Neville si spezzò. Sedette in silenzio mentre le lacrime gli scorrevano lente sulle guance.<br />
Una settimana dopo il cane morì.»</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Sei parole, trentadue caratteri. Tanto basta a Matheson per far ripiombare il lettore nell’angoscia più cupa. Se non è puro genio questo?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma al di là dei discorsi tecnici, in cosa <em>Io sono leggenda</em> si distingue dalle altre centinaia di romanzi di Terrore? Ho poco fa usato il termine “angoscia” per descrivere le sensazioni che scaturiscono dalla lettura di questo romanzo. E in effetti è proprio l’angoscia la sensazione che traspare maggiormente dalle pagine di questo libro. È questa sostanzialmente la ragione per cui <em>Io sono leggenda</em> è un romanzo del Terrore e non un Horror. Matheson non fa mai leva su descrizioni o scene truculente. È invece la tensione a muovere le fila della storia. Spesso si confonde Horror e Terror, pensando si tratti di sinonimi. Nulla di più sbagliato. Se l’Horror fa leva soprattutto sul senso della vista, sino ad arrivare all’estremo dello Splatter, il Terror invece si fonda maggiormente sul senso dell’udito. Non è quindi un caso che nel primo capitolo i vampiri vengano presentati solo attraverso le loro voci e il baccano da loro fatto attorno alla casa del protagonista. Matheson dimostra anche qui di essere un ottimo conoscitore delle tecniche narrative, capace come pochi altri di saperle sfruttare al meglio  a seconda della situazione che egli vuole creare.</p>
<h3 style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo uomo della Terra</h3>
<h4 style="text-align: justify;">DI UBALDO RAGONA</h4>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://giotto.ibs.it/cop/copdjc.asp?e=8032134032475" alt="" width="200" height="279" />TITOLO ALTERNATIVO: Vento di montagna</p>
<p style="text-align: justify;">REGIA: Ubaldo Ragona</p>
<p style="text-align: justify;">CAST: Vincent Price, Franca Bettoja, Giacomo Rossi Stuart, Umberto Raho, Emma Danieli</p>
<p style="text-align: justify;">DURATA: 88’</p>
<p style="text-align: justify;">ANNO: 1954</p>
<p style="text-align: justify;">GENERE: film del Terrore</p>
<p style="text-align: justify;">La prima delle tre trasposizioni realizzate sulla base del capolavoro di Matheson è <em>L&#8221;ultimo uomo della terra</em>, film italiano diretto da Ubaldo Ragona ma con un cast internazionale, primo fra tutti il bravissimo Vincent Price, la cui notevole interpretazione è ancora oggi capace di rivaleggiare ad armi pari con quella di Will Smith in <em>Io sono leggenda</em>.  Il film, diretto nel quartiere romano dell’EUR (spettrale nella sua desolazione), è senz’altro il più fedele alla trama originale, anzi, per certi aspetti lo è sin troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come il libro, anche qui troviamo continui balzi temporali, tutti gestiti con ottima tempistica, merito di una sceneggiatura quasi priva di sbavature (almeno nella prima metà). Unici netti cambiamenti rispetto al romanzo è la già citata scena del cane (qui ucciso sempre dal protagonista perché infetto) e il finale, sul quale però tornerò più avanti. A parte questi dettagli la trama ricalca in maniera precisa quella ideata da Matheson. Ma dicevo prima che lo fan sin troppo. Uno dei difetti di questo film è infatti il voler trasportare per immagini quelle che sono le meccaniche del romanzo. Non a caso, per riuscire  a descrivere al meglio le sensazioni del protagonista viene sfruttata la tecnica della voce fuoricampo (artificio che, personalmente, non ho mai particolarmente apprezzato, e che qui risulta in alcuni punti sin troppo invadente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’errore peggiore (che sarà poi quello in cui ricadranno anche le due trasposizioni successive) risiede nell’ambientazione. Nel romanzo di Matheson non viene mai citato il nome della piccola città in cui si svolgono le vicende del protagonista (anche se, secondo alcuni, si tratterebbe dell’area periferica di Los Angeles). Può sembrare un dettaglio da poco, ma trasferire il luogo dell’azione in una metropoli fa sì che la tragedia della collettività finisca per prevaricare su quella del singolo, andando così a rompere il senso di terrore quotidiano che invece è il punto