Archivi per la categoria ‘Segnalazioni’
Segnalazione: concorso a tema Steampunk!
Intanto che in Italia stiamo ancora dietro a predestinati vari, elfi, draghetti e fatine, all’estero guadagnano visibilità sempre maggiore generi come New Weird, Bizarro Fiction e Steampunk (o Steam Punk, a seconda che si voglia o meno abbracciare la matrice politica), nei quali si assiste a un po’ di VERA fantasia (sempre ammesso che l’autore sia in gamba, ma questo è ovvio). Il rovescio della medaglia è l’affacciarsi di scrittorucoli che sperano di approfittare dell’onda per propinare le peggio cose. Ricordate ad esempio il caso di Steamed di Katie MacAlister, libro di prossima uscita salito agli onori della cronaca soprattutto per via del suo booktrailer ricavato da immagini letteralmente rubate senza pagare alcunché in diritti d’autore? Ecco, mi riferisco a gentaglia del genere.
(anche se comincio a sospettare che si sia trattato di una mossa per attirare l’attenzione su di un libro che altrimenti sarebbe passato quasi inosservato per via di una trama che non sembra brillare proprio di originalità; anche perché non avrebbe senso per un grafico professionista cadere in un errore talmente dilettantesco, soprattutto considerando che non è lui quello che sborsa i soldi per l’acquisto dei diritti; certo, c’è anche il caso Ferrario che dimostra come non ci sia limite alla stupidità umana)
Ora, lo ammetto in tutta sincerità: io sono uno a cui piace il clima da “club privè” che circonda qualsiasi meritevole novità non ancora finita tra le grinfie della massa. Ricordo ad esempio quando scoprii con mia gran soddisfazione Seven nation army dei White Stripes e cominciai a proporre l’album (Elephant) a tutti i miei amici rockettari, questo prima che MTV prendesse a far girare il video e soprattutto prima che Totti stuprasse il titolo in Pooo-po-po-po-po-pooo-pooo (sigh).
D’altro canto, è però anche giusto rendere noto al mondo l’esistenza di prodotti che si allontanano dalla cultura pop (che il più delle volte coincide con uno scarso livello qualitativo, ma questa è un’opinione meramente personale), sempre nella speranza che questi non vengano poi banalizzati come nell’esempio di cui sopra. Vana speranza? Probabilmente sì.
Ma sto divagando. Il senso di questo articolo è infatti molto più semplice. Una settimana addietro il buon duca Carraronan – sempre sia lodato! – ha svelato a noi comuni mortali il bando per un nuovo concorso letterario legato al suo sito, Baionette Librarie. Dopo essere passati, l’anno scorso, attraverso i meandri del racconto porno-fantasy, è tempo di tornare seri e di buttarci a capofitto tra valvole a pressione e tecnologie retrofuturistiche. In una parola: Steampunk (o Steam Punk a seconda che… che dite? l’ho già scritto? ah…). E c’è pure un premio! E che premio!
Trattandosi questo di un semplice articolo volto ad allargare la visibilità data di un concorso non da me creato, non mi dilungherò oltre, lasciando la lettura del bando in tutti i suoi dettagli su Baionette Librarie (che trovate QUI), nella speranza che così facendo il buon duca decida di ripagarmi condividendo le ricchezze del suoi possedimenti. Sapete com’è, la crisi… ^_^
Segnalazione: “Perdido Street Station” aggratis
Ormai Perdido Street Station, primo volume della trilogia del Bas Lag ideata dallo scrittore inglese China Mieville, è noto a buona parte di coloro che s’interessano di narrativa fantastica. O meglio, più che il libro è noto il titolo.
Già, perché Perdido Street Station fa parte di quella categoria di volumi di cui tutti parlano, ma che ben pochi hanno effettivamente letto; e non perché sia un testo tanto fondamentale quanto noioso – beh, in alcuni punti un po’ noiosetto lo è – che nessuno ammetterebbe di non averlo gustato (un po’ come succede con Il signore degli anelli; dai che lo so che molti lo comprano ma non vanno oltre al terzo capitolo ^_^). Semplicemente, Perdido Street Station è pressoché introvabile in Italia, al pari dei due volumi successivi. Persino io, che l’ho “scoperto” ben prima che il nome di China Mieville cominciasse a girare sui vari forum di letteratura italiani, sono in possesso solo de La città delle navi (sì, lo so che su aNobii li ho segnati tutti, ma solo perché si tratta di volumi letti grazie a un’amica e che acquisterò… appena li trovo). Ecco il problema sta tutto qua: come dicevo Perdido Street Station è quasi irreperibile, e tutto per merito della furbizia del reparto vendite della Fanucci, i cui responsabili hanno pensato bene di distribuirlo in pochissime copie per poi non ristamparlo più non appena il romanzo ha cominciato a guadagnare fama sempre maggiore. Geniale, non trovate? Ma dopotutto Fanucci in questi anni ci ha abituato a questo e altro, quindi non mi stupisco più di nulla.