focale del romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo cambio di prospettiva lo si ritrova anche nel finale del film. In esso, a differenza del libro, il protagonista riesce a trovare una cura per la malattia che porta alla vampirizzazione. Egli però non viene ascoltato, tanto da essere ucciso dagli stessi vampiri. Viene quindi descritto il dramma di una società incapace di cogliere la verità nel momento in cui le si para di fronte. Il capovolgimento finale non è più quello ideato da Matheson. Si tratta, invece, di un capovolgimento di punto di vista. Più che la fine di Robert Neville, lo spettatore assiste alla fine di un mondo, fine causata dalla cecità dell’uomo inteso come razza e non come singolo. Per essere più chiari, alla fine del romanzo il protagonista viene catturato da un gruppo di vampiri “evoluti” (ovvero capaci di resistere al lato animalesco del virus), con l’intento di giustiziarlo (Neville infatti rappresenta il passato, un’umanità ormai in via d’estinzione e che come tale va annientata). Ma poco prima dell’esecuzione è lo stesso Neville a suicidarsi, accettando la sua condizione di ultimo vero uomo sulla Terra. Quindi, anche nel finale, Matheson pone l’accento sul protagonista, sul singolo, e non, come invece fa Ragona, sulla massa. Alla fine come si può facilmente notare i due errori commessi dal regista italiano sono sostanzialmente lo stesso, ovvero l’aver voluto dare un senso globale a quello che invece è il dramma di un solo uomo (per quanto all’interno del singolo risieda proprio una visione globale).</p>
<h3 style="text-align: justify;">1975: Occhia bianchi sul pianeta Terra</h3>
<h4 style="text-align: justify;">DI BORIS SAGAL</h4>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.wingsofmagic.it/public/home/wp-content/uploads/2007/08/locandina.jpg" alt="" width="200" height="364" />TITOLO ORIGINALE: The Omega Man</p>
<p style="text-align: justify;">REGIA: Boris Sagal</p>
<p style="text-align: justify;">CAST: Charlton Heston, Rosalind Cash, Anthony Zerbe, Paul Koslo</p>
<p style="text-align: justify;">DURATA: 98’</p>
<p style="text-align: justify;">ANNO: 1971</p>
<p style="text-align: justify;">GENERE: film Horror</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi diciassette anni dopo il buon film di Ubaldo Ragona, Boris Sagal, regista statunitense di origini sovietiche, ci riprova con risultati non proprio esaltanti. Va subito detto che, almeno dal punto di vista della trama, <em>The Omega Man</em> (scusate, ma il titolo italiano è veramente orribile) è il più distante dall’opera di Matheson. Allo stesso tempo, però, il film di Sagal è quello più ambizioso nelle tematiche tra le tre trasposizioni</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dalla trama. In <em>The Omega Man</em> Robert Neville, interpretato da un Charlton Heston un po’ giù di corda, è un medico che vive in un mondo devastato dalle conseguenze di una guerra batteriologica tra U.S.A. e U.R.R.S. (idea oggi banale, ma ai tempi non ancora inflazionata); guerra che ha portato alla quasi totale estinzione del genere umano, a vantaggio degli infettati, mutanti albini (anche negli occhi, da cui il pessimo titolo italiano) che si riuniscono sotto il nome di “Famiglia”. Questo gruppo, raziocinante e molto distante dai goffi vampiri descritti da Matheson, si fa portatore di una dottrina che vede la tecnologia come causa del male sulla Terra. Il Robert Neville di Sagal, quindi, rappresenta proprio l’immagine di un mondo capace soltanto di portare dolore. Lo spettatore non si trova ad assistere, come nel romanzo di Matheson, allo strenuo tentativo di un uomo di riportare ordine in una realtà incapace di essere spiegata e compresa, bensì alla lotta tra due diversi pensieri: da una parte Neville, (quasi) ultimo rappresentante del vecchio mondo, tecnologico e progressista, dall’altra la Famiglia, austera e fautrice di un nuovo ordine più vicino all’antico stato di natura.<br />
Come idea di base, seppur lontana dall’originale, non è malvagia, anzi. Purtroppo, a causa di una sceneggiatura non proprio eccelsa, la storia procede in maniera poco sicura, con tanto di alcune incongruenze davvero pacchiane. Ad esempio, se i vampiri di Sagal odiano tanto il progresso, perché indossano tutti occhiali da sole di marca?Inoltre, e questo è il difetto maggiore del film, il sostrato per così dire i ntellettuale lascia presto lo spazio ad una serie continua di scene d’azione ricche di dettagli macabri (ma questo è un difetto di buona parte del cinema popolare, non necessariamente statunitense). Ciononostante proprio le scene d’azione risultano efficaci (almeno considerando il target a cui il film si rivolge), aiutate da una fotografia innovativa per i tempi (con macchina da presa in movimento sulla spalla e inquadrature lunghissime capaci di riprendere New York in un’irreale desolazione).</p>
<p style="text-align: justify;">Altro pregio di questo film è l’essere stato tra i primi a proporre figure di colore presentate più come vittime della società che come carnefici (ricordo che il film è del 1971, e a tempi simili discorsi erano tutto fuorché scontati). Nello specifico, mi riferisco al personaggio di Lisa, ben caratterizzato, tanto che il suo dramma personale risulta alla fine più efficace persino di quello di Neville. Che tale sostrato sociale non sia casuale lo si evince anche nella citazione del film <em>Woodstock &#8211; Tre giorni di pace, amore e musica</em> (1970) di Michael Wadleigh, film che il protagonista vede al cinema e che rappresenta l’anelito verso un modello sociale ormai impossibile da raggiungere.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, <em>The Omega Man</em> è un film che promette tanto, ma mantiene poco, il che è un vero peccato, viste le ottime idee di partenza (seppur lontanissime dal romanzo di Matheson). Forse, se affidata a un regista più capace, ne sarebbe potuta uscire una pellicola più matura, capace soprattutto di dare il giusto spessore ai suoi tratti più sociali, anziché alle sole scene d’azione.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Io sono leggenda</h3>
<h4 style="text-align: justify;">DI FRANCIS LAWRENCE</h4>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-371" title="6943_big" src="http://infinitisentieri.com/wp-content/uploads/2008/08/6943_big.jpg" alt="6943_big" width="200" height="286" />TITOLO ORIGINALE: I am legend</p>
<p style="text-align: justify;">REGIA: Francis Lawrence</p>
<p style="text-align: justify;">CAST: Will Smith, Alice Braga, Dash Mihok, Charlie Tahan, Salli Richardson, Willow Smith, Tea Leoni</p>
<p style="text-align: justify;">DURATA: 111’</p>
<p style="text-align: justify;">ANNO: 2007</p>
<p style="text-align: justify;">GENERE: film d’Azione</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima delle trasposizioni cinematografiche del capolavoro di Richard Matheson è <em>Io sono leggenda</em>, diretto da Francis Lawrence. La scelta di questa regia ha sin da subito fatto storcere il naso a molti estimatori del romanzo originale, tra cui il sottoscritto. La paura (poi, purtroppo, rivelatasi in buona parte fondata) era che, visti i precedenti di Lawrence (ovvero il discutibile <em>Costantine</em> del 2004), potesse uscirne fuori nulla più che un film tutto effetti speciali e sceneggiatura zero. E in effetti in buona parte la “creatura” di Lawrence è proprio questo. Sarò sincero: se non fosse per la magistrale interpretazione di Will Smith e alcune buone trovate nella sceneggiatura, questo film sarebbe una schifezza senza paragoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Già, Will Smith. Chi ha letto il romanzo di Matheson molto difficilmente avrebbe visto l’attore afroamericano come il candidato ideale per interpretare il ruolo di Robert Neville. Non nascondo che dopo aver letto praticamente tutti i testi di Matheson, ho cominciato a nutrire il sospetto che lo scrittore statunitense nutrisse una discreta simpatia per un certo dittatore con i baffetti, o quanto meno con alcuni dei “principi” da lui predicati. Non è un mistero, in fondo, che i protagonisti dei suoi libri siano quasi sempre descritti con le fattezze tipiche del Superuomo nazista (biondi, alti e prestanti). Per non parlare delle battute a sfondo misogino. Le donne di Matheson (e in particolare le mogli dei suoi personaggi) sono spesso e volentieri un po’ stupide, incapaci di cogliere la realtà delle cose e abituate a vivere soltanto all’ombra dei mariti (addirittura, nel racconto <em>Sogni a occhi aperti</em> Matheson fa ragionare uno dei suoi personaggi sulla possibilità di “far sua” una ragazzina di appena sedici anni, e una scena