Fortuna vuole che all’estero siano un po’ più “sgamati” (dio come sono gggiovane ^_^), tanto da aver cominciato a distribuire Perdido Street Station via internet come e-book in maniera totalmente gratuita e – udite udite – legale. Eh già, perché è notizia di questi giorni che il romanzo di Mieville può essere finalmente scaricato in versione integrale da Suvudu. Purtroppo, come è facile intuire, il testo è disponibile solo in lingua originale, il che, considerando che lo stile di Mieville non è proprio dei più semplici e scorrevoli, potrebbe mettere in difficoltà coloro che l’inglese non lo masticano proprio benissimo.
China Mieville, non proprio il classico ragazzo che le mamme vorrebbero presentare alle proprie bambine
Per quei pochi che non lo sapessero, Perdido Street Station appartiene al cosiddetto New Weird, genere che fa della descrizione del bizzarro il suo punto di forza, abbandonando tutti o quasi i vecchi cliché e razze del Fantasy classico. Quindi niente fatine con la bacchetta, niente unicorni rosa, niente gnometti da giardino e soprattutto niente elfi dai denti bianchi e perfetti! Riguardo l’ambientazione, ci troviamo nella città di New Crobuzon, megalopoli a metà tra il periodo vittoriano e un futuro dai toni cupi e marci.
Ecco la quarta di copertina:
La metropoli di New Crobuzon si estende al centro di un mondo sbalorditivo. Umani, mutanti e razze arcane si accalcano nell’oscurità fra le ciminiere, lungo fiumi indolenti alimentati da rivoli innaturali, tra fabbriche e fonderie che pulsano nella notte. Per più di mille anni il Parlamento e la sua brutale milizia hanno governato su una moltitudine di operai e artisti, spie e maghi, ubriachi e prostitute. Ma uno straniero è giunto con le tasche piene d’oro e ha imposto una richiesta inverosimile, scatenando l’incredibile.
Perdido Street Station, va detto, non è un romanzo esente da difetti. Mieville tende infatti in alcune occasioni a gigioneggiare un po’ troppo con le parole. Fortuna vuole che il più delle volte se lo possa permettere grazie a un’inventiva non comune. A titolo di esempio, vi lascio con uno dei passaggi che preferisco: la descrizione di Mr. Motley (per la cronaca, la Lin a cui si accenna è una donna insetto, quindi non stupitevi troppo della seconda frase).
Mr. Motley stood and pushed the screen to the floor.
Lin got half to her feet, her headlegs bristling with astonishment and terror. She gazed at him.
Scraps of skin and fur and feathers swung as he moved; tiny limbs clutched; eyes rolled from obscure niches; antlers and protrusions of bone jutted precariously; feelers twitched and mouths glistened. Many-coloured skeins of skin collided. A cloven hoof thumped gently against the wood floor. Tides of flesh washed against each other in violent currents. Muscles tethered by alien tendons to alien bones worked together in uneasy truce, in slow, tense motion. Scales gleamed. Fins quivered. Wings fluttered brokenly. Insect claws folded and unfolded.
Lin backed away, stumbling, feeling her terrified way away from his slow advance. Her chitinous headbody was twitching neurotically. She shook.
Mr. Motley paced towards her like a hunter.
“So,” he said, from one of the grinning human mouths. “Which do you think is my best side?”
Bene, qualora la vostra curiosità fosse stata solleticata a dovere, potete scaricare il libro cliccando QUI. Buona lettura.
Segnalazione: La guida 2009 agli editori che ti pubblicano
Chi frequenta da un po’ di tempo Infiniti Sentieri sa bene come il sottoscritto abbia soprattutto due tarli per la testa: l’amore verso l’uniformazione grafica dei testi e la poca simpatia verso l’editoria a pagamento (pur nella consapevolezza che non tutti gli editori a pagamento sono dei farabutti). Proprio per tale ragione, circa un anno fa, ai tempi d’Invisibili Confini (chi se lo ricorda?), avevo cominciato a raccogliere informazioni inerenti gli editori italiani che si occupano di narrativa fantastica, incontrando però subito moltissime difficoltà. Molti editori, infatti, alla domanda “Voi pubblicate a pagamento?” fanno finta di non sentire, altri cominciano un lunghissimo giro di parole sulle difficoltà dell’editoria moderna, sulla crisi economica, su bla bla bla… altri, infine, ti mandano semplicemente affanculo, nemmeno gli avessi chiesto “Scusi, posso fottermi sua figlia?”. Così, per parecchio tempo, la lista è rimasta ferma sulla trentina scarsa di editori.