analoga è presente persino in <em>Tre millimetri al giorno</em>). Ovviamente le eccezioni esistono, e sorprende vedere come il personaggio femminile forse più affascinante e maturo dell’universo mathesoniano sia una nana costretta a lavorare in un circo (personaggio presente sempre in <em>Tre millimetri al giorno</em>). Più che l’esaltazione del Superuomo, Matheson sembra voler rappresentare il fallimento della società umana attraverso il punto di vista del singolo. I suoi protagonisti sono degli sconfitti, uomini che, pur nella loro grandezza (lo stesso Neville, nella sua immunità al virus, rappresenta un essere umano superiore), risultano incapaci di porre ordine in un mondo ormai sull’orlo dello sfacelo. Da questo punto di vista <em>Io sono leggenda</em> è l’opera di Matheson che meglio rappresenta tale sentimento, ma analoghe sensazioni vengono suscitate in <em>Tre millimetri al giorno</em>, dove il protagonista, in seguito all’esposizione ad una misteriosa sostanza, comincia a rimpicciolire, diventando vittima di un mondo incapace di accoglierlo e che, anzi, lo sovrasta e si fa sempre più minaccioso. Ma è questo un discorso molto ampio e che esula in parte con l’opera di Lawrence.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando sul film, è indubbio che Smith, almeno dal punto di vista fisico, non assomigli per niente al Neville del romanzo. Eppure, quello che sarebbe potuto sembrare uno dei tanti difetti di questo film si rivela essere invece il suo punto di forza. Che fosse un attore capace, Smith lo aveva già dimostrato in pellicole quali <em>Alì</em>, <em>Alla ricerca della felicità</em> o <em>La leggenda di Bagger Vance</em>. Ma è con <em>Io sono leggenda</em> che egli dimostra davvero la sua malleabilità. È raro vedere film in cui un attore è capace con altrettanta potenza interpretativa di cambiare stile recitativo a seconda dell’evoluzione del suo personaggio. Smith però ci riesce, e pure con ottimi risultati. In ciò è aiutato anche da alcune pregevoli trovate da parte degli sceneggiatori. Penso ad esempio alla scena in cui recita a memoria un passaggio di Shrek (a sottolineare la ripetitività della sua vita “post epidemia”), o quando si mette a parlare con i manichini che lui stesso ha sparso per la città per ricreare uno sfondo di normalità là dove non c’è nulla di normale (tanto che proprio a causa di questo folle tentativo egli perderà il suo cane).</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato che, attenzione verso il protagonista a parte, il film proponga una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti. Partiamo dalla “giustificazione” di partenza. Nel libro, così come nel film di Ragona, l’origine del morbo non viene spiegata in alcun modo, così da aumentare ancor di più il senso di angoscia e d’impotenza di fronte agli eventi che si susseguono. Con grande originalità gli sceneggiatori del film hanno invece deciso che a provocare l’epidemia è stato un esperimento volto a trovare una nuova cura contro il cancro e non andato a buon fine (e quando mai gli esperimenti nei film vanno a buon fine?). Chissà quante notti insonni avranno passato per immaginare una tale genialata!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="  aligncenter" src="http://www.fantafilm.net/Attori/Klein.jpg" alt="Uno scienziato pazzo. Se non esistessero gli sceneggiatori non saprebbero più come giustificare qualsiasi boiate nelle loro trame." width="300" height="300" /><em>Uno scienziato pazzo. Se non esistessero gli sceneggiatori non  saprebbero più come giustificare qualsiasi boiate nelle loro trame.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, a differenza del libro e del film di Ragona, non viene data pressoché alcuna spiegazione su come Neville sia in grado di dare energia alla sua casa o come sia possibile che non ci sia un filo di polvere nella videoteca o negli appartamenti da lui visitati alla ricerca di cibo (che il virus sia in grado di uccidere pure gli acari?). Ma l’errore (perché qui di errore si tratta) più grave si trova nella parte conclusiva dell’opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, nel film il morbo sembrerebbe avere origine dall’isola di Manhattan, isola che però è stata messa in quarantena facendo crollare tutti i ponti (azione che comunque non sortisce gli effetti sperati). Insomma, il nostro Neville è letteralmente isolato dal mondo. Peccato che ad un certo punto il nostro baldo eroe, dopo aver perso il suo amato cane (scena su cui tornerò), decide di farla finita facendosi ammazzare da un’orda di zombie (eh sì, qua di vampiresco i mostri non hanno proprio nulla), quando, sfruttando il più becero dei deus ex machina, in suo soccorso arrivano una donna e un ragazzino a bordo di un’automobile. Sì sì, avete capito bene: a bordo di un’automobile! A questo punto sorge spontanea la domanda: ma come cazzo ci sono arrivati questi due a Manhattan se tutti i ponti sono crollati? Ovviamente non aspettatevi una risposta, perché tanto il film non la dà.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class=" aligncenter" src="http://files.splinder.com/aae16fe175a8b6a8d9d9350ef4edc7ab.jpeg" alt="Il centro di Manhattan. Lultima volta che ho controllato era ancora unisola." width="300" height="224" /><em>Il centro di Manhattan. L&#8217;ultima volta che ho controllato era ancora  un&#8217;isola.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Visto che però voglio essere buono, alterno in quest’ultima parte di recensione un aspetto negativo del film con uno positivo. Ho poco prima citato la scena della morte del cane di Neville. A differenza del libro, l’animale è presente sin dalle prime battute (era il cucciolo della figlia). Va così a farsi benedire tutta la parte inerente i tentativi di Neville di conquistare la fiducia del quadrupede. La ragione di questa scelta è semplice e in parte condivisibile. Smith in più scene dialoga con il cane, così da evitare due ore di film quasi muto (flashback e finale a parte), ma soprattutto per evitare lo stratagemma della voce fuoricampo adottato invece da Ragona. Al pari dei precedenti lavori, pure in questa versione di <em>Io sono leggenda</em> il cane è destinato a lasciarci le cuoia. Ad ucciderlo è però lo stesso Neville, dopo che il suo adorato animale domestico è stato infettato. Seppur completamente differente da quanto scritto nel romanzo, tale scena è efficace, oltre che ben interpretata. Ma soprattutto essa può essere intesa come il punto focale dell’intero film, oltre il quale esso precipita verso una banalità imbarazzante.</p>
<p style="text-align: justify;">Come già detto prima, nell’opera originale non è presente la benché minima spiegazione sull’origine dell’epidemia (si accenna soltanto al fatto che viene trasportata dal vento). Nessun esperimento fallito, nessuna punizione divina, invasione aliena o che altro. Insomma, Matheson dalla prima all’ultima pagina parla del dramma di un uomo, di un singolo, senza sovraccaricarlo di significati simbolici. Al contrario Lawrence ficca nel suo film un sostrato filosofico-maccheronico alla New Age, il cui fondo viene toccato nella scena in cui la donna spiega a Neville il perché lei sapesse dove trovarlo pochi attimi prima del suo tentativo di suicidio. Semplice: glielo aveva detto dio. Quando al cinema sentii tale giustificazione mi venne voglia di uscire dalla sala, prendere un aereo per gli U.S.A., andare a casa di Lawrence e prenderlo a schiaffi, in perfetto stile Stewie Griffin.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale buonismo da New Age dei poveri lo si ritrova anche nel completo ribaltamento del senso finale dell&#8217;opera di Matheson. Se nel libro Neville diventava leggenda in quanto ultimo rappresentante di un&#8217;umanità ormai estinta, nel film di Lawrence egli lo diventa in quanto scopritore del vaccino contro il morbo. Bravissimo Francis: tu si che sai come mandare a puttane il senso di qualsiasi opera che tocchi!</p>
<p style="text-align: justify;">A completare il desolante quadro c’è l’ambientazione. Ormai non se ne può più di New York. Quanti altri film catastrofici dovranno essere ambientati nella Grande Mela? Ormai ho perso il conto: <em>Godzilla</em>, <em>L’alba del giorno dopo</em>, <em>Cloverfield</em>, i vari <em>Die Hard</em>, per non parlare di alcune delle scene più famose <em>Indipendence Day</em>, <em>Armageddon</em> e <em>Deep Impact</em>. Se fossi un newyorkese all’uscita di ogni nuovo film catastrofico mi toccherei le palle. In questo caso la scelta di New York ha due significati: il primo è la vicinanza del film di Lawrence all’opera di Sagal (non a caso l’auto utilizzata da Smith nella prima scena è analoga, anche per colore, a quella che compare in <em>The Omega Man</em>); il secondo è il rimando all’America post 11 Settembre 2001 (un po’ come aveva fatto a suo tempo <em>Cloverfield</em>, anche se in maniera molto più intelligente).</p>