All’incirca un paio di mesi fa mi è però tornato il pallino di aggiornare la lista, anche solo per verificare che le case editrici elencate fossero ancora in vita. Ed ecco che mi sono imbattuto nel testo di Leonardo Pappalardo, La guida 2009 agli editori che ti pubblicano (Delos Books, 14,50€). Lo dirò senza troppi giri di parole: il testo di Pappalardo è semplicemente tutto quello che desideravo e anche di più. Non si limita infatti a elencare più di trecento editori italiani indicandone i recapiti e i generi trattati; Al contrario, per ogni singolo editore presenta schede dettagliatissime complete di dati quali lo staff e la linea editoriale, il codice ISBN, le modalità d’invio e di valutazione delle opere in visione, la lunghezza dei testi accettati, il tempo medio per la risposta, cosa viene chiesto all’autore, le tipologie di contratto… Un lavoro a dir poco sensazionale, una vera e propria Bibbia per ogni giovin autore in cerca di una casa per il proprio testo, merito anche di una grafica pulita e di facilissima fruizione (sebbene qua e là siano presenti alcune sviste tipografiche, ma nulla che infici la qualità del testo; e comunque non invidio il grafico che si è occupato dell’impaginazione di questo testo).
Proprio visto lo straordinario lavoro di Pappalardo, alcune settimane fa ho deciso di contattarlo per chiedergli il permesso di sfruttare i dati da lui raccolti per la lista d’Infiniti Sentieri. In teoria avrei anche potuto farli miei senza dire niente, visto che si tratta di dati di pubblico dominio, tuttavia sono dell’idea che quando un lavoro è fatto bene sia giusto pubblicizzarlo in ogni modo possibile. E così ho intenzione di fare. Ecco quindi perché le due nuove sezioni del sito dedicate alla lista delle case editrici di narrativa fantastica italiane (due perché il numero di dati è così alto che Word Press non riusciva a gestirlo in una sola pagina) presentano in bella posa la fonte da cui ho attinto. Ed ecco anche perché consiglio a chiunque dovesse trovare tale lista in qualche modo utile di acquistare il libro di Pappalardo, in quanto questo è l’unico modo per poter finanziare non solo l’ottimo lavoro svolto, ma anche la futura guida del 2010.
Ancora una volta, grazie Leonardo.
Segnalazione: Font River
Chi bazzica su Infiniti Sentieri già da un po’ di tempo o ha avuto modo di “conoscermi” anche su altri lidi sa bene come il sottoscritto dia grandissima importanza a quel campo noto come “uniformazione grafica dei testi”. Sono infatti dell’idea che chiunque voglia avvicinarsi al mondo delle Belle Lettere debba necessariamente conoscere le basi dell’uniformazione. Tuttavia, c’è chi, come il qui presente, è talmente appassionato di tale argomento da sforzarsi il più possibile di raggiungere risultati professionali con le proprie forze. Ecco, per tutte queste persone, a partire da oggi, inserirò su Infiniti Sentieri alcune segnalazioni su libri o siti davvero succosi, inerenti ovviamente questo campo.
Comincio quest’oggi da un sito scoperto alcuni mesi fa e diventato subito la mia miniera d’oro quando si parla di “font”. Chi usa i vari Word e affini sa bene, infatti, come i caratteri standard caricati siano relativamente pochi, oltre che tutti molto (troppo) simili gli uni agli altri. Ecco allora giungere in nostro soccorso questo straordinario portale: Font River.
Il sito, tradotto in ben sette lingue tra cui l’italiano, permette con pochi click di trovare il font che fa per noi. Le varie tipologie di caratteri (tutti visionabili attraverso delle comodissime anteprime) sono infatti suddivise in sette categorie (Base, Simboli, Fantasia, Stranieri, Feste, Scritto e Techno) a loro volta suddivise in micro gruppi. Ad esempio, se clicchiamo su “Base” i vari caratteri saranno suddivisi a seconda che siano Serif o Sans Serif o che abbiano una larghezza fissa (oltre a un quarto gruppetto definito “Varie”). Ma è in tutte le altre categorie che Font River dà il meglio di sè, arrivando persino a distinguere i caratteri a seconda del genere letterario o musicale. Se poi foste già a conoscenza del nome del carattere che state cercando, potrete allora inserirlo all’interno della funzione di ricerca e il gioco è fatto. E la cosa straordinaria è che la stragrande maggioranza di questi font (diciamo un buon 95%?) sono completamente gratuiti; a voi scegliere se eventualmente effettuare una donazione all’autore.
Insomma, detto in poche parole, Font River è semplicemente il sito perfetto quando si parla di personalizzazione dei font, sia per completezza del servizio che per semplicità d’utilizzo. Un sito da centodieci con lode.


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