<p style="text-align: justify;">Riassumendo, titolo e nome del protagonista a parte, da cosa film e libro sono accomunati? Assolutamente nulla, nada, zero. Ciò che innervosisce maggiormente è il titolo di questo film. Scegliendo di adottare il titolo originale, Lawrence è come se si fosse voluto affibbiare il privilegio (inesistente) di aver rappresentato l’unica e vera trasposizione del romanzo di Matheson (anche se, molto più probabilmente, nelle intenzioni sue e dei produttori c’era la volontà di sfruttare il titolo del libro come mero specchietto per le allodole). Tale bieca operazione commerciale è a mio avviso da condannare con tutte le forze, in quanto non solo irrispettosa dell’opera originale e del suo autore, ma anche di coloro che avevano letto il libro e che sono andati al cinema con la speranza di poter rivivere le stesse angoscianti emozioni del romanzo. È vero: anche <em>L’ultimo uomo della Terra</em> e <em>The Omega Man</em> si allontanavano, chi più chi meno, dal romanzo di Matheson, ma almeno Ragona e Sagal hanno avuto l’umiltà di adottare titoli alternativi, a voler rimarcare la <em>loro</em> interpretazione delle pagine dello scrittore statunitense. Lawrence, ancora una volta, non ha dimostrato altrettanta intelligenza, dimostrandosi un regista interessato soltanto a sfruttare licenze di sicuro impatto come meglio gli aggrada.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-comfeed">
			<a href="http://infinitisentieri.com/2008/08/29/recensione-multipla-io-sono-leggenda/feed" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?">Vuoi iscriverti ai commenti per questo post?</a>
		</li>
		<li class="shr-mail">
			<a href="mailto:?subject=%22Recensione%20multipla%3A%20Io%20sono%20leggenda%22&amp;body=Link: http://infinitisentieri.com/2008/08/29/recensione-multipla-io-sono-leggenda/ (inviato con shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A Parte%20oggi%20una%20serie%20di%20recensioni%20per%20cos%C3%AC%20dire%20un%20po%E2%80%99%20particolari.%20Invece%20di%20soffermarmi%20soltanto%20su%20opere%20singole%20e%20ultime%20uscite%2C%20ho%20infatti%20deciso%20di%20trattare%20di%20alcuni%20classici%20della%20letteratura%20fantastica%20confrontandoli%20con%20le%20rispettive%20trasposizioni%20cinematografiche.%0D%0AVa%20subito%20detto%20che" rel="nofollow" class="external" title="Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?">Vuoi segnalarlo via mail ad un amico?</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://infinitisentieri.com/2008/08/29/recensione-multipla-io-sono-leggenda/" rel="nofollow" class="external" title="Invia questa pagina a Print Friendly">Invia questa pagina a Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://infinitisentieri.com/2008/08/29/recensione-multipla-io-sono-leggenda/&amp;t=Recensione+multipla%3A+Io+sono+leggenda" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su Facebook">Condividi su Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Recensione+multipla%3A+Io+sono+leggenda+-+http://tinyurl.com/352vyqk&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweetalo!">Tweetalo!</a>
		</li>
		<li class="shr-wikio">
			<a href="" rel="nofollow" class="external" title=""></a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://infinitisentieri.com/2008/08/29/recensione-multipla-io-sono-leggenda/&amp;title=Recensione+multipla%3A+Io+sono+leggenda" rel="nofollow" class="external" title="Condividi su OkNotizie">Condividi su OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-stumbleupon">
			<a href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http://infinitisentieri.com/2008/08/29/recensione-multipla-io-sono-leggenda/&amp;title=Recensione+multipla%3A+Io+sono+leggenda" rel="nofollow" class="external" title="Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon">Hai trovato qualcosa di buono? Condividilo su StumbleUpon</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://infinitisentieri.com/2008/08/29/recensione-multipla-io-sono-leggenda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
